INTERNAZIONALIZZAZIONE
Siglata da Maeci, Miur e Mipaaf una strategia di sistema che prevede un programma di eventi, manifestazioni e attività, in particolare formative, per l’internazionalizzazione di un settore strategico dell’economia italiana e non solo. Tra esse, la Settimana della cucina italiana nel mondo
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ricorda come “la cucina italiana è parte fondamentale della nostra identità e cultura, uno degli elementi che oggi più concorrono a diffondere l’immagine dell’Italia nel mondo”. L’obiettivo è “coniugare sempre più questa potente e capillare diffusione con la qualità” e proporre un’esperienza che comunichi tradizione, territori, creatività e sapienza artigianale, e sia insieme “traino della filiera industriale italiana”
ROMA – Una strategia di sistema per la promozione della cucina italiana di qualità all’estero: questo l’obiettivo alla base del Protocollo d’intesa per la valorizzazione della cucina italiana di qualità firmato questa mattina alla Farnesina dai ministri Paolo Gentiloni (Affari esteri), Maurizio Martina (Politiche agricole, alimentari e forestali) e Stefania Giannini (Istruzione, Università e Ricerca).
Maeci, Miur e Ministero delle Politiche agricole intendono proseguire in questo modo una riflessione avviata e condotta in profondità con Expo Milano 2015, dando seguito concretamente alla promozione di un settore centrale per il made in Italy, che veicola i punti forti dell’immagine dell’Italia nel mondo: l’importanza e la preziosità della tradizione, la creatività che emerge nella sua reinterpretazione e la qualità dei prodotti agroalimentari, quanto più legati al territorio tanto più riconosciuti nella loro eccellenza e unicità.
A rimarcare come questa sia una “iniziativa di sistema”, “eredità e sviluppo di Expo 2015” e “tesa a promuovere la qualità della cucina italiana all’estero”, il direttore generale della Promozione del sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca, cui è seguito l’intervento del ministro Gentiloni che ne ha, a sua volta, segnalato l’importanza, ricordando come la cucina italiana, pur conosciuta e diffusa in tutto il mondo, sia “una carta che possiamo ancora giocare meglio a nostro vantaggio”. Gentiloni ha chiarito come il Protocollo preveda un programma di promozione coordinato e condiviso da Maeci, Miur e Mipaf, e con la collaborazione di Mise, Agenzia Ice, Coni, Unioncamere e Assocamerestero, presenti questa mattina con i loro rappresentanti insieme ad ambasciatori dei Paesi del G20, istituzioni, enti della cultura e dell’economia e alcuni degli chef più apprezzati del panorama italiano e internazionale.
L’intesa si concentrerà nel biennio 2016-2017 su sei Paesi – Stati Uniti, Giappone, Cina, Russia, Emirati Arabi e Brasile, per poi espandersi in tutto il mondo. Tra le attività in programma, la Settimana della cucina italiana nel mondo, che verrà organizzata da Ambasciate, sedi consolari e IIC nell’ultima decade di novembre, masterclass dirette a chef stranieri per far conoscere i valori della dieta mediterranea e le eccellenze dell’agroalimentare nostrano, borse di studio per chef italiani under 30 e giornate dedicate alla cucina di qualità promosse dal Coni negli eventi sportivi internazionali, a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016. Gentiloni ha ricordato come l’agroalimentare italiano sia leader in Europa per prodotti di qualità certificata (oltre 800 tra cibo e vini), per un valore complessivo di 13,4 miliardi di euro (e con esportazioni dell’agroalimentare cresciute del 7,4% rispetto al 2014), e come l’Italia sia tra i primi produttori di vino al mondo (48,9 milioni di ettolitri). Ha segnalato inoltre come la Penisola eserciti una forte attrazione sui flussi turistici internazionali (in continua crescita) anche grazie alla fama e al successo riscosso dalla nostra eno-gastronomia e come occorra tuttavia “coniugare questa grande diffusione dell’offerta di cibo italiano con la qualità della nostra cucina”. “L’obiettivo è quindi soffermaci su quanto la cucina italiana sia legata alla nostra identità, sulla qualità e la tradizione dei nostri piatti – ha affermato Gentiloni, rilevando come l’esperienza degli chef – chiamati a raccolta e presenti alla firma di oggi, – ossia la loro capacità di collegare il territorio, la creatività e il valore artigianale, “sia il messaggio che vogliamo portare nel mondo, l’immagine che sempre più dobbiamo dare dell’Italia”. “Il nostro Paese è una grande potenza culturale che ha nella cucina di qualità uno dei suoi elementi fondamentali – conclude il ministro, dicendosi certo che iniziative come quelle della Settimana della cucina italiana potranno divenire centrali nella strategia di promozione di cultura e capacità creative italiane, imitando dunque il modello incarnato dagli chef, capace a sua volta di “fare da traino a tutta una filiera industriale italiana”.
