CAMERA DEI DEPUTATI
Su iniziativa del deputato del Pd Fabio Porta
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Nella sala stampa della Camera dei Deputati è stato presentato il nuovo volume della Lonely Planet intitolato “The Mediterranean, verso una nuova pedagogia del turismo”. Hanno partecipato all’evento: il maestro d’ascia Michele Cafiero, Virginia Di Gaetano (Lonely Planet), la guida ambientale escursionistica Nino Aversa, la docente di Geografia Carmen Bizzari (Università europea di Roma), Giuseppe Varacalli (AICOTUR). Ha introdotto la presentazione il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale; ha moderato il dibattito Gianni Lattanzio (Segretario generale dell’ICPE). Gianni Lattanzio aprendo l’incontro ha voluto definire il Mediterraneo come un qualcosa che va oltre una semplice espressione geografica: “è una realtà nella quale vivono o hanno vissuto culture e tradizioni diverse ma con una dimensione umana in comune”. In sostanza Lattanzio ha parlato di una realtà viva, il Mediterraneo, che ci parla attraverso lo spirito che emerge dalle sue onde: una diversità che è il risultato di incontro tra popoli differenti. Lattanzio ha anche menzionato il turismo delle radici che consente ai popoli emigrati di visitare i luoghi d’origine dei propri antenati. Ha poi preso la parola Fabio Porta che ha evidenziato l’importanza di questo incontro nell’ottica di vedere il Mediterraneo non come punto di frontiera o di frattura. ma come elemento d’unione: “un’unica grande storia”. Il deputato ha anche menzionato il Patto per il Mediterraneo dell’UE il cui obiettivo è quello di vedere in questo spazio marittimo “un ponte naturale tra Europa, Africa e Asia”. Per pedagogia del turismo, secondo Porta, si deve intendere un modo nuovo di pensare il viaggio facendolo diventare un’esperienza educativa, mettendo in discussione stereotipi e visioni superficiali. Per il deputato inoltre il turismo sostenibile e lo sviluppo inclusivo rappresentano un cantiere per una cooperazione concreta. Anche Porta si è poi soffermato sul turismo delle radici che può contribuire a rigenerare le zone più interne de nostro Paese. Aree meno popolate e che vengono toccate solo marginalmente dal grande turismo di massa. “Il modo in cui si fa turismo incide nella coesione sociale”, ha aggiunto Porta sottolineando la necessità di offrire alternative concrete allo spopolamento e alla fuga dei giovani. “Sviluppo, diritti e dignità delle persone” sono dunque i tre cardini attorno ai quali, secondo il deputato , ruota una nuova visione pedagogica del turismo. Virginia Di Gaetano ha spiegato come spesso si porti avanti la ricerca della “gemma nascosta” ossia quella località turisticamente più attrattiva, senza chiedersi il perché più profondo di un viaggio. “Viaggiamo senza un’idea concreta su cosa stiamo facendo: non siamo più esploratori, pellegrini o guerrieri. Sogniamo di vedere il mondo, senza sapere però cosa fare una volta arrivati”, ha aggiunto Di Gaetano sottolineando l’importanza di volumi che diano prospettive di viaggio diverse dal solito. Michele Cafiero ha parlato della sua esperienza tradizionale di recupero della memoria di un mondo antico: quello delle barche in legno. Nino Aversa ha invece spiegato che l’escursionismo è nato in tempi relativamente recenti, per lo meno in zone come Sorrento e la Costiera amalfitana. “Non si parla più di panorama ma di paesaggio”, ha precisato Aversa il cui obiettivo è quello di promuovere una nuova mentalità nel turista-viaggiatore; in tal senso si inserisce anche il recupero delle radici, vivendo l’esperienza turistica in un “tempo lento” e un “poter vivere come le persone del posto”. Giuseppe Varacalli ha parlato delle potenzialità del turismo delle radici considerando l’enormità del numero di italo-discendenti sparsi nel mondo. Varacalli ha anche segnalato l’esigenza di dare servizi adeguati a persone che dovessero venire in Italia per riscoprire le origine della loro famiglia. Allo stesso tempo bisogna coinvolgere naturalmente le comunità locali dei piccoli comuni o borghi. Dal canto suo Carmen Bizzarri ha spiegato come questo libro metta al centro il Mediterraneo, una contesto, che contrariamente ai luoghi comuni, ha ancora molto da dirci. “Non basta un giorno per capire il Mediterraneo”, ha aggiunto Bizzarri facendo la trasposizione della frase del noto film “Mediterraneo” con Diego Abatantuono protagonista. Bizzarri ha spiegato che se da un lato questo mare è cerniera di culture, dall’altra parte è custode di identità inalterate nel tempo: un mare che a volte ci restituisce ancora reperti di età antica. Il deputato Porta, nel concludere l’evento, ha ribadito l’importanza di promuovere il turismo sostenibile, contrastando lo spopolamento delle aree interne, con l’obiettivo comune di portare crescita e sviluppo all’Italia. (Inform)