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Parere favorevole della Commissione Affari Esteri su rendiconto generale dello Stato per il 2014 e disposizioni per l’assestamento di bilancio per il 2015

SENATO DELLA REPUBBLICA

Ad illustrare gli aspetti che riguardano il Maeci il relatore Alessandro Maran (Pd). Nel dibattito seguito all’intervento del sottosegretario agli Esteri Mario Giro intervengono anche gli eletti all’estero Claudio Zin (Maie, ripartizione America meridionale) e Micheloni (Pd, ripartizione Europa)

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha dato parere favorevole al rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014 e alle disposizioni per l’assestamento di bilancio per il 2015, pareri rivolti alla Commissione Bilancio e relativi in particolare agli aspetti che riguardano il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci).

In merito al rendiconto per l’anno 2014 il parere valuta positivamente l’analisi della Corte dei conti sugli sforzi compiuti dal Maeci per il rafforzamento del processo di revisione della spesa e di razionalizzazione della rete diplomatica e consolare e ribadisce la necessità di evitare ulteriori contrazioni di risorse, “in modo da garantire alla nostra politica estera un livello di risorse comparabile con quello dei principali Paesi europei, con particolare riferimento al settore della cooperazione allo sviluppo”. Nel parere favorevole alle disposizioni per l’assestamento di bilancio 2015 si prende atto invece delle richieste formulate dal Maeci volte a sopperire alle esigenze di funzionamento degli uffici all’estero senza con ciò determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, si apprezzano le misure di attuazione della riforma dell’indennità di servizio all’estero e si ribadisce la necessità di un aumento dei fondi disponibili per la cooperazione allo sviluppo in concomitanza con la piena entrata in vigore delle nuove misure previste in materia (legge n. 125 dell’11 agosto 2014).

Ad illustrare in Commissione i due provvedimenti in esame il relatore Alessandro Maran (Pd) che, in merito all’analisi del bilancio del Maeci ha evidenziato come lo stanziamento definitivo per l’anno 2014 sia stato di poco superiore ai 2 miliardi, in diminuzione nel triennio 2012-2014. Richiamato il rilievo della Corte dei conti sui decreti di variazione in corso d’esercizio, in particolare riconducibili ai decreti legge di proroga delle missioni internazionali (per un totale di 141 milioni e sul bilancio della Cooperazione per 71 milioni) ed alle risorse del Fondo di rotazione per le politiche comunitarie (60 milioni), che hanno in parte eliminato gli effetti dei risparmi di spesa complessivi indicati nelle previsioni iniziali.

L’analisi economica del consuntivo evidenzia che lo stanziamento definitivo più consistente è dedicato ai trasferimenti di parte corrente (1 miliardo), in aumento rispetto al passato – afferma il relatore – e dai redditi di lavoro dipendente (792 milioni), in diminuzione nel triennio. Di minor consistenza sono i consumi intermedi, che registrano comunque un calo nel triennio, con una lieve riduzione delle spese per canoni di locazione di natura diplomatica e residenziale, che nel 2014 si attestano a 30 milioni.

Nel 2014 risultano impegni lordi per 1,96 miliardi e pagamenti totali per 1,91 miliardi. Il conto dei residui mostra un importo a fine esercizio 2014 di circa 280 milioni, in aumento rispetto al 2013. I maggiori residui – sottolinea la Corte dei conti – si sono riscontrati nella categoria dei trasferimenti correnti, anche a causa della tempistica dell’assegnazione delle risorse. L’attività di riaccertamento dei residui ha condotto all’eliminazione di residui passivi dal bilancio e di residui iscritti a patrimonio per un totale di 17 milioni; non sussistono situazioni debitorie o eccedenze di spesa.

Per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo, lo stanziamento definitivo delle risorse per il 2014 è risultato pari a 391,9 milioni, al lordo delle risorse aggiuntive connesse ai decreti di proroga delle missioni internazionali ed al Fondo di rotazione per le politiche comunitarie.