Tra gli chef presenti, già coinvolti in un patto siglato tra istituzioni e mondo della cucina di qualità denominato “Food Act”, sono intervenuti Carlo Cracco, che ha parlato di un “capitolo nuovo” per la valorizzazione della cucina italiana, tema su cui, a suo avviso, “non si è fatto quasi nulla” e insistito sull’importanza del fare squadra e di investire nella formazione dei giovani; Cristina Bowerman, anch’essa sostenitrice di iniziative rivolte alla formazione in Italia di giovani chef e che auspica l’istituzionalizzazione di corsi di cucina curati da chef italiani presso la sedi consolari presenti all’estero; Davide Oldani, che curerà l’alimentazione degli atleti italiani alla Casa d’Italia di Rio de Janeiro, alle prossime Olimpiadi, il quale ha ribadito l’importanza di fare squadra – capacità che si può apprendere proprio grazie allo sport – e sottolineato come “sport, benessere e movimento” siano gli ingredienti del vivere bene cui risulta essenziale una buona nutrizione fatta con prodotti di qualità.
Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, che in questi giorni accompagna il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita in Africa, è intervenuta con un video messaggio in cui segnala come il Protocollo richiami lo spirito di Expo e miri a rafforzare la strategia di promozione della cucina come strumento di internazionalizzazione del Paese, e rileva un rinnovato e accresciuto interesse del mondo nei nostri confronti. “Questo Protocollo avrà durata triennale e prevede lo stanziamento di 1 milione di euro per 50 borse di studio destinate a chef under 30 – ricorda Giannini, insistendo sull’importante investimento in formazione che questa iniziativa prevede.
Infine, il ministro Maurizio Martina rileva come l’importanza dell’azione intrapresa sia testimoniata anche dalla sede scelta per la firma, mentre imputa ad Expo il merito di una riflessione che ha determinato l’avio di un percorso collettivo che culmina oggi con la firma del Protocollo, frutto di una strategia condivisa e dell’ “assunzione di responsabilità da parte del governo” sui temi oggetto dell’esposizione milanese. Anche la promozione di questo settore costituisce oggi “un pezzo di diplomazia italiana – segnala Martina, aggiungendo come “la cucina italiana non costituisca solo un portabandiera della nostra immagine, ma anche un modo importante di valorizzare la nostra presenza nel mondo”. Una valorizzazione che può assumere ben alte dimensioni se “pensiamo ai 250 milioni di italici richiamati nell’ultimo libro di Piero Bassetti – prosegue il ministro, che ritiene in questo modo praticabile “un salto di qualità” della nostra proiezione internazionale. “La cucina è potenziale formidabile per capire la nostra identità, per proiettarci verso il futuro e per dialogare con gli altri – conclude il ministro, sottolineando allo stesso tempo “l’operatività dell’iniziativa” e l’importanza della declinazione da essa assunta in ambito formativo. (Viviana Pansa – Inform)