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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mons. Perego: Le morti in mare richiamano la responsabilità dell’accoglienza

FONDAZIONE MIGRANTES

 

ROMA – “Morte e vita si sono affrontati in un prodigioso duello”. La morte di decine di persone nel Mediterraneo e il salvataggio di una bimba orfana del Camerun sulla nave della Marina militare ci ricordano e attualizzano il passaggio della sequenza pasquale. E’ una lotta che certamente, per la speranza cristiana, avrà come esito la vita, ma che chiede impegno e responsabilità”.

E’ quanto afferma oggi mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes dopo i recenti naufragi che hanno causato la morte di decine di persone. “La crescita esponenziale della vendita di armi da parte dei paesi europei – aggiunge il sacerdote – un piano Marshall per l’Africa che stenta a partire, i corridoi umanitari non lasciati alla buona volontà di qualcuno, ma  organizzati da tutti i paesi europei e da altri paesi del mondo, in forza di un diritto internazionale  che già li prevede, un’operazione nel Mediterraneo che non controlla fin dalla partenza i viaggi delle imbarcazioni nel Mediterraneo, un sistema di accoglienza non diffuso nei Paesi europei, un permesso di soggiorno per protezione umanitaria negato  a tutti coloro che sono arrivati  in Europa nel 2014 e nel 2015 e che attendono da oltre un anno e mezzo un permesso nei centri o che sono stati più volte rimandati da un paese all’altro, in attesa che si possa realmente e concretamente – grazie al piano Marshall per l’Africa – offrire condizioni per un rimpatrio assistito, sono gli atti di responsabilità che mancano all’Europa e che  faranno ulteriormente crescere le morti nel Mediterraneo nei prossimi mesi, anche di numerosi bambini,  e alimenteranno sfruttamento, violenze, oltre che la ricchezza dei trafficanti di esseri umani”.

Nelle comunità cristiane – sottolinea il direttore Migrantes – “siamo chiamati ad alimentare, dopo l’appello di papa Francesco e il vademecum dei Vescovi italiani, una corretta informazione sulle storie di chi sbarca sulle nostre coste, per evitare letture distorte e false che alimentano  paure e discriminazioni; esperienze di accoglienza diffusa, in parrocchia e famiglia, che  si aggiungono  ai circa 2.000 luoghi accoglienza che ospitano nelle strutture ecclesiali oltre 23.000 persone; 1000 microprogetti che possano dare una segno chiaro e concreto di cooperazione allo sviluppo  nei Paesi di origine delle persone migranti che sbarcano sulle nostre coste. A tutto questo si aggiunga una nuova storia di ‘obiezione di coscienza alle armi’, a fronte di chi alimenta paura e sicurezza solo attraverso muri e armi diffuse. Dalla responsabilità di ciascuno per la pace e per la giustizia, per l’accoglienza e la cooperazione rinasce la democrazia in Europa e si prepara il futuro. Per l’Italia, Lampedusa, Pozzallo, Augusta e tutti i porti devono diventare una ‘porta aperta’ e non un luogo chiuso (hot spot) per salvare, accogliere e tutelare  le vittime di conflitti, di disastri ambientali, di tratta e violenza” conclude mons. Perego. (Inform)

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