direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ordinazione episcopale di mons. Gian Carlo Perego

FONDAZIONE MIGRANTES

Mons. Napolioni gli consegna la pastorale del vescovo Bonomelli

 

CREMONA – “Dobbiamo chiederci sempre se ciò che facciamo ha a che fare non solo con l’evangelizzazione, ma proprio con il Vangelo, con Dio che parla ancora, e la cui voce di Pastore è attesa, ascoltata e riconosciuta, perché trafigge il cuore, ne intercetta le attese e guarisce le ferite, e lo allarga alla fiducia e alla speranza”. E’ quanto ha detto oggi pomeriggio il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, durante l’omelia della messa di ordinazione episcopale di mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e direttore generale della Fondazione Migrantes.

“Ogni giorno il nostro ministero – ha aggiunto il presule –  non può che attingere all’ascolto umile – e direi curioso – della Parola rivelata, la possibilità di dilatare il nostro animo, ricolmarlo dello Spirito, per osare il cammino sulle orme del Risorto. Come ci ha detto S. Pietro: a questo infatti siete stati chiamati, come discepoli del Crocifisso, a seguirne le orme, ora che siete stati ricondotti al pastore e custode delle nostre anime. Anche i Pastori della Chiesa sono degli erranti ricondotti, peccatori perdonati, fragili uomini rimessi in piedi dalla grazia. Custoditi dalla Parola, e dalla preghiera del popolo di Dio, possiamo custodire il Vangelo, la notizia della salvezza, il buon deposito della fede, in un cuore aperto e gioioso, facendo brillare con naturalezza – quasi a nostra insaputa – lo splendore della verità e la sua inesauribile capacità di attrazione”. Il presule ha quindi citato Papa Bergoglio, il Card. Martinoi e il Vescovo di Cremona Mons. Geremia Bonomelli sottolineando che “farà bene a Vescovi e preti andare a scuola dalle famiglie, per riscoprire insieme quella amoris laetitia che il mondo non conosce, e di cui anche certa nostra vita ecclesiale potrebbe aver smarrito l’alfabeto. Gesù, la porta delle pecore, ci chiede di attraversare con fiducia anche questa soglia epocale, perché tanti possano entrare, uscire e trovare pascolo”.

Il presule ha quindi consegnato a mons. Perego il pastorale del “grande vescovo Geremia Bonomelli che, a cavallo tra XIX e XX secolo, è stato – non solo per Cremona – maestro di discernimento profetico, di riconciliazione con la società civile, di riformismo radicato nell’ortodossia, portando grandi frutti nel rilancio della formazione sacerdotale e nell’attenzione ai migranti, al dialogo ecumenico, alle diverse povertà. Egli sapeva – ha detto mons. Napolioni – vedere i segni del risveglio religioso atteso e possibile, ed ha insegnato la sapienza della gradualità pastorale”. Mons. Napolioni ha quindi citato la lettera del 1896 dal titolo L’emigrazione nella quale scriveva “Non è proprio del mio ministero pigliare la parte dei deboli, degli oppressi, dei sofferenti? La Chiesa, imitando il divino suo fondatore, si atteggiò costantemente alla difesa dei piccoli”. “Sappiamo tutti che questa è anche la tua storia, caro don Gian Carlo – ha detto Mons. Napolioni – e sarà una nota caratterizzante la tua missione. Non solo nelle attuali emergenze.    Noi, tutti, non ti lasceremo solo, perché siamo coinvolti nella medesima missione apostolica, come ci ricorda Pietro nella pagina degli Atti: per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore nostro (At 2,39).  Questa promessa di vita – ha concluso – da parte di Dio misericordioso e fedele, è la ragione più profonda della gioia e dell’impegno di questa assemblea, oggi in preghiera per la tua chiamata, fratello Vescovo, e per la vocazione di ogni figlio di Dio”. (Raffaele Iaria-Migrantes online /Inform)

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