direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Premio Nazionale Pratola 2021, un decennale coi fiocchi

CULTURA

Annotazioni di Goffredo Palmerini sull’evento culturale segnato da emozioni e messaggi di valore universale

Al poeta e scrittore di origine libanese Hafez Haidar il Premio Nazionale Pratola 2021 per la Sezione Pace e Solidarietà

L’AQUILA – “La pace è il sentiero dei Giusti verso la libertà, la luce, la democrazia e l’amore. La pace non si basa sulla forza, ma sull’amore, la cultura e la conoscenza. Abbracciamo i libri e le matite al posto delle armi, gettiamo l’odio, la rabbia e la violenza nel pozzo del nulla. Chiudiamo le fabbriche di armamenti, L’Italia firmi in Trattato Onu che proibisce gli armamenti nucleari. Solo con il dialogo interreligioso e la conoscenza possiamo costruire un mondo migliore. Donate l’8 per mille alla Chiesa, per la sua opera d’aiuto ai poveri e agli emarginati, figli di Dio e di nessuno. È sbagliato dire che la donna è uguale all’uomo perché ella non è inferiore a lui. Amiamo e rispettiamo la donna, affermiamo sempre la sua uguaglianza di diritti con l’uomo. La donna è tutto. Un mondo senza una donna è simile ad un deserto. Non è il mio mondo. La donna è madre, sorella, figlia ed amica. Lei è il cuore dell’universo, il fragrante profumo della vita. Sono innamorata dell’Abruzzo. Mi sento di avere qui un’altra casa, una seconda famiglia”.

Queste, in sintesi, le parole e il messaggio che il poeta e scrittore di origine libanese Hafez Haidar, quattro volte candidato al Nobel per la Pace e per la Letteratura, ha pronunciato venerdì 25 giugno a Sulmona mentre riceveva il Premio Nazionale Pratola 2021 per la Sezione Pace e Solidarietà dalle mani del Presidente della Regione, Marco Marsilio, del Vescovo di Sulmona, Mons. Michele Fusco, del prof. Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila impegnato da anni in Africa in progetti umanitari.

Con il forte richiamo ai valori universali della Pace e del dialogo tra culture e religioni, quasi un’agenda di lavoro affidato alla responsabilità delle istituzioni e della generalità dei cittadini, chiude quest’anno il Premio Nazionale Pratola, attraverso la voce di un testimone di rilievo mondiale, il prof. Hafez Haidar, 4 volte candidato al Nobel per la Pace e la Letteratura. Una scelta eccellente per celebrare l’edizione del decennale della manifestazione fondata nel 2012 da Ennio Bellucci, una vita da giornalista Rai passata nella TGR Abruzzo, e da suo figlio Pierpaolo, presidente dell’Associazione Futile Utile che organizza il Premio. Il prof. Haidar di questi valori universali per l’umanità ha fatto la sua ragione di vita. Con questo messaggio, pronunciato davanti al Morrone di Celestino V, al significativo valore di tutte le personalità insignite, si è aggiunto l’aspetto umanitario ed etico che al Premio affida un rilevante risultato aggiuntivo e forse una missione per i prossimi anni su queste tematiche. Un messaggio intenso, accolto e condiviso da Mons. Fusco, dal prof. Barone e dal Presidente Marsilio, come dal numeroso pubblico presente negli ampi spazi adiacenti la piscina dell’Hotel Santacroce Meeting, emozionato anche dai versi di una sua lirica che Hafez Haidar ha consegnato alla commozione degli astanti.

Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è il ricordo di un vecchio passato. / Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. / Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini.”

