CAMERA DEI DEPUTATI
Tra le norme introdotte, la rimodulazione del Cgie, i cui membri vengono ridotti da 94 a 63, con una riduzione anche del numero dei membri del Comitato di presidenza e delle plenarie (una l’anno). Un’osservazione richiama l’opportunità che le risorse derivanti anche con la tariffa di 300 euro richiesta per la pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana confluiscano direttamente ai fondi di gestione delle sedi diplomatico-consolari
ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole con una osservazione sul disegno di legge recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, che contiene anche deleghe al Governo per il completamento della revisione del bilancio dello Stato e la sua gestione (conversione del decreto legge n.66/2014). Le parti del provvedimento, già approvato dal Senato, che sono di più stretta competenza della Commissione riguardano in particolare il bilancio del Mae – con le novità arrecate dall’introduzione della tariffa di 300 euro per la trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza e dallo scorporo degli oneri di rappresentanza dall’Indennità di servizio all’estero (Ise), – l’aumento di personale a contratto da parte del Ministero e la rimodulazione del Consiglio generale degli italiani all’estero, rimodulazione che prevede una riduzione da 94 a 63 membri e la convocazione di una sola assemblea plenaria l’anno. Modifiche, queste ultime, discusse anche nel corso della plenaria del Cgie svoltasi due settimane fa alla Farnesina e che non corrispondono al nuovo parere formulato in quella occasione dal Consiglio generale (vedihttp://comunicazioneinform.it/
Il parere favorevole della Commissione Esteri prende atto positivamente del fatto che “il processo di revisione della spesa del Mae abbia definitivamente superato il precedente criterio dei tagli lineari e consolidi un orientamento volto a riqualificare l’impiego delle risorse”, segnalando l’opportunità che “l’introduzione di una tariffa per la trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza italiana sia volta ad incrementare i fondi disponibili per l’erogazione dei servizi consolari e per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero”. Condivisa inoltre “la scelta di scorporare gli oneri di rappresentanza dall’indennità di servizio all’estero”, ritenuta un “primo passo verso una riforma complessiva dell’Ise che ne assicuri una maggiore leggibilità e trasparenza”, e apprezzato “l’incremento del personale a contratto operante in base alla legge locale, come più volte richiesto dalla Commissione stessa”.
In merito al Cgie il parere auspica che “nella rimodulazione della sua composizione, esso possa assolvere con maggiore snellezza le proprie funzioni, senza venire meno alle finalità istitutive”.
L’unica osservazione allegata al parere richiama ad una valutazione dell’opportunità che le nuove risorse derivanti dalle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza o dalla riscossione di diritti consolari anche ad altro titolo “possano affluire direttamente in fondi di gestione presso le singole sedi diplomatico-consolari, senza ricorrere all’attivazione di onerosi meccanismi di riallocazione da parte delle amministrazioni centrali”.
Ad illustrare il provvedimento in Commissione è stato il relatore Vincenzo Amendola (Pd), il quale ha in premessa evidenziato come esso rivesta “un ruolo centrale nel percorso di riforme avviato dal nuovo esecutivo, delineando una serie di risposte alle tante emergenze che connotano la crisi italiana e mirando a rafforzare la ripresa prevista per l’anno in corso ma ancora, per molti aspetti, debole e discontinua”. Sul fronte della spesa pubblica l’impegno è quello di passare dalla logica dei tagli lineari al contenimento delle spese – ha rilevato Amendola – indicando quale esempio concreto di tale nuovo orientamento le norme riguardanti gli oneri di rappresentanza del personale diplomatico e la struttura del Cgie. Evidenziato poi “un forte intervento sulla trasparenza, che passa anzitutto per l’utilizzo massiccio di Internet per la messa in rete di tutte le spese delle singole amministrazioni”.
Nel dettaglio, l’istituzione della tariffa di 300 euro per la trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza italiana viene definita “indubbiamente opportuna” dal relatore, che ricorda come essi comportino “sovente, soprattutto nel caso di legami genealogici molto risalenti nel tempo, numerosi e dispendiosi accertamenti da parte degli uffici consolari”. L’auspicio è che tale misura possa richiamare l’attenzione “sull’esigenza di dotare i singoli uffici diplomatico-consolari di fondi di gestione, sui quali fare affluire entrate come quelle riscosse in relazione alla trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza, senza ricorrere all’attivazione di onerosi meccanismi di riallocazione da parte dell’amministrazione centrale”. Contestualmente viene modificata la normativa per il rilascio dei passaporti ordinari “con la previsione di un contributo amministrativo pari a 73,50 euro, cui corrisponde comunque – segnala Amendola – l’abolizione della tassa sulle concessioni governative, sia per il rilascio che per il rinnovo annuale”.
