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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole – con osservazione su Imu per gli italiani all’estero – della Commissione Affari Esteri al disegno di legge su Imu, alienazione di immobili pubblici e Banca d’Italia

CAMERA DEI DEPUTATI

Fabio Porta (Pd) relatore del parere approvato sul decreto Imu che richiede di fissare per legge, senza delegarlo ai Comuni, il trattamento più favorevole per l’abitazione degli italiani all’estero

ROMA – La Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati ha approvato ieri un parere favorevole con osservazione in merito al disegno di legge contenente disposizioni urgenti su Imu, alienazione di immobili pubblici e Banca d’Italia, già approvato dal Senato.

Nel parere si prende atto in particolare, per la tassazione degli immobili, della conferma prevista nel provvedimento “della possibilità per i Comuni di equiparare alle abitazioni principali le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio italiano a titolo di proprietà e di usufrutto, a condizione che non risultino locate”, mentre si osserva che le disposizioni introdotte in materia di alienazione degli immobili pubblici possono “favorire l’eventuale dismissione anche di sedi degli uffici della rete del ministero degli Affari esteri, la cui manutenzione risulti particolarmente onerosa”. Vi si rileva inoltre come “l’intervento normativo sulla Banca d’Italia sia finalizzato al rispetto dei principi di autonomia organizzativa e indipendenza riconosciuti al Sistema europeo delle Banche centrali dai vigenti trattati”. L’osservazione inclusa nel parere favorevole riguarda la tassazione delle abitazioni dei connazionali residenti all’estero e sollecita una valutazione da parte della Commissione di merito dell’opportunità che “l’equiparazione tra abitazione principale e unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residente nel territorio dello Stato sia disposta direttamente con legge, invece che restare una mera facoltà in capo ai Comuni”.

L’osservazione ricalca un’analoga indicazione formulata sul testo dalla Commissione Affari esteri del Senato e viene motivata in questa sede da Fabio Porta, relatore del provvedimento e presidente del Comitato per gli italiani all’estero e la promozione del Sistema Paese della Camera, che, pur apprezzando la conferma della facoltà affidata ai Comuni relativa all’equiparazione, ricorda come non tutti l’abbiano di fatto operata sino ad oggi, per cui “appare necessaria forse una norma più stringente a tutela dei connazionali residenti all’estero”.

Pur precisando come non sia competenza della Commissione “affrontare la complessa materia della tassazione immobiliare che è ancora oggetto di affinamento presso i competenti organi governativi e parlamentari”, si sottolinea come la questione della tassazione degli immobili posseduti dai connazionali all’estero tocchi la Commissione nella misura in cui questi ultimi “hanno più volte espresso – segnala il relatore – la loro legittima aspettativa di non essere discriminati rispetto a tutti gli altri”. Porta ritiene poi di particolare interesse le disposizioni sopra richiamate sugli immobili pubblici, specie in riferimento all’attuale revisione della spesa del Mae.

In sede di esame si è associato alla considerazioni di Porta anche il sottosegretario agli Esteri Mario Giro.

In una nota diffusa in seguito ai lavori della Commissione, Porta torna sulla questione ricordando come “i Comuni, per le condizioni di terribile ristrettezza in cui si trovano e al di là delle stesse intenzioni dei loro amministratori, non sono in genere nelle condizioni di prendere in considerazione l’eventualità dell’equiparazione, salvo i pochi che trovano la maniera di farlo”. Per questo “la richiesta, rivolta alla Commissione di merito che dovrà licenziare il provvedimento per l’Aula, che l’equiparazione tra abitazione principale e unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residente nel territorio dello Stato sia disposta direttamente con legge, invece che restare una mera facoltà in capo ai Comuni”.

“Naturalmente, quello della Commissione Esteri è un semplice parere e la condizione apposta ad esso una semplice richiesta. Ma noi eletti all’estero – evidenzia Porta – ci siamo impegnati a non lasciare nulla di intentato affinché quello che consideriamo un sacrosanto diritto degli italiani all’estero sia pienamente riconosciuto, e stiamo cercando di tener fede ai nostri impegni”. Il parlamentare ringrazia dunque “tutti i colleghi che hanno approvato il parere contenente la condizione riguardante gli italiani all’estero”, augurandosi “che nei successivi passaggi la soluzione proposta possa essere attentamente e positivamente considerata”. (Inform)

 

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