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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mons. Pizziol: il valore dell’accoglienza

CHIESA ITALIANA

 

VICENZA – “Come Chiesa, come cristiani, come persone umane non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze di tanti uomini e donne: dalle emergenze umanitarie in molte zone del mondo alle violenze terroristiche perpetrate a spese di gente innocente. In particolare ricordiamo i continui e tragici attraversamenti in mare, tra le coste nord africane e quelle italiane, di uomini e donne disperati, in fuga di situazioni ancora più disperate”.

A scriverlo è il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, nel messaggio alla diocesi in occasione della Pasqua e nel quale invita a “cogliere nell’accoglienza la grazia, l’opportunità e la possibilità di crescere umanamente”.  La lettera, “La Luce del Risorto sulle nostre paure”, parte dall’invito di papa Francesco ad essere testimoni di misericordia, ricorda i cristiani perseguitati per la loro fede e torna sui temi dell’accoglienza ai migranti e a tutti coloro che, in modo diverso, versano in situazioni di necessità.

“In un mondo – scrive mons. Pizziol –  che ormai si è stabilizzato in una struttura globalizzata, tutti questi eventi non ci lasciano indifferenti e non possono non toccarci nel nostro essere e dirci cristiani. Dinnanzi a grandi mutamenti sul piano globale, siamo chiamati a dare una nostra risposta a livello locale per non essere irresponsabili di fronte all’umanità”. “Non siamo – aggiunge – ingenui e nemmeno buonisti. Sappiamo bene i rischi che l’apertura comporta, ma conosciamo ancor meglio l’opportunità che essa reca con sé”. Per mons. Pizziol “l’accoglienza non s’improvvisa, ma va educata, preparata, stimolata”. Prima di tutto “si educa all’accoglienza: per questo essa va tenuta presente in tutti quei luoghi dove educhiamo e Formiamo”. In secondo luogo “l’accoglienza e l’ospitalità vanno preparate: non si improvvisano, ma vanno curate cercando di trovare strutture adeguate, dialogando con gli organi civili competenti, raccogliendo le risorse e le energie disponibili”. Infine, “l’accoglienza e l’ospitalità vanno esercitate. Come tutte le dinamiche sociali esse non vengono ‘naturali’, ma, appunto, devono essere allenate, stimolate, incoraggiate. Non si finisce mai di essere accoglienti e ospitali, perché ci saranno sempre poveri da accogliere”. (Migrantes online /Inform)

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