ITALIANI ALL’ESTERO
Da “America Oggi”
NEW YORK – Licio Isolani, professore del Pratt Institute in pensione, è morto sabato notte al Calvary Hospital di Sunset Park a Brooklyn. Isolani, 83 anni, originario di Volterra, il 18 novembre del 2012 era stato colpito da un ictus e da allora è stato ricoverato in diversi ospedali e case di cura, in base alle sue contingenti condizioni fisiche.
Da circa una settimana i medici avevano sospeso di alimentarlo perché non reggeva liquidi o cibi solidi, per cui le sue condizioni erano terminali. Dal punto di vista clinico, soffriva inoltre di croniche piaghe da decubito e di anemia, fattore che comportava cicliche trasfusioni.
La notizia è stata diffusa da Eleonora Del Federico, professoressa di chimica del Pratt e sua compagna di vita da 15 anni. Del Federico, 50 anni, di origine argentina, ha la curatela legale dei beni del compagno. E proprio su richiesta di Isolani, Del Federico aveva autorizzato la donazione al dipartimento di Matematica e Scienza delle opere primigenie, quelle create fra il 1954 e i primi Anni Settanta.
Il Pratt Institute ha quindi tenuto una mostra dei lavori (9-13 giugno), laddove Isolani aveva iniziato come assistente nel 1964 per assumere la cattedra di scultura sino all’estate del 2012, anno del suo pensionamento, scelta che il professore fece per dedicarsi interamente alla scultura. Tre mesi dopo fu invece colpito dall’ictus.
Dopo il diploma all’Istituto d’Arte di Firenze, Isolani era emigrato a St. Paul (Minnesota) dove scolpiva figure sacre per cimiteri, e dove si è sposato nel 1956. Nel 1960 si trasferì a New York, città in cui nacque la figlia Adriana (1964) e dove divorziò nel 1966. Adriana è giunta ieri per partecipare ai funerali.
La vita di Isolani cominciò a correre parallela tra la produzione artistica e quella accademica. Lavorò a decine di quadri, sculture, installazioni, e alla creazione di prodotti per l’arredamento, che completarono una vivacità artistica a tutto tondo. Prima del Pratt, insegnò a Columbia University, New School for Social Research, Educational Alliance e al Trenton Museum.
Isolani è stato uno degli sperimentalisti della scena artistica cittadina negli Anni Sessanta e Settanta, e non solo a livello accademico. Studiava i nuovi materiali, soprattutto polimeri. Le sue opere erano una presenza costante nelle gallerie d’avanguardia newyorkesi, in musei come il MoMa, in mostre a Parigi (1979), Taiwan (1986, 1994 e 1995), Canada (1993) e, ovviamente, nella sua Volterra, dove vivono la figlia, il fratello Furio e la sorella Giulia.
Nel suo testamento, Isolani ha richiesto alla compagna e alla figlia di disperdere le sue ceneri in cinque luoghi: “All’inizio della Via Sacra nel foro Romano a Roma; nel Foro pompeiano a Pompeii; alle mura Etrusche di Volterra dove costruii il trampolino del progetto Volterra 73; nella cavea del teatro Romano di Valle Bona, Volterra; a Firenze, nello spazio fra la cupola del Brunelleschi e la porta del Paradiso del Giberti, simboli del rinascimento Italiano”. Il professore motiva così il suo desiderio: “Perché io mi sento parte dello spirito creativo di questi momenti della nostra storia e ciò che ha dato al mondo”. (Paolo Tartamella-America Oggi.info/Inform)