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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Perù – Panettoni solidali

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, dicembre 2020

Il panettone è il dolce natalizio italiano più famoso all’estero. In America Latina è parte della tradizione natalizia: in Brasile, Argentina, Venezuela, Uruguay e Perù non può mancare a tavola. Tutto grazie ai milioni di emigrati italiani che hanno portato con loro l’amore per le loro tradizioni. Il panettone piace così tanto in Sudamerica che il Perù ha già superato l’Italia come Paese maggior consumatore al mondo, con 5,6 chili all’anno per famiglia, secondo la società di consulenza Kantar Worldpanel.

Il successo di questo dolce italiano è tale che in Perù «siamo leader mondiali nel consumo pro-capite – ci spiega Natalia Canchanya, responsabile del marketing del “Panetón D’Onofrio”, il primo panettone peruviano –. Abbiamo raggiunto la cifra di 1 chilo e 100 grammi all’anno. In nove famiglie su dieci abbiamo un panettone a Natale». Perché per i peruviani il panettone è più di un dolce; è anche un segno d’affetto poiché cinque panettoni su dieci vengono acquistati per essere regalati ad amici, familiari o colleghi, e perché in Perù «il panettone rappresenta condivisione, l’unione della famiglia ed è solitamente un dono comune durante le feste natalizie», afferma Pamela Palma, direttrice di «Talento Umano» della Pontificia Università Cattolica del Perù.

Da questa tradizione è nata anche quella di acquistare il panettone per donare amore ai più bisognosi. Infatti, sono numerosissime le iniziative di solidarietà intorno a questo dolce. La più nota è la campagna «Panettoni Solidali» (Panetones Solidarios) della Pontificia Università Cattolica del Perù che dal 2012 vende panettoni durante il periodo natalizio per raccogliere fondi per la Clinica San Juan de Dios che offre assistenza sanitaria ai bambini. Graciela Rivera, coordinatrice di questa campagna, racconta che inizialmente è partita con l’obiettivo di vendere 11 mila panettoni, e dopo otto anni è cresciuta così tanto che ne hanno venduti 32.971 solo nel 2019. «Grazie ai “Panettoni Solidali” – ricorda Rivera – è stato possibile assistere 208 pazienti, assicurare 2.676 visite mediche specialistiche, e coprire i costi di 2.541 sessioni di riabilitazione come idroterapia, terapia fisica neurologica, terapia occupazionale, terapia fisica ortopedica».

Un risultato che Pietro D’Onofrio, l’italiano che portò il panettone in Perù, non avrebbe mai potuto immaginare. Casertano, nato a Sessa Aurunca, classe 1859, attraversò l’Oceano per raggiungere Lima in cerca di lavoro e di un nuovo futuro. Dopo aver venduto i gelati con il classico carrettino di legno, nel 1924 aprì la prima fabbrica di cioccolato, poi modernizzata dal figlio Antonio. Negli anni ‘60 la famiglia D’Onofrio ha iniziato a produrre il panettone grazie a un accordo con la Alemagna di Milano. Oggi il Perù produce ed esporta panettoni in 21 Paesi, principalmente Stati Uniti, Cile e Bolivia. (Marinellys Tremamunno – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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