ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte foto Facebook)
ROMA – È stato presentato al Senato il libro dedicato alla figura di Livio Benedetti dal titolo “Da Livio Benedetti a oggi, il ruolo del patronato al servizio delle comunità, in Italia e all’estero” (Ufficio Studi Patronato Acli). Durante l’incontro è stata ricordata la figura di Livio Benedetti, che insieme alla moglie Teresa Croci, hanno reso il Patronato Acli in Australia un punto di riferimento fondamentale per gli italiani emigrati. Hanno partecipato all’evento: Il senatore del Pd Francesco Giacobbe (Segretario della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare), Maria Chiara Prodi (Segretaria Generale del Cgie), Andrea Acciai (coordinatore del Patronato Acli in Australia), Emiliano Manfredonia (Presidente nazionale delle Acli) e Paolo Ricotti (presidente nazionale del Patronato Acli). La figlia di Livio Benedetti è intervenuta da remoto a inizio convegno per esprimere il proprio apprezzamento per questo omaggio alla sua figura paterna. Ha poi preso la parola il senatore Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che ha ricordato come fino ad alcuni decenni fa, comunque quando ancora non c’era internet, per gli italiani che vivevano in luoghi così lontani dalla propria madrepatria la priorità era quella essere informati soprattutto sui propri diritti. “Spesso non avevano idea di quali diritti avessero”, ha spiegato Giacobbe sottolineando come tuttavia alla fine degli anni ’70 la politica australiana decretò che l’Australia era una terra di diverse culture che andavano premiate e valorizzate perché, proprio da queste diverse culture, era possibile creare il multiculturalismo australiano che è oggi alla base di questa Nazione. Giacobbe ha anche segnalato come , all’inizio degli anni ’80, in Australia vi fossero tre patronati. Per Giacobbe, questo libro è uno spaccato e una memoria della storia degli italiani in Australia. Alla metà degli anni ’80 lo stesso Giacobbe, come egli stesso ha ricordato, collaborò con le autorità australiane e i patronati italiani per fare da ponte tra le due realtà. Giacobbe ha voluto sottolineare come tuttavia lo spirito che da sempre anima le Acli sia quello di andare incontro alle necessità di tutte le persone: anziani, bambini, persone di mezza età. “Multiculturalismo significa incoraggiare la cittadinanza, non scoraggiarla. Qui abbiamo paura di chi può diventare cittadino italiano”, ha infine rilevato Giacobbe richiamando l’Italia sul dovere di avere lo stesso coraggio e la stessa visione avuta a suo tempo dall’Australia nell’aprire le porte ai nuovi cittadini, tra i quali moltissimi italiani migranti. Dal canto suo la Segretaria Generale Prodi ha rammentato come la presentazione di questo libro sia l’occasione per dimostrare come, anche nella distanza, quando il sistema delle rappresentanze, dell’associazionismo e dei corpi intermedi funziona c’è la possibilità di sentirsi più vicini. Ha altresì sottolineato l’importanza di momenti pedagogici come questi per comprendere le differenze che esistono tra i diversi territori in cui sono presenti le comunità italiane. Il Presidente Manfredonia ha spiegato come questo libro faccia parte di una collana dedicata al ruolo delle Acli nel mondo. “L’opportunità di questi volumi è quella di dare una lettura storica e contestualizzare l’emigrazione italiana”, ha precisato Manfredonia che, sulla figura di Benedetti, ha voluto evidenziare che quest’opera è un modo per restituirle quanto ha dato alla comunità. Manfredonia ha parlato di Livio e della moglie Teresa come di due germogli da cui scaturiscono opportunità per gli altri. L’Ambasciatore d’Italia in Australia, Paolo Crudele, attraverso un video ha voluto ricordare come la comunità italiana in Australia sia complessa e articolata ma allo stesso tempo ben integrata e rappresentata da una rete capillare di associazioni che può contare su sei Comites, quattro Coasit o enti gestorie su un consigliere CGIE, che al momento è Papandrea, e due membri del Parlamento che sono il senatore Giacobbe e il deputato Carè. “Da parte mia posso testimoniare che la rete diplomatico-consolare si sforza ogni giorno per erogare servizi sempre più efficaci e in questo il patronato Acli ci aiuta molto”, ha spiegato Crudele. Alla presentazione è intervenuta anche Tracy Reid, incaricata d’affari dell’Ambasciata australiana in Italia, che ha parlato del ruolo di personaggi come Benedetti che incarnano la figura del ‘self made man’ e di come l’emigrazione italiana abbia contribuito allo sviluppo dell’Australia andando ben oltre settori maggiormente sotto i riflettori come ristorazione o moda, quindi anche nel campo delle infrastrutture. La