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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Mons. Perego: i morti di Rignano chiedono legalità e tutela dei lavoratori migranti sfruttati

FONDAZIONE MIGRANTES

 

ROMA – I nuovi morti nel ghetto di Rignano ricordano il “dramma” di 400.000 lavoratori “sfruttati non solo nel mondo del lavoro agricolo,  ma anche in altri comparti lavorativi, per i quali oltre a una non giusta retribuzione, alla non contribuzione,  si aggiunge anche il diritto negato a un’abitazione idonea”.
E’ quanto afferma mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, dopo la morte di due immigrati del Mali in un incendio che si è sviluppato all’interno del ‘Gran ghetto’, che si trova nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, in Puglia.

Per il direttore dell’organismo pastorale della Cei queste morti “rilanciano la necessità di una riforma della legge sull’immigrazione, con l’attenzione a creare canali legali d’ingresso per i lavoratori, attraverso un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro che faccia incontrare da subito domanda e offerta di lavoro”. A fronte,  inoltre, di numerosi dinieghi in atto nei confronti dei richiedenti asilo giunti nel nostro Paese in questi ultimi anni “sarebbe anche importante – aggiunge mons. Perego –  per non alimentare ulteriormente l’esercito di lavorati sfruttati, garantire un permesso di protezione umanitaria per chi è presente in Italia da almeno un anno, ha iniziato un percorso di alfabetizzazione, ha scelto di fare lavori socialmente utili o ha già un contratto di lavoro”. La “drammaticità” della situazione, che potrebbe “aggravarsi” nei mesi estivi – conclude il direttore Migrantes – richiede “una urgente decisione politica che va nella direzione della legalità e della sicurezza dei migranti e del Paese”. (Raffaele Iaria – Migrantes online /Inform)

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