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Presentato oggi il XIII Rapporto “Osservatorio Romano sulle Migrazioni”

IMMIGRAZIONE

Realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos con il sostegno dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V

 

Il Lazio è  la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per residenti stranieri e la terza, dopo Emilia Romagna e Lombardia, per incidenza di questi sulla popolazione. Il Lazio, è però anche regione di partenza di italiani che vanno all’estero: sono in 58.115 ad essersi cancellati per l’estero tra il 2008 e il 2016 (il 9,3% dei 623.885 italiani cancellati dall’Istat nello stesso periodo) e 10.956 solo nel 2016

 

ROMA – Presentato oggi a Roma , presso l’Auditorium di via Rieti, il XIII Rapporto “Osservatorio Romano delle Migrazioni” realizzato  dal Centro Studi e Ricerche Idos con il sostegno dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.

L’Osservatorio Romano sulle Migrazioni con questa tredicesima edizione – la terza sostenuta dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” – torna a raccontare il Lazio, le sue province e Roma attraverso le migrazioni. E torna a dare voce alle tante iniziative promosse dal basso, per lo più dall’associazionismo, dal terzo settore e dal volontariato, ma anche da numerosi Enti locali.

 

Movimenti migratori e presenze stabili nel Lazio

Il Lazio si conferma la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per residenti stranieri e la terza, dopo Emilia Romagna e Lombardia, per incidenza di questi sulla popolazione. Al 1° gennaio 2017 se ne contano 662.927, il 51,9% dei quali donne, il 13,1% degli stranieri residenti in tutto il Paese. Rispetto alla popolazione totale, 11 residenti ogni 100 sono stranieri (11,2%; in Italia: 8,3%).

L’incremento tra il 2015 e il 2016 è dello 0,4% (+17.768), mentre la popolazione complessiva è diminuita dello 0,1%. A questo andamento hanno contribuito diverse voci: tra quelle in entrata, vanno considerati i nuovi nati da genitori stranieri (7.314 nel  2016, il 15,4% di tutti i bambini nati in regione) e i nuovi iscritti in anagrafe dall’estero (30.643, l’11,7% delle iscrizioni dall’estero registrate in Italia), che hanno generato un saldo migratorio con l’estero positivo (+27.433); tra le voci in uscita, la più consistente è quella delle acquisizioni di cittadinanza italiana, che nel 2016 sono state 11.856, il 5,9% delle 201.591 acquisizioni avute in tutta Italia.

Latina è la seconda provincia del Lazio per residenti stranieri: 50.067, il 7,6% del totale regionale. L’incidenza sulla popolazione è dell’8,7%. Nonostante prevalgano gli uomini (53,6%), è al secondo posto anche per numero di nati stranieri (658 nel 2016, il 13,7% di tutti i nati). È infine la seconda provincia più attrattiva dopo Roma, con 2.995 iscrizioni anagrafiche di stranieri dall’estero e un saldo migratorio annuo (+2.729) inferiore solo alla Città Metropolitana di Roma.

La provincia di Viterbo è terza per residenti stranieri (30.046, il 4,5% degli stranieri in regione) ma prima per loro incidenza sulla popolazione (9,4%). Nel 2016 vi si sono registrati 348 nati stranieri (il 15,3% di tutti i nati dell’anno) e 1.253 stranieri provenienti dall’estero che hanno prodotto un saldo migratorio di +898 unità.

Segue la provincia di Frosinone, quarta per residenti stranieri (24.551, il 3,7% degli stranieri nel Lazio) e con un’incidenza sulla popolazione del 5,0%. Nel 2016 vi sono nati 285 bambini stranieri, il 7,2% delle nascite complessive. Gli stranieri iscrittisi in anagrafe dall’estero sono stati 1.468 e il saldo migratorio con l’estero è stato di +1.190 unità.

Ultima è la provincia di Rieti, con 13.307 residenti stranieri (il 2,0% del totale in regione) e un’incidenza sulla popolazione dell’8,5%. Nel 2016 vi si sono registrate 125 nascite da genitori stranieri (circa il 12% di tutti i nati nella provincia) e 805 iscrizioni anagrafiche di stranieri dall’estero, con un saldo migratorio con l’estero di +658 unità.

Gli stranieri non comunitari soggiornanti nel Lazio sono 406.983, l’11% della presenza in Italia. Il 50,5% ha un permesso di lungo periodo (60,7% in Italia) e il 49,5% un permesso a scadenza. I nuovi permessi rilasciati nel 2016 sono stati 24.462, il 10,8% del totale nazionale (226.934), e tra di essi sono prevalsi i ricongiungimenti familiari (49,5%, a fronte del 45,1% in Italia), i motivi umanitari (19,8% a fronte del 34,3%), i permessi per residenza elettiva, religione e salute (13,1% contro 7,3%) e i motivi di studio (12,5% a fronte del 7,5%).

