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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto sull’ordine del giorno sulla Conferenza sul futuro dell’Europa è intervenuta in Aula anche Laura Garavini (Italia viva, ripartizione Europa): “riaprire il cantiere per una nuova costituzione europea”

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

(fonte immagine Senato)

ROMA – Nell’ambito delle dichiarazioni di voto espresse in Senato sull’ordine del giorno relativo alla Conferenza sul futuro dell’Europa è intervenuta anche Laura Garavini (Italia viva), eletta nella ripartizione Europa, che ha segnalato come dai lavori preparatori della Conferenza sono arrivate tante “idee piene di entusiasmo e voglia di concorrere a delineare i futuri orizzonti dell’Europa” e che “testimoniano l’ambizione delle europee e degli europei di essere parte attiva all’interno di una realtà alla quale sentono di appartenere”.

“Il tema che ha registrato il più alto livello di trattazione è quello della democrazia europea, segno che la Conferenza calamita un forte senso di appartenenza delle cittadine e dei cittadini dell’Unione, al punto da volerne mettere maggiormente in sicurezza le regole democratiche e di partecipazione. La Conferenza – prosegue Garavini – si è configurata sostanzialmente come una grande lobby dal basso, realizzata attraverso eventi e dibattiti in tutta l’Unione e a tutti i livelli – europeo, nazionale, transazionale e regionale – con oltre 40.000 contributi, più di 200 cittadini per ogni panel dai diversi Stati membri, un terzo dei quali giovani tra i sedici e i venticinque anni. Si tratta insomma di un percorso davvero virtuoso, che ha visto anche l’Italia protagonista attiva, convinta sostenitrice della Conferenza come strumento per coinvolgere la gente nella costruzione di una visione per il domani dell’Unione europea”.

“Adesso che la Conferenza volge al termine, serve dunque uno sforzo importante per dare un seguito alle conclusioni finali, scaturite da questo corale coinvolgimento della cittadinanza – afferma la senatrice, auspicando la realizzazione di una “Convenzione costituente, che rafforzi il processo di integrazione europea”, una nuova fase costituente, a 15 anni di distanza dal Trattato di Lisbona, che “consenta di riaprire il cantiere per una nuova costituzione europea, così da pervenire a una riforma dei trattati”. “L’obiettivo – chiarisce Garavini – è quello di costruire una vera federazione europea, organizzata in modo decentrato, secondo il principio di sussidiarietà, coinvolgendo i territori locali e, al tempo stesso, anche secondo il principio di proporzionalità, con il costante rispetto dei diritti fondamentali”.

“Innanzitutto – sostiene la senatrice – bisogna rafforzare il Parlamento europeo, assegnandogli un vero potere legislativo, che dia molto più peso all’unico organo democraticamente eletto. Bisogna poi abolire il voto all’unanimità all’interno del Consiglio europeo, togliendo così modo ad alcuni Stati di boicottare le decisioni che l’Europa intende intraprendere. Allo stesso modo, è necessario riconoscere all’Unione europea la possibilità di imposizione fiscale e una capacità fiscale autonoma, così da aumentare il budget a sua disposizione, in modo da poter realizzare possibili investimenti pubblici europei e politiche solidali tra gli Stati, attraverso l’istituzione di un vero Ministro del tesoro europeo. Contemporaneamente, vanno rafforzati gli strumenti di condivisione dei rischi, pervenendo al completamento di un’unione bancaria e di un’unione fiscale, così come va adeguato il Patto di stabilità e crescita, facendo riferimento alla situazione attuale e dando priorità a crescita e sviluppo”.

Per la senatrice vi è la necessità di “perseguire un’autonomia strategica dell’Europa in diversi ambiti, trasferendo competenze dai singoli Stati all’Unione europea”, e cita tra tali ambiti quello “della salute, della difesa, della politica estera, della sicurezza, dell’approvvigionamento energetico, dell’import di materie prime e semiconduttori, così come pure della politica industriale, della tecnologia digitale e della cyber security”.

“Bisogna poi ridisegnare le politiche migratorie dell’Unione europea, modificando il regolamento di Dublino, così come bisogna condizionare l’appartenenza all’Unione europea allo Stato di diritto – prosegue Garavini, che ritiene una priorità anche la modifica del sistema elettorale per l’elezione del Parlamento europeo, “prevedendo liste transnazionali e un sistema di candidati capofila”, così come l’elezione diretta della Presidenza della Commissione.

“Le crisi degli ultimi tre anni, legate prima alla pandemia e poi allo scoppio della guerra, hanno rappresentato per l’Unione europea un’opportunità per fare passi avanti consistenti. Sono ottimista che siano possibili ulteriori e imminenti sviluppi, così da avere un’Europa che non si limita a stare nel mezzo, perché non vuole rimanere schiacciata, ma è decisa ad essere interprete e guida dei nuovi equilibri internazionali, così che questi continuino ad essere ispirati ai valori di democrazia e libertà – ha concluso Garavini. (Inform)

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