Per quanto riguarda lo scorporo dell’assegno di rappresentanza dall’Ise, il provvedimento prevede “l’allocazione delle risorse necessarie all’attività istituzionale del Sistema-Paese – pari oggi a 16,5 milioni di euro – dal capitolo del bilancio del Mae riguardante l’Ise a quello delle spese per il funzionamento delle sedi, con la conseguente istituzione, presso il bilancio di ogni sede diplomatico-consolare di una voce denominata «Attività per la promozione dell’Italia», soggetta – segnala il relatore – in tutto e per tutto al regime giuridico e di rendicontazione di tutte le altre spese degli uffici all’estero”.
L’incremento del personale a contratto operante in base alla legge locale, indicazione più volte formulata dalla stessa Commissione – fa notare Amendola, – è fissato in 2.600 unità per l’anno 2015, 2.650 unità per il 2016 e 2.700 unità a decorrere dal 2017. Gli oneri derivanti da tale aumento sono valutati in 2.176.000 euro per il 2015, 3.851.520 euro per il 2016 e 6.056.064 euro a decorrere dal 2017, e saranno coperti riducendo l’autorizzazione di spesa relativa alle indennità di servizio all’estero, sopprimendo una serie di posti in organico, quantificata in 25 posti nel 2015, 43 posti nel 2016 e 68 posti a decorrere dal 2017. Si tratta di misure adottate “contemperando le esigenze di razionalizzazione delle spese con quelle di un’adeguata presenza anche nelle aree critiche del pianeta – afferma il relatore.
Infine, la rimodulazione del Cgie, i cui membri vengono ridotti dai 94 attuali a 63: i rappresentanti delle comunità italiane all’estero passano da 65 a 43 e i membri di nomina governativa da 29 a 20. Si riduce da due a una volta all’anno la convocazione in via ordinaria dell’assemblea plenaria e si modifica la presenza, in seno al Comitato di presidenza, dei componenti eletti tra i membri di nomina governativa – che scendono da due a uno – e dei componenti in rappresentanza di ciascuna area continentale – che scendono da tre a uno.
La quantificazione dei risparmi complessivi derivanti dalle misure illustrate è di circa 530.000 euro.
Mentre il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ringrazia il relatore per aver colto “la lettera e lo spirito del provvedimento in esame” e ribadisce l’importanza della norma orientata a razionalizzare le spese di rappresentanza e l’Ise per consentire agli uffici un potenziamento della loro azione di promozione del Sistema Paese, esprime forti perplessità su quest’ultima Emanuele Scagliusi (M5S), che condivide la necessità di un riordino della spesa ma domanda chiarimenti sulle modalità della ripartizione dei fondi tra gli uffici all’estero, sul rimborso delle spese sostenute e sulla valutazione degli oneri derivanti dall’incremento del personale a contratto.
Afferma di ritrovarsi nell’illustrazione svolta dal relatore Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la Promozione del sistema Paese della Camera (Pd – ripartizione America meridionale), che sottolinea come l’intento del provvedimento sia quello di “ridurre i costi migliorando le prestazioni”. Tra le misure richiamate, la tariffa di 300 euro per le pratiche di cittadinanza, contributo utile – sostiene Porta – per “rafforzare l’attività dei consolati italiani all’estero, specie quelli in Paesi extra UE ed in particolare in America latina”. L’auspicio formulato è che tali risorse siano destinate “alla promozione della cultura ed al sostegno alle comunità italiane con quello stesso spirito con cui Massimo Bray, da ministro per i Beni e le Attività culturali ha fatto sì che gli introiti derivanti dagli ingressi nei musei restassero a vantaggio degli stessi”. Definito “positivo” anche lo sforzo per “garantire una maggiore trasparenza sul tema dell’Ise”.
Di seguito il testo del parere approvato.
“La III Commissione,
esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge n. 2433, di conversione del decreto-legge n. 66/2014, recante «Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l’adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria»;
preso atto positivamente del fatto che il processo di revisione della spesa del Ministero degli Affari esteri abbia definitivamente superato il precedente criterio dei tagli lineari e consolidi un orientamento volto a riqualificare l’impiego delle risorse;
segnalata l’opportunità che l’introduzione di una tariffa per la trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza italiana sia volta ad incrementare i fondi disponibili per l’erogazione dei servizi consolari e per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero;
condivisa la scelta di scorporare gli oneri di rappresentanza dall’indennità di servizio all’estero, quale primo passo verso una riforma complessiva dell’ISE che ne assicuri una maggiore leggibilità e trasparenza;
apprezzato l’incremento del personale a contratto operante in base alla legge locale, come più volte richiesto dalla Commissione stessa;
auspicato che il Consiglio Generale degli Italiani all’estero, nella rimodulazione della sua composizione, possa assolvere con maggiore snellezza le proprie funzioni, senza venire meno alle finalità istitutive;
esprime parere favorevole con la seguente osservazione:
valutino le Commissioni di merito l’opportunità che le nuove risorse rivenienti dalla trattazione degli atti di riconoscimento della cittadinanza, ovvero dalla riscossione dei diritti consolari anche ad altro titolo, possano affluire direttamente in fondi di gestione presso le singole sedi diplomatico-consolari, senza ricorrere all’attivazione di onerosi meccanismi di riallocazione da parte delle amministrazioni centrali”. (Inform)