FARNESINA
Nell’ambito dell’iniziativa “Farnesina Porte Aperte” le cifre che illustrano l’attività messa in campo dal Ministero degli Affari Esteri nel 2013. Affidato al direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie Cristina Ravaglia l’approfondimento sulla crescita del numero dei visti rilasciati dal nostro Paese: oltre 2 milioni (un +13,5% rispetto al 2012) per un totale di percezioni consolari di 104 milioni di euro
ROMA – È stato presentato stamani nell’ambito dell’iniziativa “Farnesina Porte Aperte”, evento promosso per far conoscere all’esterno attività, servizi e beni del Ministero degli Affari Esteri, la quindicesima edizione dell’Annuario statistico 2014, rendiconto in cifre dell’attività svolta nel 2013 del Mae.
Ad introdurre l’incontro, il vice segretario generale della Farnesina, Antonio Bernardini, che ha ricordato l’appoggio accordato alla pubblicazione da parte di Emma Bonino, ministro degli Esteri in carica nell’anno oggetto della rilevazione. L’Annuario costituisce infatti un importante strumento per valutare da un lato l’efficacia dell’amministrazione e dall’altro per alimentare la trasparenza della sua attività. Il vice segretario ha così indicato le ragioni che rendono la pubblicazione utile all’amministrazione stessa e ai cittadini e si è soffermato sull’importanza del quadro che emerge attraverso le cifre e che comunica informazioni anche sulla qualità del lavoro svolto. Una valutazione che la Farnesina svolge – rileva – anche attraverso altri strumenti, ben consapevole della “problematicità dei dati quantitativi” che richiedono comunque un’interpretazione.
Tra i dati evidenziati da Bernardini, l’aumento del volume dei visti di ingresso in Italia, un +13% rispetto al 2012 per un totale di 2.125.465 visti – un dato che il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Mae Cristina Ravaglia definisce “entusiasmante” e che di certo fornisce una buona premessa anche in vista di Expo 2015 – e quello del 3,6% di italiani iscritti all’anagrafe consolare, che raggiungono così i 4.828.279 nel 2013, un andamento in costante ascesa che fa registrare le collettività più numerose in Argentina (836.736), Germania (704.135), Svizzera (582.172) e Brasile (407.924). Segnalati poi i 261.947 passaporti emessi, insieme ai 201.435 atti di stato civile e ai 41.807 interventi a favore dei connazionali all’estero. Importante anche il capitolo “promozione culturale” richiamato da Bernardini, che evidenzia “un patrimonio librario di oltre 1 milione di volumi presenti nelle biblioteche dei nostri Istituti Italiani di Cultura, 8 mila corsi di lingua organizzati da questi ultimi per oltre 69 mila iscritti in tutto il mondo e 166 missioni archeologiche”. La rete degli uffici all’estero conta al 31 dicembre 2013 313 sedi, in diminuzione rispetto alle 319 sedi del 2012 (per la chiusura di 8 uffici consolari – di cui 7 nell’area europea e1 nell’area mediterranea – e l’apertura di 2 nuovi uffici consolari in Asia) con 4.100 dipendenti di ruolo cui si affiancano circa 2400 impiegati a contratto. Un risultato del processo di riorganizzazione della rete che vede un maggiore impegno sul fronte della presenza in internet – gli accessi al sito web del Mae sono cresciuti nel 2013 sino a 5.539 mila – e sui social network.
“Sono dati importanti specie se rapportati all’azione delle amministrazioni di altri Paesi con cui siamo soliti confrontarci in Europa e che comunque gestiscono risorse superiori alle nostre – afferma il vice segretario, sottolineando come in presenza di un trend di bilancio sempre decrescente (escludendo l’aiuto pubblico allo sviluppo, 291 milioni di euro nel 2013, il bilancio del Mae è di 1.634 milioni di euro, lo 0,20% dell’intero bilancio dello Stato), riduzione che coinvolge lo stesso personale (-3% la riduzione del personale di ruolo rispetto al 2012, e -21% nel decennio dal 2004 ad oggi), sia sempre più indispensabile un investimento sulla digitalizzazione. E per Bernardini gran parte dei risultati positivi raccolti in quest’Annuario sono dovuti proprio al tasso di digitalizzazione dell’amministrazione, ma anche alla “dedizione del personale”, con all’attivo oltre 300.000 ore di lavoro supplementare registrate lo scorso anno.
Un video con i principali dati contenuti nell’Annuario è stato introdotto da Sabrina Ugolini, responsabile dell’ufficio di statistica del Mae, che cura la pubblicazione e partecipa al programma di statistica nazionale, in cui entrano – ha annunciato – per la prima volta quest’anno anche le rilevazioni connesse all’attività della rete degli IIC.
