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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata l’analisi di Prometeia sull’impatto del sostegno della Farnesina all’internazionalizzazione delle imprese italiane

DIPLOMAZIA ECONOMICA

A Confindustria un’iniziativa aperta dal presidente Vincenzo Boccia, a cui sono intervenuti anche il ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano e il direttore generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca. Quantificato nell’1,1% del Pil l’impatto dell’attività svolta dalla rete estera del Ministero a favore dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, pari a 16,4 miliardi di euro di valore aggiunto, 6,7 miliardi di euro di gettito fiscale e 234.000 posti di lavoro per l’economia italiana

Alfano: “Per ogni euro che il contribuente italiano dà al sistema Maeci, si stima un beneficio per l’economia del Paese di 20 volte tanto. La Farnesina schiera in campo, con la sua rete diplomatico-consolare e gli uffici Ice presenti nel mondo, una rete di sostenitori dell’impresa italiana; vi invito a utilizzarla sempre di più”

 

ROMA – Presentata ieri a Confindustria l’analisi sul valore della diplomazia economica italiana a sostegno della crescita del nostro Paese: un impatto quantificato nell’1,1% del Pil, pari a 16,4 miliardi di euro di valore aggiunto, 6,7 miliardi di euro di gettito fiscale e 234.000 posti di lavoro.

Lo studio, commissionato a Prometeia dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha esaminato 756 progetti di internazionalizzazione di imprese italiane all’estero, dai contratti al business sviluppato con le istituzioni locali, dalle gare d’appalto all’ingresso su nuovi mercati, valutando il tipo di supporto offerto dalla Farnesina e quantificando l’impatto diretto e indiretto generato dai beni venduti all’estero, l’occupazione nazionale prodotta ed i ricavi attesi, anche lungo la filiera di fornitura dei diversi settori (impatto indotto).

In premessa, il moderatore dell’incontro, il vice direttore del Corriere della Sera, Antonio Polito, ha rilevato come quello della diplomazia economica sia un tema nuovo e l’impegno “mostri un cambiamento sostanziale avvenuto nella nostra politica estera”. Di seguito i saluti ai partecipanti del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha precisato come l’occasione dia modo di fare una “riflessione su quali azioni intraprendere per rafforzare l’internazionalizzazione delle aziende italiane, sfida principale per la crescita”. Sottolineata l’importanza della diplomazia economica a tale scopo, cui viene riconosciuta tra i suoi punti di forza in particolare la capacità di “aver messo insieme attori pubblici e privati” in un unica strategia di sistema, realizzata da “una rete di soggetti che operano in stretto coordinamento anche grazie alla cabina di regia per l’internazionalizzazione”, co-presieduta da Ministero degli Esteri e Ministero dello Sviluppo economico e che Boccia riconosce quale “grande passo avanti” nell’azione di proiezione estera delle imprese italiane. Il presidente di Confindustria ribadisce inoltre come il supporto di istituzioni quali rete consolare e Ice sia ancora più importante oggi a fronte di uno scenario geopolitico complesso, caratterizzato da fenomeni come la Brexit, una nuova spinta al protezionismo e un rallentamento della crescita globale. In questo contesto essenziale è il ruolo della diplomazia “nel capire il cambiamento e farlo volgere a vantaggio delle imprese – segnala Boccia, riconoscendo il sostegno dato al made in Italy, un utilizzo più razionale dei fondi ad esso dedicati e il ruolo che la politica è chiamata a svolgere in particolare per le scelte di indirizzo di negoziati commerciali che si preannunciano sempre più complessi. “Il lavoro di promozione svolto è patrimonio acquisito del nostro Paese – conclude Boccia, rilevando come esso debba ora trasformarsi sempre più “in assistenza one to one alle imprese sui mercati esteri”, compito su cui anche Confindustria è pronta a fare la sua parte.

Sull’analisi del valore della diplomazia economica si sono soffermati Angelo Tantazzi e Alessandra Lanza, rispettivamente presidente e partner di Prometeia. Tantazzi ha in particolare segnalato come nella ricerca siano stati esaminati i diversi interventi a sostegno di 750 progetti maturati nel biennio 2014-2015: 360 attività di sensibilizzazione alle autorità locali in relazione alla partecipazione a gare d’appalto; 298 attività di orientamento al mercato; 124 attività di accompagnamento nello sviluppo del business con autorità locali e 73 interventi per la risoluzione di controversie. I progetti, avviati all’estero da 330 aziende italiane assistite dalla Farnesina, hanno generato l’impatto su Pil, gettito fiscale e occupazione sopra richiamati – e quantificati considerando unicamente il versante italiano del valore aggiunto prodotto – per un fatturato complessivo di 52 miliardi di euro. 90 i Paesi coinvolti; in particolare l’attività della Farnesina si è moltiplicata in Paesi come il Nord Africa e il Medio Oriente, per un valore dei progetti in loco di circa 15 miliardi di euro; in Asia (valore di 5,5 miliardi di euro); Africa centrale e meridionale (circa 8 miliardi di euro); America del Sud (7,5 miliardi) ed Europa extra Ue (8,2 miliardi).

