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Parere favorevole della Commissione Esteri sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

L’esame del provvedimento in sede consultiva, illustrato del relatore Sergio Puglia (M5S)

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha approvato un parere favorevole sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, esaminata per le materie di sua competenza.

Ad illustrare il provvedimento Sergio Puglia (M5S) che segnala come esso rechi “un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica, prevedendo: un incremento del Pil (in termini reali) pari all’1,2% per l’anno in corso, all’1,5% per il 2019, all’1,6% per il 2020, all’1,4% per il 2021; un tasso di disoccupazione pari al 10,6 % per l’anno in corso, al 9,8 % per il 2019, al 9,1 % per il 2020, all’8,6 % per il 2021; un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al Pil) pari all’1,8 % per l’anno in corso, al 2,4 % per il 2019, al 2,1 % per il 2020, all’1,8 % per il 2021”.

Gli obiettivi della Nota – spiega Puglia – sono definiti in accordo alla volontà del Governo di “neutralizzare, completamente per il 2019 e parzialmente per il 2020 e il 2021, le clausole di salvaguardia contenute nella legge di bilancio per il 2018, clausole la cui attivazione determinerebbe un incremento delle imposte indirette (Iva ed accise)”.

In riferimento allo scenario macroeconomico internazionale si evidenzia come “nella prima metà del 2018, la ripresa dell’economia internazionale sia stata meno omogenea e sincronizzata rispetto al 2017, e abbia determinato anche un certo rallentamento nella crescita di alcune economie avanzate. Ciononostante, le previsioni più recenti del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) parlano per il 2018 di una crescita del Pil mondiale in termini reali del 3,9 %, in lieve accelerazione rispetto alla crescita del 2017 (+ 3,7 %), ascrivibile tuttavia – segnala il relatore – principalmente ai Paesi emergenti. Per i Paesi ad economia avanzata, viceversa, la Nota rileva che dopo una fase di stabilizzazione del ritmo di crescita prevista per l’anno in corso, il 2019 dovrebbe caratterizzarsi da una marginale decelerazione”. In particolare per i Paesi dell’Area dell’Euro si evidenziano “aspetti di minore dinamicità rispetto all’andamento economico degli Stati Uniti, con una crescita congiunturale pari allo 0,4 % nei primi due trimestri dell’anno, inferiore rispetto ai livelli raggiunti nella seconda metà del 2017, che erano stati pari allo 0,7 %, e il rallentamento della crescita del commercio mondiale rispetto al 2017, a causa dell’intensificarsi delle misure protezionistiche, crescita che risulta stimata dal Fmi al 4,8 % per il 2018 e al 4,5 % per il 2019, rispetto al 5,1 % del 2017”. La situazione del commercio internazionale viene definita “ancora incerta, legata al rischio di una ulteriore escalation protezionistica, in particolare in relazione alla Cina, e questo nonostante si siano registrati sviluppi positivi nei negoziati fra gli Stati Uniti e l’Unione europea e alcuni progressi in ambito Nafta con il Messico”. Con riferimento al tasso di cambio dollaro/euro, ci si attende “un moderato e costante apprezzamento dell’euro sul dollaro nel corso dei prossimi anni, tenuto conto del fatto che il mercato sconta una graduale diminuzione del differenziale tra i tassi d’interesse delle due monete”.

“In generale, dunque, – prosegue il relatore, – l’evoluzione del quadro internazionale sottostante la Nota di aggiornamento appare meno favorevole rispetto a quella presentata nel Def, rilevandosi un indebolimento della domanda mondiale, con una revisione al ribasso della crescita ipotizzata per il commercio internazionale nel 2018 e nel 2019 (rispettivamente di 1,0 e di 0,5 punti percentuali), stante anche l’incidenza di altri fattori di rischio globale quali la volatilità delle quotazioni del petrolio e l’incertezza relativa alla Brexit”.

Un paragrafo specifico è dedicato al commercio estero del Paese, “che registra una contrazione delle esportazioni italiane di beni e servizi pari all’1,5% rispetto al semestre precedente, sebbene la crescita tendenziale rimanga nel complesso positiva (+ 1,0 %). Il testo rileva, inoltre, come l’Italia risulti, per ora, relativamente poco esposta alle misure protezionistiche già attuate, stante il peso limitato dei settori coinvolti nelle esportazioni del Paese. Tuttavia – segnala Puglia – un grave rischio per l’export italiano potrebbe derivare dall’inclusione da parte degli Stati Uniti del settore automobilistico tra i prodotti europei da sottoporre a dazi; le esportazioni italiane di autoveicoli verso gli Stati Uniti, nel 2017, infatti, hanno rappresentato circa il 20 % dell’export totale del settore”.

Nel capitolo dedicato al percorso programmatico della finanza pubblica è presente poi un focus sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps). La Nota segnala come nel 2017 l’Aps italiano abbia raggiunto lo 0,30% del Reddito Nazionale Lordo (Rnl), un dato attualmente al vaglio del Comitato di aiuto pubblico dell’Ocse (Ocase/Dac) per le pertinenti procedure di verifica. “Si tratta di un risultato largamente condiviso dalle forze politiche – rileva il relatore – e che testimonia del crescente impegno italiano in materia di cooperazione allo sviluppo. La Nota, anche in vista dell’obiettivo dello 0,7% del Rnl fissato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottolinea l’esigenza di continuare ad assicurare adeguati e graduali incrementi delle risorse destinate alle attività di cooperazione allo sviluppo al fine di garantire, da parte del nostro Paese, il raggiungimento degli obiettivi previsti in ambito internazionale, nel rispetto della legge quadro in materia”. A tal riguardo Puglia segnala come il Documento riaffermi “l’impegno del Governo a voler perseguire, per il triennio 2019-2021, il raggiungimento degli obiettivi di spesa intermedi pari allo 0,33 % del Rnl nel 2019, allo 0,36 % nel 2020 e allo 0,40 % nel 2021”.

Tra gli altri capitoli del testo, si richiama quello relativo alla ricognizione aggiornata delle azioni di riforma in corso o da intraprendere, in risposta alle raccomandazioni ricevute a livello europeo ed in attuazione del Programma Nazionale di Riforma e che riguardano la politica fiscale, la governance del settore pubblico e di quello privato, il risanamento del sistema bancario e le procedure di ristrutturazione aziendale, e infine il miglioramento dell’efficienza del mercato del lavoro; in tale ambito il relatore sottolinea come “il programma di riforme descritto dal Governo intenda orientarsi in direzione di raccomandazioni già formulate dalla Commissione europea e dall’Ocse, in particolare in materia di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, nonché – sul versante delle uscite – suggerendo l’obiettivo di riduzione del rapporto fra spesa corrente e Pil e di aumento della spesa per investimenti”.

Presente inoltre, tra le altre, una relazione programmatica sulle spese di investimento e due autorizzazioni base relative a leggi pluriennali presentate dal Ministero degli Affari Esteri: il Maeci – rileva il relatore – reputa in particolare compatibili le risorse assegnate con le attività programmate per gli interventi di manutenzione straordinaria del Palazzo della Farnesina e per la costruzione e manutenzione di proprietà pubbliche in uso ad organizzazioni internazionali presenti in Italia; dà conto dell’impegno per la ristrutturazione degli immobili in uso all’Istituto Universitario Europeo di Firenze, da attuarsi fra il 2018 e il 2022, per un importo complessivo stimato di 53,5 milioni di euro; menziona l’impegno per interventi di manutenzione straordinaria sul complesso demaniale della Fao, a Roma, per un importo stimato di circa 40 milioni di euro, da ripartire in cinque annualità di spesa.

Nella relazione relativa alla missione del Ministero dello Sviluppo economico in materia di commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo, che dà conto delle risorse disponibili, fra definanziamenti e rifinanziamenti, negli anni 2016 e 2017 (fino allo stanziamento definitivo di 148 milioni di euro) si segnala in particolare un ritardo nella programmazione e avviamento del Piano Straordinario per il Made in Italy e l’attrazione degli investimenti esteri. Puglia ricorda, in proposito, che “la legge di bilancio 2018 ha previsto il rifinanziamento del piano straordinario per la promozione del made in Italy nelle annualità dal 2018 al 2020, con risorse pari, rispettivamente, a 130 milioni di euro nel 2018 e a 50 milioni di euro nel 2019 e nel 2020”.

Nel parere approvato dalla Commissione si esprime apprezzamento “per le previsioni che indicano un incremento del Pil italiano per l’anno in corso e per gli anni immediatamente successivi, nonché la tendenziale diminuzione del tasso di disoccupazione nell’arco temporale di riferimento” e si prende atto della “rimodulazione del tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto al quadro programmatico del Documento di economia e finanza 2018”. Apprezzamento viene espresso anche per il fatto che “gli obiettivi indicati nel nuovo quadro programmatico sono definiti tenendo altresì conto dell’intendimento di neutralizzare completamente per il 2019 e parzialmente per il 2020 e il 2021 le clausole di salvaguardia dei precedenti provvedimenti legislativi di finanza pubblica”.

La Commissione, inoltre, “preso atto del quadro congiunturale economico, europeo ed internazionale del primo semestre 2018, e dei rischi legati all’intensificarsi delle misure protezionistiche, alla volatilità delle quotazioni del petrolio e all’incertezza determinata dall’andamento dei negoziati sulla Brexit”, apprezza “l’impegno assunto dall’Esecutivo di voler continuare ad assicurare adeguati e graduali incrementi per il triennio 2019-2021 delle risorse destinate alle attività di cooperazione allo sviluppo”.

Il parere favorevole viene approvato, infine, “analizzate, per le parti di interesse, alcune relazioni sullo stato di attuazione delle leggi pluriennali di spesa e quelle programmatiche per missioni di spesa di pertinenza del Ministero dell’economia, del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”. (Inform)

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