SENATO DELLA REPUBBLICA
Fra i punti toccati il rapporto con l’Europa, il reddito di cittadinanza, il patto sociale, la lotta alla corruzione e l’eccellenza dei ricercatori italiani all’estero
“Abbiamo già iniziato a meditare sulle criticità del sistema di voto all’estero e sulla necessità di introdurre misure adeguate a prevenire il rischio che alle votazioni si accompagnino brogli”
ROMA – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato nell’Aula del Senato i punti salienti del programma del nuovo Governo. Nel corso del suo intervento si è anche soffermato sulla riforma del voto all’estero “Il Governo – ha affermato Conte – presterà la dovuta attenzione anche alle legittime istanze che verranno dai parlamentari eletti all’estero. Abbiamo già iniziato a meditare sulle criticità di un sistema di voto e sulla necessità di introdurre misure adeguate a prevenire il rischio che alle votazioni all’estero si accompagnino brogli”.
Il Governo del cambiamento
In apertura della sua relazione il premier ha sottolineato come il ruolo e l’autorevolezza di Governo e Parlamento non possano basarsi esclusivamente sugli altissimi compiti che ad essi assegna la nostra Carta fondamentale. “Vanno conquistati giorno dopo giorno, – ha precisato – operando con disciplina e onore, mettendo da parte le convenienze personali e dimostrando di meritare tali gravose responsabilità. Con questo spirito e questa consapevolezza oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia, a favore non solo di una squadra di Governo, ma anche di un progetto: un progetto per il cambiamento dell’Italia; un progetto che è stato formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare”.
Per Conte inoltre “presentarsi nel segno del cambiamento non è un’espressione retorica o propagandistica, ma una scelta fondata sulla necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia da tempo nel Paese e che ha prodotto, all’esito delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, una geografia del consenso politico completamente inedita. Non esistono più forze politiche che esprimono come un tempo complessive visioni del mondo, che ispirano la loro azione, vale a dire, in base a sistemi ideologici perfettamente identificabili. Il tramonto delle ideologie forti risale a decenni or sono ed è dimostrato dal fatto che gli ultimi Governi hanno promosso iniziative politiche di difficile collocazione, secondo le categorie politiche più tradizionali….. Personalmente, ritengo proficuo distinguere gli orientamenti politici in base all’intensità del riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali della persona”.
Ascolto, esecuzione e controllo
“Dal punto di vista metodologico, – ha proseguito il presidente del Consiglio – la nostra iniziativa si articolerà su tre fronti: l’ascolto, perché prima di tutto vengono i bisogni dei cittadini, e in questo, ovviamente, ci aiuteranno anche il Parlamento e i nuovi strumenti di democrazia diretta che il contratto si propone di introdurre; l’esecuzione, perché vogliamo essere pragmatici: se una norma, un ente o un istituto non funzionano è giusto abolirli; se funzionano, è giusto potenziarli; se mancano, è giusto crearli. Vi è poi il controllo: i provvedimenti che adotteremo hanno obiettivi che devono essere raggiunti; saremo i primi a monitorare, con severità e rigore, la loro efficacia, intervenendo immediatamente con le necessarie correzioni. Ascolto, esecuzione e controllo saranno i tre pilastri dell’azione di Governo nel segno della piena trasparenza”.
Reddito di cittadinanza, patto sociale e lotta alla corruzione
Conte ha poi evidenziato come i cittadini italiani abbiano diritto ad un salario minimo orario, a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, nonché a una pensione dignitosa e a pagare in maniera semplice tasse eque. Il premier ha poi rilevato l’esigenza di mettere fine al business dell’immigrazione; di combattere la corruzione con metodi innovativi, ad esempio con l’introduzione del DASPO per corrotti e corruttori e con l’introduzione dell’agente sotto copertura; di creare un Paese a misura dei cittadini diversamente abili e di rescindere il legame tra politica e sanità, per rendere quest’ultima finalmente efficiente su tutto il territorio nazionale.
