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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Per Silvana Mangione, errore madornale modificare la composizione del CGIE prima di averne riformato poteri e funzioni

ITALIANI ALL’ESTERO

Il testo di una lettera consegnata al ministro Gentiloni il 18 giugno scorso

 

ROMA – La firma il 23 giugno scorso, da parte del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, del decreto con allegata tabella di ripartizione geografica dei 43 membri del nuovo CGIE è stata preceduta il 18 giugno, durante la permanenza del ministro negli Stati Uniti, dalla consegna a Gentiloni di una lettera da parte di Silvana Mangione, vice segretario generale del CGIE, lettera consegnata anche al capo di gabinetto Elisabetta Belloni e all’ambasciatore d’Italia a Washington Claudio Bisogniero.

La lettera di Silvana Mangione, che porta anche la firma di Augusto Sorriso, membro del comitato di presidenza del CGIE, a questo punto può considerarsi un estremo tentativo, dopo quelli effettuati dal Consiglio Generale e dal Comitato di Presidenza uscente nelle ultime riunioni, di recuperare almeno lo spirito della vecchia legge istitutiva che, nella suddivisione dei seggi, teneva in considerazione, oltre alla consistenza degli iscritti all’Aire nei singoli Paesi, anche l’estensione territoriale, la presenza di oriundi e il loro numero.

“Abbiamo perorato la causa di tutto il CGIE, perché ritenevamo e continuiamo a ritenere che sia un errore madornale modificare la composizione del CGIE prima di averne riformato poteri e funzioni – dice Silvana Mangione -. Logica e principi di rappresentanza democratica vorrebbero che si facesse esattamente il contrario”.

Qui di seguito, il testo della lettera.

On. le Ministro Gentiloni,

il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che Lei presiede ex lege, è: “L’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità italiane all’estero”. A seguito della istituzione della circoscrizione estero sarebbe opportuno procedere ad una riforma organica della sua legge istitutiva, che risale al 1998, ma con la trasformazione in legge di un decreto inserito in un maxi-decreto su cui è stata posta ed ottenuta dal Governo la fiducia, le uniche riforme divenute cogenti diminuiscono il numero delle riunioni e dei Consiglieri, alterando gravemente la rappresentatività e la composizione del CGIE.

I Consiglieri eletti all’estero passano da 65 a 43. La precedente tabella di attribuzione delle rappresentanze ai diversi Paesi teneva conto di una serie di criteri oggettivi di grande sensibilità politica – ma mai sanciti per legge – quali gli iscritti all’AIRE, il numero degli oriundi, il numero dei Consolati e dei Comitati degli Italiani all’Estero, il peso economico e politico dei Paesi di riferimento, sia nei confronti dell’Italia che a livello mondiale, e la loro estensione territoriale.

Il già citato decreto impone invece le iscrizioni all’AIRE come unico criterio nella distribuzione dei Consiglieri, applicando il quale i Consiglieri eletti per l’Europa passerebbero da 26 a 24, quelli per l’America Latina da 23 a 14 e quelli per i paesi Anglofoni extraeuropei da 16 a 5 così suddivisi: 2 agli Stati Uniti, 1 ciascuno ad Australia, Canada e Sud Africa, Paesi questi ultimi che guidano o fanno parte del G7 e G20. Ciò porterebbe al vero snaturamento del CGIE in Consiglio Generale degli Italiani in Europa, visto che ai 24 si sommerebbero i 23 Consiglieri di nomina governativa, italiani residenti in Italia.

Tutte le proposte presentate per superare questa evidente svista di valutazione si sono arenate contro il comprensibile egoismo dei Paesi che conquisterebbero un numero maggiore di Consiglieri. L’unica soluzione possibile è il ripristino dei 65 Consiglieri eletti all’estero suddivisi in base alla tabella iniziale, certi che il risparmio (fra l’altro di piccola entità) auspicato dal decreto è ottenibile attraverso l’uso delle nuove tecnologie per le riunioni ristrette e la convocazione di un numero minore di incontri in presenza.

In questo senso, Signor Ministro La preghiamo di voler intervenire al più presto, affinché non si perda il plusvalore per il Sistema Paese della rete italiana all’estero costruita negli anni anche attraverso la costruzione dell’attuale piramide di rappresentanza, imitata da altri Paesi.

RingraziandoLa per la cortese attenzione, certi che vorrà adoperarsi per sanare questa inaccettabile situazione, le porgiamo i nostri più cordiali saluti e auguri di Buon Lavoro.

Silvana Mangione, vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei

Augusto Sorriso, componente del Comitato di Presidenza

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