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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nel nuovo numero di “Prima di tutto italiani”, mensile curato dal Ctim

ASSOCIAZIONI

Il fondo di Roberto Menia: “Il politicamente corretto? Non sconfigge l’Isis”

ROMA – Sul nuovo numero di “Prima di tutto italiani”, mensile curato dal Ctim, il fondo di Roberto Menia sulla fenomenologia dell’Isis intitolato: “Il politicamente corretto? Non sconfigge l’Isis”.

Per Menia è giusto rispedire al mittente il suggerimento di annullare il Giubileo, dopo i fatti di Parigi. “Non solo maledetti quelli che uccidono in nome di un dio, ma soprattutto – scrive Menia – guai per noi ad arretrare. Anche se Roma, la nostra Roma, potrebbe essere un bersaglio, e lo sappiamo da tempo. Deve vincere il coraggio contro la paura, la fede contro la follia, l’identità contro il nulla, la vita contro la morte. La nostra risposta, quella dell’Italia e dell’Europa all’aggressione islamista richiede l’adozione di una strategia di alto profilo. È in gioco il futuro delle società europee, e occorrono pensieri lunghi”.

L’invito è dunque ad una “visione lungimirante” e “una grande risposta culturale”. “Bisogna comprendere che è dovere di tutto il mondo libero e civile annientare l’Isis e non si deve aver paura di creare per davvero una grande coalizione, fino ad oggi mai vista, che unisca Europa, Usa, Russia, Paesi Arabi. Ed è questa una guerra da vincere non solo sul terreno laggiù, ma anche a casa nostra – scrive ancora il segretario generale del Ctim, secondo cui “la politica di oscuramento della cultura e delle tradizioni europee non favorisce l’integrazione e lo scambio interculturale, ma ottiene al contrario l’effetto perverso di rendere più persuasiva la predicazione dell’integralismo islamico”.

“Se gli europei non credono ai loro valori e alla loro cultura, perché i musulmani dovrebbero sforzarsi di rivedere i loro codici morali e civili? – si domanda Menia, che dice “basta” a “certo politicamente corretto, per cui si tolgono i crocifissi dalle scuole per non dar fastidio ai bimbi d’altra religione, per cui è disdicevole far cantar loro Tu scendi dalle stelle”.

“Riconquistiamo il coraggio della nostra identità, italiana, europea, cristiana; facciamolo per noi e per i nostri figli. E avremo fatto cosa buona e giusta – conclude il segretario generale. (Inform)

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