ITALIANI ALL’ESTERO
(Fonte foto Facebook)
PORDENONE – “Vittorio Infanti: un uomo, cento storie”: è il libro della collana di Efasce – Pordenonesi nel Mondo “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra del Tagliamento” che viene presentato questa sera a Pordenone , presso il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani. Al centro, le memorie di Vittorio Infanti, nato nel 1930 a Vissignano di Bagnarola di Sesto al Reghena che, dopo i drammatici eventi legati al secondo conflitto mondiale, nel Dopoguerra visse una vita avventurosa e non priva di controversie tra Sud e Nord America, culminata con il successo imprenditoriale nel campo mobiliero (alla guida della Infanti chair manufacturing di Staten Island) e nel matrimonio con l’americana Betty. Infanti è scomparso il 1° gennaio 2025 a New York. La sua vita è stata raccolta dal professor Angelo Bertolo. Poi la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce ha scelto questo racconto per la collana “Testimoni” e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo dell’Ente, ha curato il libro . “Si tratta di vita vera, di esperienze reali vissute dal protagonista – spiega il presidente di Efasce Angioletto Tubaro -. E’ un testo pieno di colpi di scena, avvincente, non necessariamente con un lieto fine. Vittorio Infanti è stato indubbiamente figlio del suo tempo in molti ragionamenti e comportamenti e, dalla lettura delle sue considerazioni su vari argomenti, emerge uno spaccato fedele della società del Secondo Dopoguerra. Con questa testimonianza Efasce dimostra ancora una volta di saper cogliere gli aspetti più intimi e profondi dell’ emigrazione del secolo scorso, con protagonisti veri, messi a nudo non solo nei pregi ma anche nei difetti. Un’opera del genere non nasce per caso, ma da un lavoro di preparazione accurato e certosino che ha visto come protagoniste la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo, che ringrazio di cuore. Un ringraziamento particolare al professor Angelo Bertolo, che ha raccolto la testimonianza di Vittorio Infanti”.(Inform)