“Vogliamo costruire – ha continuato Conte – un nuovo patto sociale, trasparente ed equo, fondato sulla solidarietà, ma anche sull’impegno, consapevoli che solo con la partecipazione di tutti allo sviluppo del Paese potremo garantire un futuro di prosperità anche ai nostri figli. Vogliamo dare voce ai tanti giovani che non trovano lavoro, a quelli che sono costretti a trasferirsi all’estero e a quelli che rimangono qui inattivi, che si rinchiudono in se stessi e si avviliscono. In un caso come nell’altro, finiamo per dissipare preziose risorse dello Stato”.
Scenari internazionali e Europa
“In materia di scenari internazionali, mercati e sicurezza, – ha proseguito Conte – intendiamo preliminarmente ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato, tradizionalmente privilegiato. Ma attenzione! Saremo fautori di una apertura verso la Russia. Una Russia che ha consolidato, negli ultimi anni, il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa. In materia di Europa, l’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati.,,, L’Europa – ha aggiunto il premier – è la nostra casa; è la casa di noi tutti. Quale Paese fondatore, noi abbiamo pieno titolo di rivendicare una Europa più forte e anche più equa, nella quale l’Unione economica e monetaria sia orientata a tutelare i bisogni dei cittadini per bilanciare più efficacemente i principi di responsabilità e di solidarietà”.
Lotta ai privilegi
Conte si è poi soffermato sulla necessità sia di ridurre gli sprechi ed i privilegi della politica, intervenendo anche sulle pensioni superiori ai 5000 euro netti mensili, sia di lavorare per la semplificazione e la riduzione dei processi e l’abbassamento dei costi di accesso alla giustizia. Previsto inoltre un inasprimento delle pene per il reato di violenza sessuale, oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime, e una riforma della prescrizione. Conte ha anche annunciato sia un rafforzamento e un’estensione della norma sul conflitto di interessi, sia l’introduzione di un sostegno al reddito delle famiglie disagiate, condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo. Un’iniziativa che verrà preceduta dal rafforzamento dei centri per l’impiego e accompagnata dall’introduzione di una pensione di cittadinanza per i pensionati più poveri.
Immigrazione
Per quanto poi riguarda l’immigrazione Conte ha annunciato che chiederà all’Europa il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e di realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo. In questo ambito è stata anche rilevata la necessità di riorganizzare e rendere efficiente il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici. Conte ha anche parlato dell’esigenza di una riforma fiscale, basata sulla flat tax, e che preveda anche il carcere per i grandi evasori.
Ricercatori italiani nel mondo
“In materia di ricerca scientifica – ha affermato il premier – siamo orgogliosi che nei prossimi giorni ben undici giovani tra ricercatrici e ricercatori italiani saranno insigniti, alcuni per la seconda volta, con il prestigioso riconoscimento che li individua tra i migliori del mondo per i lavori condotti nella ricerca sul cancro. Spiace però constatare che molti di loro, al pari di tanti colleghi che si fanno onore a livello globale nei diversi settori della ricerca scientifica, siano stati costretti ad abbandonare il nostro Paese per operare in università e centri di ricerca stranieri. Le nostre scuole, le nostre università sono in grado di formare eccellenze, assolute eccellenze in tutti i settori, anche se purtroppo non siamo in grado di mantenerle e trattenerle nel nostro Paese e questo è un grave deficit culturale, oltre che economico. Vogliamo invertire la rotta, ce la dobbiamo fare, ce la dobbiamo mettere tutta, offrendo ai migliori dei nostri ricercatori e anche a quelli stranieri concrete possibilità di proseguire le proprie attività nel nostro Paese, formando altri scienziati e insieme trasferendo il frutto del loro lavoro nel nostro tessuto economico e produttivo, non nel tessuto altrui… Occorre – ha poi aggiunto Conte – rimettere in moto in maniera corale tutte le molteplici energie positive del nostro Paese, restituire vitalità all’industria, specialmente esportatrice, al tessuto delle innumerevoli piccole medie e imprese nell’ambito del commercio, dei servizi e dell’artigianato, alle cooperative autentiche, al mondo agricolo, alle sue filiere che promuovono il made in Italy nel mondo, alle banche trasparenti al servizio dell’economia reale”. (Inform)