Nell’ambito della “Cooperazione economica e relazioni internazionali”, Maran segnala le iniziative a sostegno delle imprese italiane all’estero nonché la trattazione di questioni economiche-commerciali internazionali. Settore di particolare rilievo è poi – evidenzia – quello relativo alla gestione del debito estero sovrano verso l’Italia, detenuto dai Paesi in via di sviluppo e dai Paesi emergenti: la situazione creditoria dell’Italia, al 31 dicembre 2014, ammonta ad un totale di 6,5 miliardi.

Per quanto riguarda la “Promozione del sistema Paese” la strategia complessiva che emerge, sottolinea ancora la Corte dei conti, è quella di superare il carattere episodico delle singole iniziative e di realizzare obiettivi di più lungo periodo, con contenuti operativi declinati in ambito culturale, scientifico ed industriale, anche attraverso la rete degli Istituti italiani di cultura all’estero.

Negli altri programmi, infine, è stata intensa l’attività diplomatica, affiancata in molti settori dall’erogazione di contributi ad organismi internazionali.

Nel complesso, le risorse destinate ai trasferimenti del 2014 sono state di poco superiori al miliardo. I contributi più rilevanti in termini finanziari hanno riguardato i versamenti obbligatori agli organismi internazionali, con un impegno complessivo per 447 milioni, nell’ambito del programma “Promozione della pace e sicurezza internazionale”.

Per quanto riguarda il disegno di legge di assestamento, lo stato di previsione del Ministero, approvato con la legge di bilancio dello scorso anno, reca spese per un totale di circa 2.171 milioni di euro, di cui 2.128 milioni di parte corrente e 43,3 milioni in conto capitale. La consistenza dei residui presunti viene valutata al 1 gennaio 2015 pari a zero.

Rispetto alle previsioni iniziali, le spese previste registrano un aumento complessivo di 21,4 milioni di euro per la competenza, e di 32,7 milioni delle autorizzazioni di cassa, con le previsioni per il 2015 che risultano assestate a 2.425,9 milioni per la competenza, 2.437,2 milioni per le autorizzazioni di cassa. Per effetto di tali variazioni, la massa spendibile risulta, in seguito alle proposte di assestamento, pari a 2.705,8 milioni di euro. La variazione di competenza risulta da un incremento di 18,6 milioni di euro a carico della Missione n. 4 (L’Italia in Europa e nel mondo) – derivante quasi integralmente da un aumento delle disponibilità per il programma 4.12 relativo alla “presenza dello Stato all’estero tramite strutture diplomatico-consolari – nonché da un incremento di 2,8 milioni di euro dei fondi per la Missione n. 33 (Fondi da ripartire).

Prima di concludere con la lettura dei due schemi di parere favorevole, il relatore evidenzia come anche quest’anno il bilancio del Ministero rappresenti una quota del bilancio dello Stato molto inferiore a quella degli analoghi Ministeri nei principali Paesi europei.

Ad annunciare il voto contrario del Movimento 5 Stelle è Ornella Bertorotta, che giudica le misure previste del provvedimento di assestamento “assolutamente insufficienti”, rilevando lo scostamento nei conti pubblici di circa 600 milioni di euro, come indicato dalla stessa Corte dei conti.

Di seguito interviene il sottosegretario agli Esteri Mario Giro che ribadisce come il Maeci abbia improntato le proprie proposte di assestamento di bilancio a “criteri di massimo rigore, mirando, nel contempo, a garantire la funzionalità e l’efficacia della sua struttura per affrontare le innumerevoli sfide che l’Italia deve affrontare nell’attuale scenario internazionale” e richiama le misure di attuazione della riforma dell’indennità di servizio all’estero del personale di ruolo.

Sottolinea inoltre come negli ultimi anni si sia registrato un costante incremento della domanda di servizi consolari. “Attualmente – afferma – il Maeci rilascia più di 2,1 milioni di visti all’anno, più di 260.000 passaporti, 70.000 carte di identità, 200.000 atti di stato civile e 70.000 atti di cittadinanza. Il disegno di legge di assestamento riassegna alla Farnesina circa 23 milioni di euro per gli incrementi di entrate derivanti dall’applicazione della tariffa consolare nel 2013 e nel 2014.

