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Pagano: Grazie ad accordo Abruzzo-Angola risultati importanti per imprese abruzzesi, scambi culturali e contributi formativi in ambito sanitario

COOPERAZIONE

Pagano: Grazie ad accordo Abruzzo-Angola risultati importanti per imprese abruzzesi, scambi culturali e contributi formativi in ambito sanitario

 

CHIETI – “Il protocollo di cooperazione sottoscritto nel 2010 con l’Angola ha prodotto risultati importanti per le imprese abruzzesi che hanno avviato rapporti commerciali con il Paese africano”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale abruzzese , Nazario Pagano, a margine dei lavori del Convegno di studi su “Italia e Africa: storia, letteratura, società, economia”, organizzato questa mattina dal Dipartimento di Scienze Psicologiche, Umanistiche e del Territorio dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti.

“Con l’Angola – ha proseguito Pagano – la Regione Abruzzo ha siglato un importante protocollo d’intesa, approvato dal Ministero degli Esteri e da quello degli Affari regionali, che la lega a una delle province più importanti: quella della Huila, con capitale Lubango. Questo protocollo ha già prodotto, cosa che non capita sovente, importanti e tangibili risultati, che riguardano sia imprese abruzzesi che esportano sia imprese che hanno avuto in appalto servizi, ma anche scambi culturali e contributi formativi in ambito sanitario: nel 2012, 40 medici angolani hanno frequentato uno stage formativo di 6 mesi che, oltre a portare cospicue risorse al sistema sanitario abruzzese, segnatamente all’Ospedale di Pescara, ha di fatto avviato un percorso di collaborazione che ci vede partner privilegiati. L’Angola è un Paese in grande espansione, primo produttore di petrolio dell’Africa insieme alla Nigeria, che dopo anni di guerra civile ha avviato uno straordinario progetto di ammodernamento di tutte le articolazioni dello Stato, per il quale necessita di competenze e collaborazioni qualificate che la sua nuova classe dirigente potrà acquisire solo in una prospettiva di medio periodo. Il convincimento è che anche una piccola regione come la nostra – ha concluso Pagano – deve e può aprirsi ad altre realtà, anche complesse come quella africana, trasformando in opportunità la diversità culturale e il dislivello economico”.(Inform)

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