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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato con modifiche il parere positivo al Governo sul “cambiamento della disciplina” del Consiglio Generale degli Italiani all’estero

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Fra i punti salienti l’organizzazione di due Assemblee plenarie all’anno, la riduzione a 15 dei membri di nomina governativa e il mantenimento di un consigliere elettivo per ognuno dei 22 paesi già oggi rappresentati nell’organo di rappresentanza

Gli interventi dei deputati del Pd della circoscrizione Estero Gianni Farina e Marco Fedi

 

ROMA- L’Assemblea plenaria del Cgie ha approvato, con 28 sì, 14 contrari e 10 astenuti, alcune modifiche al parere positivo dato dallo stesso Consiglio Generale ad una proposta del Governo relativa al cambiamento della disciplina del Cgie. Nell’ipotesi del Governo , mossa da motivazioni di contenimento della spesa pubblica, si prevedeva la riduzione da due a uno delle assemblee annuali del Cgie, la riduzione a 43 dei componenti elettivi dell’Assemblea, il decurtamento a 9 dei membri del Comitato di Presidenza, la riduzione a 20 dei componenti di nomina governativa e l’abolizione dell’identità forfettaria per i rappresentanti di nomina governativa. Nel testo definitivo del parere approvato dalla plenaria del Cgie si chiede invece, oltre alla riduzione a 15 del numero dei consiglieri di nomina governativa già contenuta nella prima stesura della risposta,   di mantenere almeno due Assemblee plenarie all’anno, di svolgere le riunioni delle Commissioni continentali esclusivamente al latere delle citate Assemblee plenarie e di prevedere in seno al Consiglio Generale almeno la presenza di un consigliere per ognuno dei 22 paesi già oggi rappresentati. “I restanti consiglieri – si precisa nel parere saranno ripartiti in maniera proporzionale al numero dei cittadini iscritti all’Aire nelle varie are geografiche, nella ripartizione di cui al punto precedente sarà opportuno tenere conto della presenza della crescente comunità italiana nei paesi emergenti”.

Durante seduta ha inoltre preso la parola il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa, che ha in primo luogo sottolineato come oggi l’Italia e la diaspora italiana nel mondo stiano attraversando un passaggio decisivo. “Da sempre – ha affermato Farina –  rispetto il  Cgie perché fu il frutto di un appassionato impegno, partecipazione e passione civile di tanti nostri emigrati nel mondo.

L’avventura democratica di chi non  aveva voce cominciò con i consigli consolari e trovo più tardi nel Cgie la sintesi democratica delle comunità italiane. Sto dicendo questo perché, mentre vi accingete a fare delle proposte sulle riforme, è giusto riportare brevemente la nostra storia viva su cui c’è il rischio di stendere il velo dell’oblio”. Dopo aver ricordato l’incapacità della rappresentanza in Parlamento della circoscrizione Estero di dotarsi di strumenti capaci di incidere sula politica italiana come ad esempio la  Bicamerale, Farina ha sottolineato l’inutilità dell’allestimento in Europa dei seggi per il voto degli italiani all’estero sui collegi italiani. Una spesa che, vista la bassa affluenza, poteva essere risparmiata. Il deputato del Pd , nel sottolineare il suo appoggio alla politica del premier Renzi, si è poi detto fiducioso nella riuscita delle riforme costituzionali. Un percorso di cambiamento che dovrebbe porre fine al bicameralismo perfetto, confermare gli eletti all’estero alla Camera e trovare una presenza per la rappresentanza degli italiani nel mondo nel nuovo Senato. Farina ha inoltre criticato sia le nuove modalità di voto elettronico per le elezioni dei Comites, sia l’ipotesi di una possibile riduzione della capacità operativa del  Cgie. Il deputato del Pd ha anche annunciato al presentazione di un sua proposta di legge di riforma del Cgie che propone  l’elezione diretta di un’assemblea nazionale con 70 membri e una struttura simile a quella dell’attuale Consiglio Generale. “Questa struttura – ha precisato Farina – potrebbe essere in un futuro prossimo una delle componenti, insieme ai membri del consigli consolari, per l’elezione di secondo grado dei futuri senatori eletti all’estero”.

Da ricordare anche l’intervento del deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizioneAfrica, Asia, Oceania e Antartide,  che ha segnalato la necessità  di far partire un processo di cambiamento per le nostre politiche degli italiani all’estero. Per quanto riguarda il nuovo regolamento per le elezioni dei Comites Fedi ha poi evidenziato come in parlamento si sia cercata la migliore soluzione possibile con osservazioni puntuali a cui il Governo dovrà ora dare risposte rapide. “Quello che conta – ha spiegato Fedi affrontando la questione delle riforme –  non sono le proposte, ma  quello che il Parlamento approva. Bisogna quindi tenera alta la discussione politica. C’è un Governo che ha proposto delle cose,  dovremo valutare anche con l’opposizione qual è il percorso da seguire sia sulle riforme Costituzionali  che sulla riorganizzazione del voto”.  Per quanto concerne la convocazione a ottobre degli Stati Generali della lingua e cultura italiana nel mondo Fedi ha annunciato di aver già presentato sulla materia una proposta di legge elaborata dall’onorevole Narducci. Il deputato del Pd ha infine invitato il consiglieri del Cgie, in vista di questo importante appuntamento, a riprendere in mano tutte le riflessioni elaborate negli anni sulla promozione della lingua e cultura italiana all’estero e a trasformarle in un’ulteriore proposta politica. (G.M.- Inform)

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