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“Piemontesi nel mondo” per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri

ASSOCIAZIONI

TORINO – A sette secoli dalla morte, DANTE è “l’uomo dell’anno” in Italia e nel mondo, con celebrazioni ed eventi che compongono un fitto calendario per tutti i gusti.

“Piemontesi nel mondo” riporta, per gentile concessione del direttore Patrizio Righero, un interessante articolo comparso il 28 marzo scorso sul periodico Vita Diocesana Pinerolese a firma di Luisa Paglieri, docente, autrice di saggi e racconti.

“IL PO E IL MONVISO NELLA DIVINA COMMEDIA – Dante Alighieri nella sua opera cita luoghi e montagne del Piemonte”.

L’anno 2021 segna il settecentesimo anniversario della morte del grande Poeta, morto appunto nel 1321. Potremmo domandarci se il poeta ebbe mai a che fare con il Piemonte o ebbe qualche interesse per la nostra regione. Ebbene, nonostante per ora non ci sia una prova definitiva di un suo passaggio o soggiorno nella regione, si può affermare che è assai probabile che Dante sia stato in Piemonte: verosimilmente vi passò e vi fece tappa durante il suo viaggio per andare a Parigi, sede della Sorbona, già allora una delle università maggiori d’Europa insieme a Padova, Bologna, Cambridge e Oxford. Il viaggio di Dante a Parigi ebbe luogo nel 1309 o 1310.

Allora il termine “Piemonte” (sorto nel Duecento) era poco in uso e comunque indicava solo la parte occidentale della regione, il resto era “Lombardia”, termine che si riferiva all’ex regno dei Longobardi, ossia in pratica l’Italia del nord e parte del centro; infatti Dante non usa mai il termine “Piemonte”.

Ma nella Divina Commedia sono citati alcuni personaggi e alcune località piemontesi:

-il Monviso è citato nel canto XVI (versetti 95 e seguenti) dell’Inferno

Come quel fiume ch’a proprio cammino / prima da monte Viso inver levante / dalla sinistra costa d’Appennino …

Il fiume citato è il torrente Montone che è un affluente del Po.

-le Alpi e il Po appaiono anche nel Paradiso (canto VI, versetti 49 e seguenti)

Esso atterrò l’orgoglio degli Aràbi / che di retro ad Annibale passaro / l’alpestre rocce, Po, di che tu labi …

Qui “Esso” è riferito al vittorioso stendardo dei romani.

-la città di Vercelli viene nominata, insieme alla pianura padana (Inferno, canto XXVIII, versetti 74-75)

…lo dolce piano / che da Vercelli a Marcabò dichina.

-la città di Alessandria, il Canavese e il Monferrato sono citati nel canto VII del Purgatorio (versetti 133-136)

Quel che più in basso tra costor s’atterra, / guardando in suso, è Guigliemo Marchese / per cui e Alessandria e la sua guerra / fa pianger Monferrato e il Canavese.

Il personaggio citato è Guglielmo VII, detto Spadalunga, marchese di Monferrato, citato anche nel “Convivio” per la sua generosità e liberalità nella protezione degli artisti.

Torino non è mai citata nella Commedia, ma la cosa non stupisce perché nel Duecento-Trecento non era ancora una città importante ed era meno popolosa di altre. Nemmeno Asti viene mai citata benché fosse, al contrario di Torino, un comune di tutto rispetto sia politicamente che economicamente. (Luisa Paglieri, Vita Diocesana Pinerolese)

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Altrettanto curiosi e interessanti sono alcuni articoli sul sito del Centro Studi Piemontesi – Cà dë Studi Piemontéis di Torino, dove Giuseppe Goria ha ricostruito la storia delle traduzioni della Divina Commedia in piemontese (https://www.studipiemontesi.it  del 30/03, 7/04, 12/04 e altri sono previsti, come ci ha dichiarato la direttrice Albina MALERBA).

Ecco allora qualche piccolo saggio:

Ël prim cant ëd la “Divina Commedia” (Infern) voltà an piemontèis da Oreste Gallina (1898-1985)

Na neuit, lì vers metà dla nòstra vita / i son trovame ‘nt na boscaja scura, / con gnanca pì la marca dla stra drita. / E a dive coma a l’era a m’é ‘n po’ dura, / col diav ëd boscasson, ma trist, ma trist / che, mach ch’i-j pensa, am ciapa na paùra! / Fé cont ch’i fùissa’nt j’onge dl’antecrist; / ma për conteve lòn ch’i l’hai trovaje / dirai dcò d’àutre ròbe ch’i l’hai vist. / A dive come e andoa i sia intraje, / savrìa nen, tant j’era andurmentà; / ma sai ch’am foratavo le ramaje. . . . . (Piemontesi nel mondo/Inform)

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