Affidato al direttore Ravaglia l’approfondimento sui visti di ingresso in Italia, numero “cui attribuiamo un’enorme importanza e che usiamo – sottolinea – come strumenti di lavoro, per valutare e fare scelte”. E proprio per fare scelte più accurate è stato sviluppato un sistema per monitorare il rilascio dei visti in tempo reale, sistema cui concorrerà un progetto di analisi su base giornaliera che la Direzione generale sta portando avanti con fondi europei. Questo aumento soprarichiamato del 13,5% non è “venuto dal nulla, ma è il seguito di una crescita già riscontrata in questi ultimi anni – afferma Ravaglia, illustrandone alcuni segnali: “nel 2011 la crescita del numero dei visti rilasciati rispetto all’anno precedente è stata del 10%, nel 2011 dell’11% e nel 2012 del 9%; anche nei primi mesi del 2014 (da gennaio ad aprile) riscontriamo già un ulteriore aumento del 9% e del 21,7% dei soli visti Schengen”. “Possiamo più efficacemente dire che ogni 15 secondi l’Italia emette un visto d’ingresso attraverso una delle sue 172 sedi abilitate in tutto il mondo, sedi lievemente in diminuzione rispetto all’anno precedente per la razionalizzazione innescata dalla spending review, che ha comportato la chiusura degli uffici presenti a Lussemburgo e Basilea che rilasciavano un numero bassissimo di visti – tiene a sottolineare il direttore generale, evidenziando come la cifra di 2.125.465 sia “un numero superiore agli abitanti della Slovenia, della Macedonia o del Quatar o di poco inferiore agli abitanti di Roma e Napoli”. “Con questo importante aumento l’Italia è ora il secondo Paese tra i maggiori partner Schengen a concedere visti, dopo la Francia, che raggiunge i 2.400.000 visti. Terza la Germania – afferma Ravaglia, indicando anche il miglioramento dei tempi medi per il rilascio a carico del nostro Paese. “A Mosca, città in cui sono stati rilasciati nel 2013 circa 720mila visti e che ha fatto registrare una delle percentuali di aumento più grandi, il tempo di rilascio è di 2 giorni – fa sapere il direttore generale, segnalando il supporto ricevuto nelle sedi più interessate dalle richieste da parte dell’Enit. Il visto ha infatti un ritorno – non quantificabile – in termini di benefici per tutto l’indotto turistico. Oltre a Mosca, crescono i visti rilasciati a Pechino (+19%), Istanbul e Shanghai (+20%), Kiev (+18%). Il primo Paese di rilascio è dunque la Russia (770.605 visti), seguita da Cina (346.739), Turchia (140.388) e India (80.759, +1,6%). Leggero aumento anche per i visti negati (79.888, +3,75%) di contro ad una media europea del 4,8%. Crescono soprattutto i visti rilasciati per turismo (1.600 mila circa), ma si deve tener presente che spesso i visti d’affari consentono più di un ingresso. In diminuzione i visti nazionali di lungo soggiorno (-14%), soprattutto nel settore lavoro subordinato (-58%), “sia per la congiuntura economica – fa sapere Ravaglia, – sia perché nel 2013 non è stato emanato il decreto flussi”, cui si affianca anche una riduzione dei visti per studio (-3%). Su un totale di percezioni consolari quantificato in 125 milioni di euro, il ricavato dei visti è di ben 104 milioni di euro, entrate quanto mai necessarie visto l’aumento dei servizi alle collettività (segnalato l’impegno della Dgit in particolare sul fronte dell’assistenza dei connazionali in stato di difficoltà all’estero) e il calo delle risorse e del personale delle aree funzionali (un -25%, secondo i dati del direttore generale). “Il lavoro del centro visti è dunque strategico per il Mae e per l’Italia – conclude Ravaglia, segnalando il “lavoro di squadra” che contribuisce al buon funzionamento del settore.
Segnala i dati positivi registrati in merito al sito web del Mae il capo del Servizio stampa e comunicazione istituzionale, Aldo Amati, che si sofferma sul lavoro di restyling del sito della Farnesina, con accessi che hanno raggiunto gli oltre 5.500 mila nel 2013 per un numero di visualizzazioni totali di quasi 17 milioni. “Il 50% degli accessi registrati avvengono attraverso google e questo è importante perché significa raggiungere un pubblico sempre più vasto, che non effettua un accesso mirato – sottolinea Amati, segnalando poi il lavoro effettuato per mettere al centro dei servizi resi dalla Farnesina agli utenti web quello delle “opportunità” offerte dall’estero, voce sempre più utilizzata dai fruitori del sito. Qui vengono segnalate anche le opportunità inquadrate e valorizzate in questi ultimi anni con il termine di “diplomazia della crescita”: indicati i bandi di gara o le commesse aperte all’estero, insieme ad altre iniziative come la vetrina offerta dal sito web infomercatiesteri.it, le cui visualizzazioni, in quello che è stato il suo primo anno di attività, sono state 688.234. Cresce anche la parte social della Farnesina, con i video e la fotografie ora disponibili su flickr o youtube. (Viviana Pansa – Inform)