Tali fondi saranno impiegati – assicura Giro – per far fronte alle spese di funzionamento delle rappresentanze diplomatiche e consolari che sono state pesantemente decurtate negli ultimi anni”.

Per quanto riguarda il rendiconto 2014, egli sottolinea come la riduzione delle risorse compiuta negli ultimi anni abbia portato il bilancio di previsione della Farnesina a diminuire del 28,7% tra il 2008 e il 2014, “una decurtazione di risorse che ha inciso per gran parte sulle spese rimodulabili, in particolare, acquisti di beni e servizi, ma anche sulle spese del personale, in costante riduzione, specie nell’ultimo triennio, per effetto del turn-over negativo e del blocco dei rinnovi contrattuali”. Ricorda inoltre come le risorse stanziate a inizio 2014, pari a 1,815 milioni di euro, abbiano subito ulteriori riduzioni in corso di esercizio, per effetto di provvedimenti di contenimento della spesa, fino ad arrivare a circa 1.780 milioni di euro, decurtazioni cui la Farnesina ha fatto fronte attingendo “a strumenti straordinari di integrazione dei propri fondi”. “I provvedimenti di proroga delle iniziative connesse alle missioni internazionali di pace hanno attribuito al Maeci, nel corso del 2014, fondi pari a circa 140 milioni di euro per le proprie iniziative nelle aree di crisi, un importo – precisa il sottosegretario – destinato ad attività di cooperazione e alla copertura degli oneri derivanti dalla partecipazione italiana ad organismi e fondi che operano in aree di crisi. Parte dei fondi in questione viene, inoltre, destinata al rafforzamento delle misure di sicurezza delle nostre sedi all’estero collocate in Paesi a rischio”. “Nel 2014, nel bilancio del Maeci sono confluiti anche i fondi necessari all’espletamento delle elezioni europee (circa 7,3 milioni di euro). Le residue economie di bilancio – conclude il sottosegretario – sono originate principalmente da stanziamenti relativi a spese di personale, per effetto del turn-oversignificativamente negativo di questi ultimi anni, nonché del blocco dei rinnovi contrattuali”.

Esprime apprezzamento per gli sforzi di razionalizzazione delle spese realizzati dal Maeci Francesco Maria Amoruso (Fi), mostrando anche apprezzamento per la forte crescita delle richieste di servizi consolari, cui le Rappresentanze all’estero fanno fronte nonostante la forte riduzione del personale. Amoruso ricorda anche come i fondi destinati alla politica estera siano essenziali per lo sviluppo del Paese.

Claudio Zin, senatore eletto per il Maie nella ripartizione America meridionale, auspica che le somme richieste ai connazionali per le pratiche necessarie all’acquisizione della cittadinanza vengano utilizzate per lo scopo specifico di migliorare i servizi consolari, mentre Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) è fortemente critico sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e chiede informazioni sulla sperimentazione del bilancio a base zero che era stata avviata su stimolo della Commissione esteri. Luigi Compagna (Ap) segnala come i tagli alla spesa pubblica si siano concentrati sul Maeci piuttosto che su regioni e autonomie locali, che spesso – a suo avviso – “continuano a svolgere attività di carattere internazionale di dubbia efficacia”.

Il sottosegretario Giro condivide la preoccupazione per le consistenti riduzioni alla spesa del Maeci, mentre precisa, in risposta a Micheloni, come il Ministero abbia già provveduto ad assolvere all’impegno, assunto in sede parlamentare, a redigere una proposta di “bilancio a base zero”. Tale progetto – fa sapere – è attualmente all’esame del Ministero dell’Economia e delle finanze, cui spetta di valutare se estendere o meno tale esperimento alle altre amministrazioni dello Stato. (Inform)

 

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