“Ci auguriamo che questa analisi possa contribuire ad una raccolta d’archivio utile alla conoscenza e al monitoraggio dell’azione svolta, ma anche – afferma Tantazzi – a costruire il successo di domani”. Lanza ha invece segnalato come l’azione di supporto sia stata svolta a beneficio di tutti i soggetti d’impresa e sia particolarmente necessaria al tessuto di pmi italiane, generalmente limitate nella capacità di penetrazione all’estero proprio per via delle dimensioni, anche micro, che non consentono l’accesso ad una informazione accurata e a risorse utili allo sviluppo di piani imprenditoriali di ambizione globale. Per quanto riguarda la diversa incidenza dell’attività di supporto svolta dalla Farnesina, essa si è concentrata nelle aree geopolitiche più complesse – aree come l’Europa e il Nord America sono ormai mete consolidate dell’internazionalizzazione italiana, – per lo sviluppo di progetti riguardanti soprattutto l’import-export, ma anche settori come le infrastrutture, la meccanica, i servizi. Il fatturato delle grandi aziende arriva sino a 40 dei 52 miliardi di euro complessivi, tuttavia quello afferente alle pmi è comunque significativo (il 61% degli appalti è loro destinato) per l’effetto moltiplicatore che si produce nell’indotto e nell’occupazione, essenziale per lo sviluppo dei territori. Ed è proprio sull’effetto moltiplicatore che si sofferma Lanza, augurandosi una sempre maggiore spinta all’internazionalizzazione vista la sua ricaduta sull’intera economia nazionale.

Molto soddisfatto dei dati il ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, che precisa tuttavia come la performance non sia “frutto del mio lavoro personale, ma di un percorso avviato dal precedente governo e Ministro”. Per Alfano “sono dati netti e molto chiari: la Farnesina, che pesa sul bilancio dello Stato per lo 0,05%, produce con la sua attività oggi ricordata un impatto sul Pil quantificato in 1,1 punti percentuali, ossia per ogni euro che il contribuente italiano dà al sistema Maeci, si stima un beneficio per l’economia del Paese di 20 volte tanto, 20 euro quindi. E scusate se è poco”. Per il Ministro si tratta del monitoraggio di una “premessa di strategia che ha già un basamento storico, esiste già nella nostra diplomazia, e va accenutata”. Questa la linea di fondo della sua attività al Dicastero, un’attività che continuerà indipendentemente dalla durata dell’attuale esecutivo – precisa Alfano – in continuità con quanto sino ad oggi fatto. “La Farnesina schiera in campo, con la sua rete diplomatico-consolare e gli uffici Ice presenti nel mondo, una rete di sostenitori dell’impresa italiana. Io vi invito a utilizzarla sempre più di più, a segnalarci anche le criticità per migliorare il nostro servizio a favore del sistema Italia – afferma ancora il Ministro, ricordando come “il profitto non è reato” e anzi, contribuisca a rafforzare il Paese e dunque vada a beneficio dell’interesse nazionale. Richiama poi tra i “fattori di macrosistema” che possono incidere sulla performance economica dei diversi Stati, la competizione degli ordinamenti giuridici, per cui “si sceglie il Paese in cui investire e fare impresa in base all’attrattività del suo sistema regolativo” e sollecita gli imprenditori a segnalare casi di “asimmetria”, perché “specie in ambito europeo, dobbiamo lavorare affinché queste cose assumano le fattezze della reciprocità”. Ricordato anche il piano di promozione straordinario dell’Italia nel mondo “Vivere all’italiana”, lanciato dalla Farnesina proprio per rimarcare come la promozione del sistema Italia debba avere una logica integrata, capace di coniugare i prodotti di eccellenza con la cultura, puntando sulla crescita dell’appeal del nostro Paese nel mondo – testimoniato, segnala il Ministro, dai 2,3 milioni di studenti della nostra lingua all’estero. “Noi non siamo una superpotenza militare o economica – ripete Alfano – ma siamo la superpotenza della bellezza, del gusto, del talento e della cultura”. Segnala inoltre come proseguiranno gli incontri su tutto il territorio nazionale con le imprese italiane interessate all’internazionalizzazione per sondare le loro esigenze e ricorda come i numerosi e complessi temi e cambiamenti geopolitici non potranno non avere un effetto diretto sulla nostra politica interna e sulla nostra economia – tra essi, evidenzia le opportunità che possono nascere con il post-Brexit, in particolare per una città di profilo già internazionale come Milano, o con il riassetto di gasdotti e giacimenti della regione greco-turco-cipriota. “Noi dobbiamo concorrere a determinare queste trasformazioni e non aspettare di vedere come va a finire. Si aprono partite dal punto di vista geopolitico che avranno forte impatto economico – ripete Alfano, rilevando come anche le imprese potranno trarre vantaggio da un atteggiamento più propositivo ed incisivo del nostro Paese in questi ambiti.

Tra gli interventi seguiti alla presentazione dell’analisi, anche quello di Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci, che ha segnalato come l’impegno della Farnesina sul fronte della diplomazia economia sia “un processo accelerato negli ultimi anni” e cui ha contribuito in modo significativo anche la cabina di regia per l’internazionalizzazione, avviata per la prima volta nel 2011, con il governo Berlusconi, e replicata dai governi successivi. “Senza un sistema per l’internazionalizzazione, la rete non potrebbe svolgere l’attività di sostegno alle imprese  oggi ricordato – prosegue De Luca, rilevando anche tale possibilità vada fatta conoscere sempre di più alle imprese italiane, specie alle piccole e micro imprese (cita a questo proposito i risultati di un’indagine condotta su 2000 aziende in cui è emerso come solo il 15% conoscesse tali servizi). A tale scopo concorrono anche i road-show organizzati dalla Cabina di regia su tutto il territorio italiano – 45 negli ultimi 2 anni, – iniziative importanti anche per la “polverizzazione della platea  dei possibili soggetti dell’internazionalizzazione”. “Oggi possiamo rivendicare un ottimo risultato raggiunto – conclude De Luca, – pur nella consapevolezza che esso deve diventare un processo, anche di auto-monitoraggio periodico dell’attività svolta”. (Viviana Pansa – Inform)

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