ZURIGO – Molti si ricorderanno del dibattito interno al Partito Democratico (ma non solo) che vi fu nell’autunno 2011, dopo le dimissioni del governo Berlusconi, tra coloro che sollecitavano subito nuove elezioni, convinti (dai media e dai sondaggi) di una vittoria schiacciante del Pd, e quelli che, invece, ritenevano una follia le elezioni anticipate poiché, in quel momento, a loro avviso, avrebbero contribuito a far fallire definitivamente l’Italia facendogli fare la fine della Grecia. Nel Pd prevalsero la saggezza ed il senso dello Stato di Pierluigi Bersani, su quello egoistico di partito, e si arrivò così al governo di Mario Monti, patrocinato dallo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e sostenuto da una maggioranza, definita “strana” dai media, composta da PdL, Udc e Pd. Un governo, quello di Mario Monti, che, poi, salvando il Paese dal baratro (pur tra molti sacrifici degli italiani e roventi polemiche), ci ha portato alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio ma con una situazione politica del tutto cambiata rispetto a quindici mesi orsono.
Infatti, mentre nel novembre 2011 tutti i sondaggi ed i media davano per vincente il Pd, avvicinandoci sempre più alla scadenza elettorale e con il ritorno in campo, dopo oltre un anno sabbatico, di Silvio Berlusconi, oggi, alla vigilia delle elezioni, il risultato elettorale è di nuovo in bilico ed i più ottimisti ritengono vincente il Pd alla Camera del Deputati ma non al Senato, riportando indietro l’orologio alla situazione che si ebbe con le elezioni del 2006, quando l’allora governo Prodi era condizionato dal voto del senatore Pallaro, eletto in una sua lista civica in America Meridionale, e da quello dei senatori a vita.
Un risultato incerto, quello che si paventa per il 24 e 25 febbraio, dovuto, più che al prevedibile successo del Movimento 5 Stelle (M5S) di Grillo, al recupero di voti del PdL dopo la nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi con le sue nuove (sic!) promesse elettorali rivolte agli italiani, cioè alla pancia degli italiani e che si possono condensare in un paio di slogan: l’uno “meno tasse” e l’altro “più condoni”. Promesse da marinaio? Favole? Certamente! Innanzitutto perché la situazione economica del Paese è ancora a rischio e, per il momento, c’è ben poco da sperare in meno tasse e più condoni; in secondo luogo perché Silvio Berlusconi, avendo calcato la scena politica italiana negli ultimi vent’anni, con responsabilità di primo piano, molte delle sue promesse le aveva già fatte, e non mantenute, in passato e delle altre poche, che aveva realizzato (per esempio, su l’ICI), se ne sono visti i guasti prodotti dalle condizioni economiche fallimentari in cui si è ritrovato il Paese quando egli ha dovuto passar la mano al governo Monti.
Tuttavia, se prendiamo per buoni i sondaggi più recenti che indicano una rimonta del PdL, è evidente che le promesse da marinaio e le favole raccontate dal Cavaliere piacciono, e molto, a gran parte degli italiani come, per esempio, la promessa della restituzione dell’IMU. Una vera chicca elettorale di Silvio Berlusconi, quest’ultima, che, dopo averla reclamizzata in tutte le reti televisive italiane, è stata anche oggetto di una sua lettera inviata a ben nove milioni di famiglie italiane (tra cui anche al sottoscritto). Una lettera, talmente ben fatta e simile ad una comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, da trarre in inganno molti dei destinatari che subito si sono affrettati ad andare a chiedere il rimborso dell’IMU versata lo scorso anno.
Bene, quando si conosceranno già i risultati delle elezioni e potremo renderci conto di quale effetto politico concreto avranno avuto tutte queste promesse elettorali di Silvio Berlusconi. Certo che le prospettive per il centrosinistra non sono rosee se è vero quanto ha affermato, anche nei giorni scorsi, il più noto linguista italiano vivente, Tullio De Mauro, in un’intervista a “Il Fatto quotidiano” e cioè che “più della metà degli italiani ha difficoltà a comprendere l’informazione scritta e molto anche quella parlata”, aggiungendo, a proposito delle imminenti elezioni politiche, che molti italiani “sono spinti a votare più con la pancia che con la testa”. Poiché nessuno è perfetto e tutti ci si può sbagliare, Bersani ed il centrosinistra possono solo sperare che, in questa occasione, il professor De Mauro abbia preso una bella cantonata, altrimenti… (Dino Nardi*/Inform)* Comitato di presidenza del CGIE