FESTIVAL
L’AQUILA – Quattordici appuntamenti di musica, teatro e cultura in tre settimane di programmazione, sette Comuni della provincia aquilana interessati, nove diverse sedi per i concerti e gli spettacoli, una trentina fra artisti e ospiti, protagoniste le donne .
Il Festival Pietre che cantano ( www.pietrechecantano.it ) ha offerto tutto questo al pubblico della XVI edizione, che si concluderà sabato 22 agosto, con un doppio appuntamento e la presenza di un’ospite d’eccezione, una donna che rifletterà sulla ruolo della donna nella storia: l’inviata della Rai Lucia Goracci. La serata sarà interamente dedicata al 1915. Lucia Goracci – che ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Ilaria Alpi 2011 e il Premio Luchetta 2014 – aprirà una riflessione che parte dal recupero di memorie storiche, datate 1915, un anno difficile e durissimo in cui la Guerra illuminò però di nuova luce il ruolo delle donne nella società: si tratta di estratti dai reportage in Belgio della giornalista australiana Louise Mack, e di testi tratti da “Pages inédites sur la femme et la guerre”, pubblicato a Parigi a cura della inglese Mary Mellor, nell’anno in cui in Gran Bretagna le donne guadagnavano il diritto di voto. Appuntamento dunque, per il finale della XVI edizione di Pietre che cantano, per sabato 22 agosto al Palazzetto Sebastiani di Rocca di Mezzo alle 17.30 per l’incontro con Lucia Goracci.
Stesso luogo ma alle 21.30, per il concerto che conclude la XVI edizione di Pietre che cantano: Serata 1915, che vedrà la partecipazione di un gruppo di sei musicisti italiani e francesi: il soprano Valentina Coladonato, il mezzosoprano Doris Lamprecht. Con loro il violoncellista Umberto Clerici, unico violoncellista italiano assieme a Mario Brunello ad avere vinto un Premio al celebre Concorso Čajkovskij di Mosca, e attualmente professore di violoncello presso l’Università di Sydney. Con loro tre pianisti: il francese Jean-François Ballèvre e gli italiani Marcello Candela e Luisa Prayer.Il programma è tutto giocato sul rapporto musicale tra Italia e Francia in quegli anni.Oltre alla Sonata per violoncello pianoforte di Debussy, verranno eseguite le “Pagine di guerra” di Casella, il trittico debussyano per due pianoforti “En blanc et noir”, liriche di Lili Boulanger, il ciclo francese di Casella “L’Adieu a la vie” (testi di Tagore tradotti da Andrè Gide): tutti brani composti nel 1915, in cui si riflettono le inquietudini di un’epoca di rivolgimenti politici e tensioni sociali. (Inform)