CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Il Comitato permanente sulla politica estera per l’Indo-Pacifico, istituito presso la Commissione Esteri della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle tematiche relative alla proiezione dell’Italia e dei Paesi europei nell’Indo-pacifico, ha svolto l’audizione del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli. “Questa regione – ha esordito Silli nel suo intervento – è sempre più rilevante anche per il nostro Paese dal punto di vista geostrategico ed economico. La macroregione ospita infatti oltre il 60% della popolazione mondiale e contribuisce per quasi due terzi alla crescita economica globale”. Il Sottosegretario, dopo aver sottolineato l’importante ruolo svolto dall’Italia in questo contesto in linea con la strategia dell’UE, ha evidenziato come una regione Indopacifica stabile sia oggi una priorità per l’Europa, anche al fine di preservare le catene di approvvigionamento globale e considerando che l’area in questione è attrattiva per le imprese occidentali, tra le quali naturalmente ci sono quelle italiane. In proposito Silli ha ricordato come ad esempio la produzione di elementi altamente tecnologici veda protagonisti Paesi come Corea del Sud e Cina. Una potenza, quest’ultima, che ha una crescente influenza sull’aria e con cui occorre mantenere un costante dialogo. Da Silli è stata anche ricordata la visita del Premier Meloni nell’estate scorsa; altri Paesi con i quali l’Italia intrattiene partenariati strategici sono Giappone, India e Corea del Sud. “Tali collaborazioni sono preziose per la promozione di pace, stabilità, integrazione e crescita economica sostenibile”, ha spiegato Silli sottolineando l’importanza di stabilire sinergie anche rispetto al Global Gateway europeo. “L’azione dell’Italia si esplica tramite azioni di capacity building rivolte a tutti i membri di diverse organizzazioni regionali e tramite programmi di cooperazione allo sviluppo”, ha aggiunto Silli precisando che l’obiettivo è colmare il divario coi Paesi più deboli e prevenire i rischi derivanti da calamità naturali. Sicurezza, ambiente, tutela del patrimonio culturale e sostenibilità: questi sono alcuni dei temi menzionati da Silli parlando anche dell’attività militare, soprattutto navale, dell’Italia nell’area indopacifica dove la tensione tra Cina e Usa si fa notare. Tra i vari Paesi è stata inoltre citata la Nuova Zelanda come esempio di crescente interesse per le stesse imprese italiane, anche in virtù degli accordi finalizzati ad agevolare il libero scambio commerciale tra Wellington e Bruxelles: accordi che prevedono inoltre la protezione dei marchi d’eccellenza soprattutto nel campo enogastronomico. “La mia visita a Wellington si è inserita in tale contesto ed è stata apprezzata dai nostri interlocutori”, ha aggiunto il Sottosegretario riferendosi alla sua visita nella capitale della Nuova Zelanda destinata al rafforzamento delle relazioni bilaterali. In proposito Silli ha precisato come siano già presenti nel Paese oltre 70 aziende italiane impegnate nei settori dell’automazione, dell’abbigliamento e delle costruzioni per un fatturato di 670 milioni di euro. L’interscambio tra i due Paesi nel 2023 è ammontato a 860 milioni di euro: l’Italia è il terzo fornitore UE dopo Germania e Francia. Per quanto riguarda la comunità italiana residente, si tratta di settemila persone. Il Sottosegretario ha poi ricordato che l’Italia ospiterà a Milano la riunione consultiva del Trattato Antartico nell’estate 2025: un’occasione importante per ribadire il ruolo dell’Italia nella governance comune dell’Antartide. Infine è stato ricordato come ci sia un’attiva cooperazione tra la Nato e alcuni Paesi della regione indopacifica. Nel corso del dibattito è intervenuto il deputato del Pd Nicola Carè, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che ha ricordato a sua volta il clima teso che c’è in quella regione per la crescente influenza cinese e come un Paese quale la Nuova Zelanda, pur non essendo membro della Nato, ne sia però di fatto molto vicino insieme ad altri Paesi. Carè ha poi chiesto delucidazioni in merito ad eventuali cambiamenti nelle rotte mercantili dettati anche dai cambiamenti climatici in atto, i quali comportano anche lo scioglimento dei ghiacciai. Il Vice Presidente della Commissione Esteri Paolo Formentini ha invece auspicato un rafforzamento della rappresentanza diplomatica nell’area. In sede di replica il Sottosegretario ha anzitutto rassicurato sulla nomina di un inviato speciale nell’area ma anche sul fatto che si sta lavorando sul fronte delle rotte mercantili. (Inform)