Aperta dal saluto di Pierpaolo Bellucci e del sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino, presenti l’on. Stefania Pezzopane, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e numerosi altri primi cittadini e amministratori del circondario, autorità e rappresentanze economiche e sociali della Valle Peligna, la manifestazione ha preso il via alle 18:30 seguendo il ritmo scoppiettante e la verve ironica dell’attore Gabriele Cirilli che, con grande comunicatività e simpatia, ha presentato e condotto  l’evento. Dell’edizione del Decennale queste le insigni Personalità e le meritorie associazioni e aziende che salite sul palco hanno ricevuto il Premio Pratola per il valore espresso nei rispettivi campi di attività:

Sigfrido Ranucci, giornalista, conduttore programma Report di Rai 3, per la Sezione giornalismo d’inchiesta, Vanessa Gravina, attrice di cinema, teatro e tv, per la Sezione spettacolo, Donatella Di Pietrantonio, scrittrice per la Sezione letteratura, Enzo Romeo, caporedattore vaticanista Tg2, per la Sezione giornalismo televisivo, Adriano Monti Buzzetti Colella, vice caporedattore TG2 cultura, per la Sezione giornalismo televisivo, Angelo De Nicola, giornalista del quotidiano Il Messaggero, e Domenico Ranieri, giornalista del quotidiano Il Centro, per la Sezione giornalismo carta stampata, Claudio Del Signore, regista Report Rai 3, per la Sezione televisione e regia televisiva, Simona Molinari, cantautrice pop jazz, e Piero Mazzocchetti, tenore di fama internazionale, per la Sezione musica, Amedeo Pomilio, campione olimpico pallanuoto e allenatore, per la  Sezione sport, Caritas della diocesi di Sulmona-Valva e Associazione Pink Pratola onlus per la Sezione solidarietà, Apicoltura Colle Salera, produttori miele, per la Sezione economia e lavoro, infine il già citato Hafez Haidar.

Hafez Haidar, nella mattinata, era stato peraltro ricevuto dal sindaco Antonella Di Nino, dal vicesindaco Nunzio Tarantelli, dal Consigliere delegato alla Cultura Aldo Di Bacco e dai Consiglieri comunali Adele Leombruni ed Antony Leone nell’Aula consiliare del Comune di Pratola Peligna. “Siamo onorati di averla qui con noi – ha detto Antonella Di Nino accogliendo l’illustre ospite –. La sua è una presenza che rende orgogliosa la nostra comunità per il valore assoluto del messaggio di pace e solidarietà che diffonde ogni giorno con i libri e la conoscenza“, ha sottolineato il Primo cittadino consegnando al prof. Haidar una pergamena a suggello dell’importanza di questo rapporto di amicizia. “Porterò nel cuore questa giornata“, ha sottolineato infine lo scrittore, che ha fatto dono al Comune di alcuni dei suoi ultimi libri.

Hafez Haidar visitava per la prima volta l’Abruzzo. Era arrivato a L’Aquila giovedì scorso, dedicando una visita alla città capoluogo che davvero lo ha intrigato con le sue bellezze artistiche. Ha fatto una passeggiata in centro storico restando colpito dal pregio architettonico dei palazzi, dalle piazze e dalla suggestione dell’impianto urbano racchiuso entro le possenti mura urbiche. Non ha mancato di visitare la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Basilica di San Bernardino, il Castello cinquecentesco, suggestionato dalla loro magnificenza. Nella giornata del 26 giugno, prima di ripartire per Milano, ha invece fatto visita ai monumenti di Sulmona (la Cattedrale e l’Annunziata), una passeggiata in centro fino a Piazza Garibaldi e una sosta sotto la statua di Ovidio. Molti ponti di amicizia e di relazioni culturali, nei due giorni di presenza a Pratola e Sulmona, fanno presagire ulteriori presenze in Abruzzo del prof. Haidar, che è stato felice di apprendere che Baalbeck, città libanese dove egli è nato nel 1953, è gemellata con L’Aquila.