rappresentante australiana ha parlato di questa vicenda e, più in generale di altre di successo, come di grandi storie nell’epopea dei flussi migratori. Quello dell’emigrazione italiana rappresenta dunque un patrimonio visibile anche nel mondo dei media, dello sport o della politica locale di un Paese come l’Australia che richiede un viaggio molto impegnativo per essere raggiunto. Reid ha inoltre ribadito come l’Australia sia anche un Paese che si impegna costantemente per fornire le migliori condizioni d’accoglienza alle diverse comunità che vi giungono, non soltanto quelle italiane chiaramente. Dal canto suo il Coordinatore Acciai ha spiegato come questo libro non sia solo un documento storico ma una testimonianza viva che parla del coraggio e della determinazione di tanti italiani che si sono fatti largo in Australia trovandovi la propria casa. Acciai ha definito tale viaggio come un viaggio dell’integrazione nella multiculturalità. “Benedetti con il suo impegno ha rappresentato un faro per i nostri connazionali che cercavano sostegno in un Paese lontano”, ha precisato Acciai definendo altresì il legame tra Italia e Australia più che mai profondo oggigiorno. “Il libro non è solo una celebrazione del passato ma anche un invito a riflettere sul presente e il futuro delle nostre comunità all’estero”, ha aggiunto Acciai. Luigi Di Martino (Presidente Comites New South Wales) ha parlato di un tema, quello dei patronati, che tocca da vicino la vita di molti italiani all’estero. “In Australia vediamo quotidianamente quanto sia prezioso il lavoro del patronato nel sostenere i nostri connazionali. Su questo tema Livio Benedetti ha sicuramente rappresentato un esempio di servizio totale nella sua comunità”, ha ricordato Di Martino. Marco Fedi (Coasit Melbourne) ha annunciato che a inizio ottobre, proprio a Melbourne, ci sarà la Melbourne Italian Festa, con una partecipazione di regioni italiane quale momento d’incontro per la comunità italiana. “Il volume che presentate racconta la nostra storia, quella di tanti connazionali: una storia che interseca la storia d’Italia e quella dell’Australia ma anche quella del processo di integrazione, ponendo al centro del racconto le Acli e l’esperienza personale di Livio Benedetti”, ha spiegato Fedi sottolineando come l’emigrazione sia un processo in continua evoluzione e raccontarlo sia anche raccontare la storia dei due Paesi in questione. Thomas Camporeale (Coasit Sydney) ha definito questa pubblicazione come “una straordinaria testimonianza del contributo di Livio alla comunità italiana in Australia”. Camporeale ha rievocato alcune delle tappe che hanno portato Benedetti ad essere protagonista di questo percorso di vita in Australia che lo hanno visto attivo non solo nel campo assistenzialistico, ma anche in quello giornalistico. Camporeale ha evidenziato come la grande dedizione di Benedetti abbia lasciato nel corso dei decenni di attività un marchio indelebile di questa sua passione al servizio degli altri: il suo lascito è destinato a proseguire attraverso le generazioni. E’ poi intervenuta la senatrice Simona Malpezzi (pd) che ha ricordato di avere un rapporto stretto con le Acli e di aver avuto una esperienza di vita in Germania dove la comunità italiana è notoriamente numerosa. “Il patronato era il luogo dove riuscivano a trovare delle risposte ma anche un ascolto”, ha evidenziato Malpezzi riferendosi soprattutto alla comunità italiana della emigrazione storica che era quella con maggiori difficoltà anche linguistiche. Il Presidente nazionale Ricotti ha auspicato che si possano avere sempre più momenti di confronto come questi e di ottimo livello qualitativo con esponenti del Parlamento. “Le persone vengono da noi perché siamo presenti sul territorio e perché trovano risposte”, ha spiegato Ricotti evidenziando come questa storia narrata nel libro sia una storia che non guarda indietro ma avanti. “L’Italia sono i centomila giovani che ogni anno se ne vanno da questo Paese ma costruiscono ponti; l’Italia sono le persone che sono venute in questo Paese, ne hanno preso la cittadinanza e magari tornano nel loro Paese da cittadini italiani”, ha aggiunto Ricotti precisando che l’Italia è molto più grande e complessa di quanto certa politica abbia in mente, sottolineando l’importanza di una storia fatta di diritti, informazione e valorizzazione delle persone. Ricotti ha inoltre parlato delle lentezze burocratiche di un’Italia che fatica a tenere il passo di una digitalizzazione efficace e a far pervenire in tempi adeguati uno SPID all’estero. “Noi diamo delle risposte lì dove le istituzioni non arrivano”, ha precisato Ricotti auspicando la firma di una convenzione fra il Maeci e i patronati. (Inform)