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“Piave 2018”, a San Donà il 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri

MEMORIA

Dal 7 al 13 maggio , per il centenario della fine della  Grande Guerra  

“Passaggio della stecca” in Regione Veneto  con il presidente Zaia. Nel 2019 il Raduno si terrà a Matera  

VENEZIA – Dal 7 al 13 maggio si svolgerà a San Donà di Piave (Venezia) il 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri. Nel 2017 è stato ospitato a Pescara e lì è avvenuto il passaggio di consegne con il comune veneto, quello che viene chiamato “il passaggio della stecca”. Nell’imminenza dell’evento Piave 2018, il Comitato organizzatore ha voluto che “la stecca“ fosse itinerante toccando i comuni veneti (una quindicina) che patrocinano la manifestazione.

 Simbolicamente “la stecca” ha fatto tappa a Palazzo Balbi, a Venezia, dove è stata presentata al presidente della Regione Luca Zaia e al vicepresidente Gianluca Forcolin dal presidente regionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Antonio Bozzo, dal presidente del Comitato organizzatore di “Piave 2018” Mauro Cattai e da una rappresentanza delle Associazioni provinciali.

“Il passaggio della stecca – ha detto Bozzo – è soprattutto un atto simbolico, perché vuole essere un passaggio di consegne etico e morale. E nel centenario della Grande Guerra per ricordare quanti hanno combattuto quale data e luogo migliore se non il Piave?”. Nel corso della manifestazione in maggio a San Donà, dove sono attesi circa 100 mila bersaglieri, è prevista anche una “sfida” a suon di musica tra bande europee e sarà gettato un ponte sul Piave in memoria degli eventi bellici del primo conflitto mondiale. Al termine “la stecca” passerà a Matera per il raduno nazionale 2019.

Il presidente Zaia, sottolineando il convinto sostegno della Regione all’iniziativa, ha detto che i bersaglieri sono “lo specchio di una comunità sana per i valori che sanno portare, come l’onestà, la solidarietà”. Ha poi aggiunto di apprezzare quello che l’associazione fa perché lo fa anche con un’attenzione particolare nei confronti dei giovani. “Al raduno nazionale ci saremo – ha concluso – perché lo consideriamo un significativo investimento identitario”. (Inform)

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