L’insigne poeta e scrittore libanese è cittadino italiano ormai da molti anni. Ha studiato Filosofia greca ed araba all’Università di Beirut, poi si è trasferito in Italia, dove ha studiato all’Università Statale di Milano, dove si è laureato in Lettere Moderne e specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica con il massimo dei voti. Nel 1986 ha abbandonato la carriera diplomatica per dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura, impegnandosi in un’intensa attività tesa a costruire collaborazioni tra popoli e culture, creando occasioni di conoscenza e di dialogo tra Cristianesimo e Islam. Attualmente insegna Lingua e Letteratura araba presso l’Università di Pavia. Rilevante l’attività editoriale come romanziere, poeta, saggista e traduttore, ha pubblicato per Mondadori, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Tea, Guanda, Mondolibri ed altri editori.

Per la sua attività culturale, mirata a favorire in campo internazionale il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica tra popoli di culture diverse, ha avuto tre volte la candidatura al Premio Nobel per la Pace e, nel 2018, anche la candidatura al Nobel per la Letteratura. Considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni monoteistiche a livello mondiale, è anche il massimo studioso di Khalil Gibran, per le cui opere – e per quelle di altri autori arabi – è stato traduttore e curatore delle edizioni in lingua italiana. La sua traduzione di Le mille e una notte, per la collana Oscar Mondadori, è diventato un best seller, per molto tempo nelle prime posizioni della graduatoria delle vendite. Ha curato e tradotto le seguenti opere: Le ali spezzate (Rizzoli), Le ninfe della valle (Tea, Guanda Editore), Le fiabe arabe (Rusconi, Bompiani), Quartine del grande poeta Omar Khayyàm (Rizzoli, Fabbri editori), La città del mistero (Mondadori ), Il figlio dei cedri (Mondadori), Quando l’amore chiama seguilo (Piemme), Dove nasce l’amore (Piemme ), Sindbad e il falco sapiente (Mondadori), Le mille e una notte (Oscar Mondadori, Mondo Libri, Donna Moderna), La notte ti parlerò d’amore (Piemme, Mondadori), Il precursore e il folle (Guanda, Tea), Donne che urlano senza essere ascoltate (Imprimatur), Come fiori nella polvere (Piemme). Ha inoltre tradotto in arabo i libri di Oriana Fallaci.

Autore di numerose opere di narrativa, poesia e saggistica, per brevità si citano La letteratura araba. Dalle origini all’età degli Abbasidi (Rizzoli, 1995), Dove nasce l’amore: 100 racconti per arrivare al cuore Piemme, 2001), Il custode del Corano (Piemme, 2006), Come sigillo sul tuo cuore. Le storie d’amore nella Bibbia e nel Corano (Piemme, 2006), Le donne che amavano Maometto (Piemme, 2007), Maometto e i diamanti del Corano (Oscar Mondadori, 2007), Il viaggio notturno del Profeta (Piemme, 2008), La prediletta del Profeta (Piemme, 2010), Miriam a Gerusalemme (La Meridiana, 2010), Le mille e una notte (Helicon, 2014), Il complotto delle donne di Maometto (Di Felice, 2014), L’ultimo profeta. Gibran nel mio cuore (Tracce, 2014), Il nuovo profeta (Helicon, 2017), Lezioni di Pace. Il Corano, l’Islam e il terrorismo spiegato ai miei allievi (Imprimatur, 2017), Il razzismo spiegato ai giovani (Diarkos, 2020).

Insignito di numerosi e prestigiosi riconoscimenti per meriti letterari, tra gli altri gli sono stati tributati il Premio accademico Cesare Angelini Speciale dell’Università di Pavia, il Premio della Cultura e Narrativa dall’Unione degli scrittori della Lombardia, il Premio al Dialogo – Tre volte Dio dalla Regione Puglia, il Premio Letterario Basilicata per la Letteratura spirituale e Poesia religiosa. Componente di prestigiose istituzioni culturali, in Italia e all’estero, è inoltre direttore generale della Camerata dei Poeti di Firenze. Nel 2014 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. (Goffredo Palmerini – Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform