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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole della Commissione Esteri al Documento di economia e finanza 2021

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Richiamata in particolare l’esigenza di assicurare al Maeci graduali incrementi di risorse per le attività di cooperazione allo sviluppo e di proseguire nel rafforzamento degli strumenti di promozione integrata del Made in Italy 

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha approvato il suo parere favorevole sul Documento di economia e finanza 2021, illustrato dalla relatrice Marina Berlinghieri (Pd). Allegata al documento anche la relazione sullo scostamento di bilancio presentata al Consiglio dei ministri del 15 aprile 2021.

Nel parere si richiamano in particolare le risorse destinate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che verrà presentato alla Commissione europea nel termine previsto del 30 aprile prossimo e che, oltre alle risorse del Next generation EU, potrà contare su circa 169 miliardi aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente, portando il perimetro complessivo del Piano a 222 miliardi di euro. “A tali risorse – rileva il parere – si aggiungeranno circa 15 miliardi netti provenienti dalle altre componenti del NGEU, quale il REACT-EU”.

Si ribadisce quindi l’impatto sugli scambi internazionali della pandemia e l’incertezza che permane nel valutare gli effetti che essa avrà sulle politiche dei diversi Paesi. “Secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, la flessione dell’economia globale sarebbe pari al 3,3 per cento nel 2020 dopo l’espansione del 2,8 per cento registrata nel 2019. La riduzione del commercio mondiale riflette non solo la marcata ciclicità di tale variabile durante le fasi recessive del ciclo economico, ma anche la peculiarità della crisi innescata dal Covid-19, che ha determinato interruzioni nelle catene mondiali di produzione e un incremento dei costi del commercio a causa delle misure di contenimento dei contagi – segnala il parere.

Nel medio termine, la crescita globale è prevista attestarsi al 3,3 per cento, con un + 6,7 per cento nelle economie emergenti, per quest’anno, e 5 per cento nel 2022, mentre per quelle avanzate, l’espansione sarebbe pari al 5,1 per cento nel 2021 e al 3,6 per cento nel 2022. Per l’Italia si segnala che, in base allo scenario programmatico, già l’anno prossimo il Pil potrebbe arrivare a sfiorare il livello del 2019; il parere sottolinea infatti come “dopo la caduta dell’8,9 per cento registrata nel 2020, il Pil recupererebbe del 4,5 per cento quest’anno e del 4,8 per cento nel 2022, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell’1,8 per cento nel 2024, evidenziando tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio”. Il Def evidenzia inoltre “l’alto livello raggiunto dal rapporto deficit/Pil, pari all’11,8 per cento, dovuto tuttavia principalmente a misure di natura temporanea, nonché alla caduta del Pil stesso, cui dovrebbe seguire un progressivo rientro nei prossimi anni, che già nel 2024 si avvicinerebbe alla soglia del 3 per cento, grazie ad una graduale discesa del deficit della PA”.

Il parere sottolinea poi l’elevato avanzo commerciale dell’Italia, pari a 63,6 miliardi, uno dei più alti in Europa rispetto al Pil, e le favorevoli prospettive di ripresa dell’attività economica e del commercio mondiale, pur rimarcando la necessità di potenziare il complesso delle misure a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese, così come già espresso nel parere approvato dalla Commissione sulla proposta di PNRR, assicurando “finanziamenti strutturali adeguati e rafforzando gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese”.

La Commissione prende inoltre atto “positivamente dell’impegno, ribadito nel DEF, ad un progressivo adeguamento agli standard internazionali e alla normativa nazionale di riferimento delle risorse per l’Aiuto pubblico allo sviluppo, proseguendo un percorso di avvicinamento all’obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile”. Richiama infine “l’esigenza di assicurare, con una prospettiva pluriennale, graduali incrementi degli stanziamenti assegnati alle amministrazioni dello Stato per interventi di cooperazione allo sviluppo, con particolare riferimento alle risorse assegnate al Maeci per le attività di cooperazione”. (Inform)

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