SENATO DELLA REPUBBLICA
Il provvedimento, collegato alla legge di bilancio e già approvato dalla Camera, è stato illustrato dal relatore Roberto Marti (Lega)
ROMA – La Commissione Cultura del Senato ha dato parere favorevole al provvedimento che reca disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy, già approvato dalla Camera dei deputati.
Ad illustrare il testo, collegato alla legge di bilancio, è stato il relatore Roberto Marti (Lega), che ha richiamato in particolare l’istituzione del percorso liceale del “made in Italy”, che si inserisce nell’articolazione del sistema dei licei, al fine di promuovere, in vista dell’allineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al made in Italy. In proposito viene prevista l’emanazione di un regolamento governativo con cui provvedere alla definizione del quadro orario degli insegnamenti e degli specifici risultati di apprendimento del percorso liceale del “made in Italy”, sulla base di una serie di criteri. Tale regolamento sarà adottato nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e nel rispetto dei princìpi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e di spazi di flessibilità per l’adeguamento dell’offerta formativa alla vocazione economica e culturale del territorio. Nell’ambito della programmazione regionale dell’offerta formativa potranno essere attivati, a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, i percorsi liceali del “made in Italy” a partire dalle classi prime e contestualmente l’opzione economico-sociale presente all’interno del percorso del liceo delle scienze umane confluisce nei percorsi liceali del “made in Italy”, ferma restando, per le classi successive alla prima, la prosecuzione, ad esaurimento, dell’opzione economico-sociale.
Prevista anche una disciplina specifica per il monitoraggio e la valutazione di tale percorso liceale da parte di un tavolo nazionale coordinato dal Ministero dell’Istruzione e del merito.
Il relatore sottolinea che il percorso sopra richiamato sarà dunque un percorso autonomo e non già un’opzione nell’ambito del liceo delle scienze umane. Gli studenti avranno così maggiore possibilità di scelta e il nuovo liceo del made in Italy offrirà loro la possibilità di acquisire competenze trasversali e una maggiore connessione con il tessuto socioeconomico e produttivo del territorio di riferimento.
Il provvedimento inoltre dispone la costituzione della fondazione denominata “Imprese e competenze per il made in Italy”, che ha il compito di promuovere il raccordo tra le imprese che rappresentano l’eccellenza del made in Italy, ivi comprese quelle titolari di marchi storici, e i licei del made in Italy, e lo scopo di diffondere la cultura d’impresa del made in Italy tra gli studenti, e di favorire iniziative mirate ad un rapido inserimento degli stessi nel mondo del lavoro. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Istruzione e del merito sono membri fondatori della fondazione e ne definiscono gli obiettivi strategici mediante atti di indirizzo. La fondazione conferisce ogni anno il premio di “Maestro del made in Italy” a imprenditori che si sono particolarmente distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere e le competenze alle nuove generazioni nei settori di eccellenza del made in Italy. Viene poi stabilito che il Ministero della Cultura, in via generale, e il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e le altre amministrazioni, per gli specifici profili di rispettiva competenza, promuovono la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, quale insieme di beni intangibili espressione dell’identità culturale collettiva del Paese.
La attribuzioni del Ministero della Cultura vengono modificate includendo ora il riferimento non solo ai beni culturali materiali ma anche a quelli immateriali e viene modificata la disciplina relativa alle aree funzionali del Ministero in cui vengono inserite lo svolgimento delle funzioni di spettanza statale in materia di tutela, gestione e valorizzazione, anche in chiave economica, del patrimonio culturale, materiale e immateriale, espungendosi dal novero dei beni tutelati dal Ministero della cultura la categoria dei beni ambientali.
Viene inoltre consentito agli istituti e i luoghi della cultura di registrare il marchio che li caratterizza e di concederne l’uso a terzi a titolo oneroso, al fine di incrementare la conoscenza del patrimonio culturale e la propria capacità di autofinanziamento, ed è previsto che il Ministero della Cultura stipuli protocolli con l’organismo responsabile dell’assegnazione, della gestione e del mantenimento dei nomi di dominio nazionali riferibili a istituti e luoghi della cultura.
Per la definizione di “imprese culturali e creative” si rinvia ad un decreto attuativo che definirà modalità e condizioni del riconoscimento della medesima qualifica, mentre si definiscono start up innovative culturali e creative le imprese che rispondono sia alla definizione di start up innovativa, che a quella di impresa culturale e ricreativa. Infine, si prevede che le imprese culturali e creative siano iscritte in un’apposita sezione nel registro delle imprese. Presso il Ministero della Cultura viene istituito inoltre l’albo delle imprese culturali e creative di interesse nazionale e si specifica che l’iscrizione nell’albo importa anche la registrazione nel portale del Sistema archivistico nazionale (SAN) del Ministero, anche al fine di salvaguardare gli archivi storici delle imprese italiane. Altre disposizioni riguardano la definizione dei creatori digitali, la tutela della versione originale di opere musicali, audiovisive e librarie conservate nelle discoteche, cineteche e biblioteche pubbliche, lo stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033 per la concessione da parte del Ministero della cultura di contributi a favore delle imprese culturali e creative.
Infine, è prevista l’adozione, ogni tre anni, da parte del Ministro della Cultura, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministro degli Esteri, sentita la Conferenza Stato-Regioni, di un “Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative”. La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore. (Inform)