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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Napolitano: “La Resistenza fu un grande moto civile e ideale ma innanzitutto popolo in armi”

ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

“Fanno onore all’Italia i nostri due Marò a lungo ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla loro Patria”

ROMA –  Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha aperto le celebrazioni del 25 aprile, 69° anniversario della Liberazione, con la deposizione di una corona di alloro all’Altare della Patria. Si è poi svolto al Quirinale l’incontro con le rappresentanze delle Associazioni combattentistiche, d’arma e partigiane.

“La Resistenza fu un grande moto civile e ideale ma innanzitutto popolo in armi”, ha affermato Napolitano nel suo intervento, rilevando poi l’importanza dell’apporto che l’Italia e l’Unione europea sono chiamate a dare unendo le forze anche nel campo della difesa e della sicurezza. “Nessuna delle missioni europee e internazionali che sono risultate efficaci – ha aggiunto -, dal Kossovo al Libano, per produrre effetti di stabilizzazione e di salvaguardia della pace, sarebbe stata possibile senza il supporto delle Forze Armate dei nostri paesi”.

“Dobbiamo dunque procedere – ha detto il capo dello Stato – nella piena, consapevole valorizzazione delle Forze Armate che continuano a fare onore all’Italia. E desidero non far mancare una parola per come fanno onore all’Italia i nostri due Marò a lungo ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla loro Patria. Dobbiamo procedere in un serio impegno di rinnovamento e di riforma dello strumento militare, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di processi di integrazione al livello europeo. Potremo così soddisfare esigenze di rigore e di crescente produttività nella spesa per la Difesa, senza indulgere a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenze verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni demagogiche antimilitariste”.

“In questo impegno, e nella riflessione che lo sostiene – ha concluso Napolitano -, attingiamo certamente alla lezione e all’esempio della Resistenza, dando anche questo senso profondamente attuale alla celebrazione del 25 aprile”. (Inform)

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