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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Perché penalizzare la competitività dei nostri professionisti?

Dalla NEWLETTER DI LAURA GARAVINI

Perché penalizzare la competitività dei nostri professionisti?
ROMA – In un momento in cui abbiamo urgente bisogno di far crescere la nostra economia trovo davvero miope porre ostacoli alla competitività all’estero delle nostre imprese e dei nostri professionisti. L’Inarcassa, la Cassa degli architetti e degli ingegneri, ha aumentato del 4 per cento il contributo previdenziale obbligatorio, solo per quei professionisti che operano fuori dai confini del nostro Paese. Lo ha deciso senza fornire nessuna spiegazione sul perché i professionisti italiani all´estero dovrebbero venire trattati diversamente dai colleghi attivi in Italia. Una discriminazione riguardante il reddito guadagnato all’estero che lascia perplessi. Per questo, in un´interrogazione al Ministro del Lavoro, ho chiesto di sensibilizzare Inarcassa ad eliminare l’aumento di questo contributo. Più di trenta colleghi di quasi tutti i partiti presenti in Parlamento hanno aderito alla mia interrogazione, un numero consistente che sottolinea l’importanza della questione. Vi terrò informata sulla risposta in Commissione Lavoro.
Una sentenza in favore dei funzionari italiani
Sempre sul fronte dei contributi previdenziali c’è una buona notizia che potrebbe cancellare un’altra discriminazione che riguarda gli italiani all’estero. L’INPS si è finora rifiutata di attivarsi per far sì che ai dipendenti italiani dell’Ufficio Europeo dei Brevetti siano riconosciuti i contributi versati in relazione ad altri impieghi precedentemente svolti in Italia. Anche su questo tema avevo presentato un’interrogazione in Commissione Lavoro. Con una recente sentenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha riconosciuto come legittime le richieste dei dipendenti italiani dell’UEB. Spero dunque che l’INPS stipuli al più presto una convenzione con l’Ufficio Europeo dei Brevetti, così come già avvenuto in passato con altre organizzazioni internazionali.
Colpire al cuore la criminalità organizzata
Spesso il meglio è nemico del bene. Il tentativo di perfezionare la legge sull’articolo 416-ter, tentativo messo in atto al Senato, rischia di compromettere un grande risultato: l´inserimento nel codice penale del nuovo reato di voto di scambio per altre utilità, approvato alla Camera due settimane fa. Un articolo che consentirebbe di perseguire quei politici che si fanno eleggere attraverso pacchetti di voti garantiti dalle mafie, non necessariamente in cambio di denaro, ma anche di altro, cioè in cambio di altri favori e benefici, come la concessione di appalti, di posti di lavoro, di immobili, di una diversa destinazione d’uso di determinati terreni. Si tratta di una norma molto utile, richiesta da tempo, che consentirebbe di colpire al cuore la criminalità organizzata e tutto quel sistema di politica corrotta e infedele allo Stato che le gravita attorno. È chiaro che c’è sempre spazio per migliorare un progetto di legge. Ma è necessario che il perfezionamento non diventi un alibi per affossare questa importante proposta di legge.
Sostegno alle scuole italiane all’estero
La situazione dell’insegnamento in alcune scuole italiane all’estero risente sempre di più della mancanza di personale. Colpa anche della regola secondo cui vanno cancellati i posti degli insegnanti che vanno in pensione. È una regola cieca che non tiene conto delle situazioni concrete delle scuole. È una sorta di lotteria sulle spalle dei bambini che frequentano le nostre scuole all’estero. In alcuni paesi manca completamente una pianificazione didattica. Frutto anche del fatto che paesi come ad esempio il Belgio non hanno più un solo dirigente scolastico che coordini e controlli le attività di promozione della lingua e cultura italiana. Per questo ho chiesto in un’interrogazione in Commissione Esteri di reintrodurre i “Piani Paese”, con la partecipazione degli organi di rappresentanza, in modo che si possano raccogliere direttamente dalle nostre comunità le esigenze riguardanti l’offerta formativa all’estero. In questo modo si potrebbe cercare di evitare situazioni come quelle di Lione, Nizza o Wolfsburg dove si rischia di perdere il sostegno finanziario delle autorità locali a causa del fatto che l’Italia non manda più insegnanti. È ora che si arrivi a una svolta e che diamo alle scuole italiano all’estero il peso che meritano. (Laura Garavini* -Inform)
* Deputata eletta all’estero per il Pd nella ripartizione Europa
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