Il Lazio è però anche regione di partenza di italiani che  vanno all’estero: sono in 58.115 ad essersi cancellati per l’estero tra il 2008 e il 2016 (il 9,3% dei 623.885 italiani cancellati dall’Istat nello stesso periodo) e 10.956 solo nel 2016.

 

La Città Metropolitana di Roma

La Città Metropolitana di Roma, con 544.956 residenti stranieri a inizio 2017, pari al 10,8% di quelli residenti in Italia (5.047.028), è la prima provincia per numero di immigrati. Nel corso del 2016 i residenti stranieri sono aumentati di 15.558 unità, l’incremento più alto tra le province italiane, con un ritmo di crescita superiore a quello medio nazionale (+2,9% contro +0,4%).

Nel 2016 sono stati registrati in anagrafe 5.898 nuovi nati da genitori stranieri (circa un sesto dei nati in provincia), mentre 650 stranieri sono stati cancellati per morte. Pertanto il saldo naturale tra gli stranieri è risultato positivo (+5.248), anche se in contrazione per il terzo anno. Ciò nonostante, come nei 4 anni precedenti, il saldo complessivo (italiani e stranieri) tra nascite e morti è risultato negativo (-5.086).

A trainare la crescita di residenti stranieri è stato il saldo delle migrazioni con l’estero (+21.958), il più alto in Italia a fronte di un saldo migratorio estero negativo per gli italiani (-6.194).

Sono stati invece cancellati dalle liste dei residenti stranieri 9.479 persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana, cifra che colloca la Città Metropolitana di Roma al terzo posto in Italia dopo quelle di Milano e Torino. Negli ultimi otto anni (2008- 2016) sono circa 51mila gli stranieri residenti nel territorio dell’Urbe diventati italiani.

Dopo la Capitale, che concentra circa il 70% degli stranieri residenti in provincia, i comuni con più stranieri sono Guidonia Montecelio (11.641), Fiumicino (9.709), Pomezia (7.870), Ladispoli (7.615), Tivoli (7.565), Ardea (6.349), Fonte Nuova (6.198), Anzio (6.193) e Nettuno (5.198).

L’incidenza media sulla popolazione totale è del 12,5%, ma è superata in 32 comuni su 121: oltre a Roma Capitale (13,1%), 11 comuni con meno di 5mila abitanti e 20 comuni medio-grandi.

Il 54,2% degli stranieri residenti nella Città Metropolitana è europeo e, tra questi, prevalgono i comunitari (78,5%). Il secondo continente è l’Asia (26,2%), seguito da Africa (10,9%), America(8,6%) e Oceania (0,1%). Al primo posto si collocano i romeni (181mila, il 33,3% del totale), seguiti da filippini (43.663), bangladesi (33.259), cinesi (21.619), ucraini (19.538), polacchi (18.675), albanesi (16.251), peruviani (15.593), indiani (15.521), egiziani (14.140).

Resta estremamente lieve l’aumento dei non comunitari con permesso di soggiorno (+0,6%), che ammontano a 345.897 unità. Ma mentre i permessi a termine diminuiscono di 3.798 unità (-2,2%), passando da 173.979 a 170.181, i permessi di lungo periodo aumentano di 5.938 (+3,5%), raggiungendo le 175.716 unità e portando l’incidenza dei lungo soggiornanti sul totale al 50,8%.

Rispetto all’anno precedente calano fortemente i permessi per motivi di lavoro (-13,4%, circa 10mila unità in meno) e i permessi rilasciati per altri motivi (-2,8%), mentre crescono i soggiornanti per ragioni familiari (+4,8%), per motivi di studio (+16,0%) e, soprattutto, per asilo e motivi umanitari (+19,5%, 2.933 in più rispetto al 2015). Ne risulta che la quota dei permessi per motivi di lavoro è del 38,7% (nel 2014 gli stessi soggiornanti superavano la metà), appena al di sopra del dato

nazionale (37,6%); i permessi rilasciati per motivi familiari sono il 34,8% (nel 2014 erano un quarto), contro un valore medio nazionale del 42,1%; i permessi per asilo/motivi umanitari incidono per il 10,5% (13,5% nella media nazionale).

Il numero di rifugiati e richiedenti asilo nella Città Metropolitana di Roma è in assoluto il più alto (17.939): vi vive il 9,1% dei rifugiati e richiedenti asilo soggiornanti in Italia.

I permessi rilasciati per la prima volta durante il 2016, che in Italia sono calati di circa il 5% rispetto al 2015, nella Città Metropolitana di Roma sono aumentati dell’1,7% (316 primi rilasci in più) e ammontano a 19.078 (l’8,4% del totale nazionale): il 53,3% è stato rilasciato per motivi di famiglia (10.167), il 14,6% per studio (2.783), il 14,5% per altri motivi (2.762) e il 12,4% per asilo/motivi umanitari (2.359). I nuovi rilasci per lavoro si sono invece ridotti ulteriormente (-676 rispetto al 2015) e la quota sul totale dei primi rilasci è scesa intorno al 5%.  (Inform)

 

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