direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Pasquale F. Nestico: “Viva l’Italia e viva Cristoforo Colombo”

INTERVENTI

Una statua marmorea, un monumento non possono istigare all’odio. I valori dell’Umanità  ed i suoi traguardi, a qualunque genere di attività umana essi si riferiscano, vanno condivisi e non fatti propri escludendone gli altri

 

PHILADELPHIA, PA – In questi giorni, non riesco a frenare il mio pensiero, pensando a quelle gigantesche statue di Budda di Bamiyan, che in Afghanistan i talibani fecero saltare in aria, attirandosi la condanna e la furiosa indignazione del mondo.

Come, l’altro  scempio analogo perpetrato dall’ Isis  distruggendo Palmira,  tutto questo  patrimonio dell’Umanità, è veramente insensato annientare.

Lo stesso, non posso che constatare,  quanto l’essere umano  individualmente o sotto le spoglie istituzionali, sia contraddittorio ed incoerente.

Molti che si irritarono   e condannarono  l’opera distruttiva dei talibani,  e dell’Isis a Palmira, oggi procedono  adottando gli stessi metodi ed attuando analoghe distruzioni.

Una statua marmorea, un monumento non possono istigare all’odio, alla divisione, al razzismo o all’antisemitismo. Tali deviazioni covano autonomamente e vivono di vita propria nell’animo dell’essere umano che, inconsciamente, è tanto consapevole della loro immoralità da volersene liberare, scaricandone la responsabilità su simboli e cimeli inanimati che, in quanto tali, non nutrono né’ possono istigare a tali istinti.

Ad essi sarebbe più costruttivo ed edificante rispondere erigendo statue e monumenti per ricordare quelle realtà che si ritengono offese, allo stesso modo in cui, in una società veramente democratica e rispettosa delle diverse idee e convinzioni, si consente l’esistenza di templi e chiese dove ognuno va a pregare la propria divinità.

E in questo sta la forza delle idee, che devono e possono affermarsi intrinsecamente ed autonomamente, senza ricorrere alla distruzione, demonizzazione o rimozione di quelle che non si ritengono giuste ed appropriate, liberando così il campo e rendendo possibile una sua conquista senza merito. Colui che dispone di un solo occhio, non può` ritenersi soddisfatto in una  terra dei ciechi (caecorum!)

Ma, temo  che la tolleranza della diversità di idee e tale convivenza pacifica, non siano, forse,  e non potranno essere patrimonio dell’Umanità,  la stessa Storia non riesce in questa vittoriosa idea di convivenza civile, come gli eventi attuali ci stanno dimostrando.

Mi sia consentito di menzionare quanto Cristoforo Colombo, che oggi, amiamo ricordare con orgoglio italiano. e a noi appartenente, abbia dovuto lottare per  ottenere, dal suo paese,  la credibilità ed il sostegno che non ebbe. per realizzare la sua impresa.

Attraverso i suoi regnanti la Spagna credette e diede sostegno al suo progetto. Certamente, è questo il motivo per il quale non vi è città in America Latina che non abbia una “Avenida Cristobal Colon”.

Io ritengo, in coscienza, che la polemica attualmente in atto, generata dalle decisioni di alcune comunità e da alcuni sindaci qui in USA,  di rimuovere o distruggere le statue ed i simboli relativi a Cristoforo Colombo, sia una questione che debba o possa interessare, con diritto esclusivo, solo agli Italiani.

E vero che le tre caravelle furono fornite dalla Spagna, ma tutta l’umanità sa che Cristoforo Colombo, da italiano, si servì delle sue conoscenze che prima di lui avevano realizzato e costituito quale patrimonio stesso. Nello stesso modo in cui il primo uomo orbitante intorno alla Terra e poi quelli a passeggio sulla Luna non furono rispettivamente merito e successo esclusivi dell’ex Unione Sovietica e degli Stati Uniti.

Ma il merito va sempre, indietro nella Storia dell’Umanità, come ai Pitagora, ai Keplero, ai Galilei, ai Newton e cosi via, in ogni campo del vivere umano, indipendentemente dalle appartenenze nazionali, solo per citarne tre o quattro della foltissima schiera che ci hanno preceduto, in una sequenza continua e senza sosta di scoperte e conoscenze che hanno costituito l’una la base dell’altra, fino a giungere ai giorni nostri.

I valori dell’Umanità  ed i suoi traguardi, a qualunque genere di attività umana essi si riferiscano, vanno condivisi e non fatti propri escludendone gli altri.

Come in una sorta di condivisione di un bene comune, indipendentemente dalla appartenenza apparente, che oggi si inizia ad indicare come “indipendentismo”, che la parte egocentrica della nostra mente può configurare.

Certamente,  Cristoforo Colombo rappresenta uno degli esempi più fulgidi e inebrianti della creatività e genialità umana, che rende orgogliosi gli Italiani, ma non credo che Cristoforo Colombo sarebbe disposto ad accettare tale uso che di lui, della sua immagine e della sua impresa si fa da secoli. I regnanti in auge nel suo tempo non dimostrarono un particolare interesse al suo progetto, tanto quanto fece la allora Regina di Spagna.

La cultura, la civiltà non sono beni appropriabili, ma sono beni preziosissimi di cui ci si può arricchire, tutti, senza divenirne padroni. Esse vanno difese anche nei simboli, ma senza commettere l’errore di esercitarne la difesa come un bene di nostra esclusiva proprietà. Esse ed i loro simboli vanno difesi in nome dell’Umanità e del grande potere didascalico della loro memoria, nel bene e nel male, ovunque siano custoditi o ubicati, anche quando, per alcuni altri di noi, essi possano rappresentare o ricordare aspetti meno fulgidi o negativi della loro memoria.

La Storia non è né deve essere una serie di eventi positivi ed idilliaci artificiosamente costruita depurandola di quelli che oggi sono o riteniamo negativi.

E perché dunque non distruggere tutta la cinematografia americana, in cui gli Indiani per un secolo ci sono stati propinati come i cattivi ed i bianchi sempre come i buoni?

Perché non rimuovere dagli albi d’oro e dal pavimento della Walk of Fame, anch’essa a Los Angeles, i nomi di attori e registi di quel filone cinematografico? La dura realtà è che l’essere umano ha dato sempre dimostrazione della sua malvagità, della sopraffazione nei riguardi dei propri simili e perfino della natura.

Tutto questo non si cancella demolendone la memoria, cimeli imbarazzanti ed in collisione tra loro o che sia in urto con nuove emergenti idee o ideologie. E’ sufficiente e necessario prendere atto di ciò che è avvenuto e sapere che è accaduto, affinché non venga ripetuto e non succeda più, augurandoci che non sia, questa, una ipotesi del terzo tipo.

E per terminare, non possiamo non aggiungere che la difesa di tale patrimonio non può  e non deve essere mercificato da  ideologie o partiti politici, né in previsione di vantaggi che possano derivare da eventuali consultazioni elettorali, facendone il proprio cavallo di battaglia.

Viva l’Italia e viva Cristoforo Colombo. (Pasquale F.Nestico* – Inform)

*Fondatore e presidente emerito di Filitalia International, ex consigliere del Cgie

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform