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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Missionaria in terra d’Uruguay . La vita di laboriosità della suora salesiana Margherita Balla (1929-2012) a Montevideo

ITALIANE ALL’ESTERO

Storia emblematica di una religiosa di Santo Stefano Roero, tra i tanti emigrati piemontesi nel paese latinoamericano

 

 

Una vita dedicata agli altri, in terra uruguaiana. La storia di suor Margherita Balla, nata a Santo Stefano Roero (Cn) il 4 giugno 1929, è emblematica della laboriosità dei piemontesi che hanno vissuto in Uruguay, destinazione scelta da ben 90 mila immigrati italiani all’incirca tra il 1880 ed il 1930: in gran parte piemontesi, liguri, napoletani, veneti e siciliani.

“Suor Margherita Balla – spiega la scrittrice Orsola Appendino, studiosa dell’emigrazione dei piemontesi nel mondo – fu una delle tante donne missionarie partite dal nostro Piemonte per l’America Latina. Salesiana, dopo una vita di servizio mancò il 2 settembre 2012 nella casa “Madre Maddalena Promis” di Las Piedars, in Uruguay”.

I primi immigranti italiani arrivati nelle terre dell’Uruguay furono di origine genovese, piemontese, napoletana, veneta e siciliana. Nella prima metà dell’Ottocento Giuseppe Garibaldi partecipò alle guerre per l’indipendenza dell’Uruguay. Nell’area del Río de la Plata, molti uruguaiani si unirono ai patrioti di origini italiana e fondarono il movimento politico “Corrente Garibaldina”. Lo testimoniano tanti monumenti in onore all’“eroe dei due mondi”, che sorgono in terra uruguaiana, oltre ad un corso a lui intitolato nella capitale Montevideo.

Non è dunque un caso se discendenti di immigrati italiani abbiano rivestito importanti cariche politiche, tra cui José Serrato, presidente dell’Uruguay dal 1923 al 1927: la sua famiglia era originaria di Giustenice, nel Savonese. In tempi più recenti, la carica di presidente (dal 1985 al 1990 e dal 1995 al 2000) fu ricoperta da Julio María Sanguinetti Coirolo, anch’egli di origini liguri, di Chiavari (Genova).

In questo Uruguay molto legato al nostro paese, approdò suor Balla. “Margherita, vero fiore di campo, nacque in una famiglia umile, ma ricca di fede e di preghiera – spiega la scrittrice Appendino, citando un ricordo scritto dall’ispettrice dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, suor Maria Inés -. Il Signore donò ai genitori otto figli, dei quali Margherita era la quinta. Un giorno, disse alla mamma che le piaceva molto stare nella casa del Signore. Lavorò in campagna e, nei tempi difficili della seconda guerra mondiale, tutte le mattine andava a lavorare in una fattoria vicina, per guadagnare qualcosa per aiutare la numerosa famiglia”. Il distacco da Santo Stefano Roero e dalla sua famiglia costò molto a suor Balla, ma £la scelta del Signore fu più forte e radicale. Iniziò il Postulato il 31 gennaio a Torino. Dopo la professione, avvenuta a Pessione (Chieri) il 5 agosto 1952, venne inviata alla Casa generalizia di Torino, dove fu assistente e studente e dove maturò la sua vocazione missionaria. Il 17 settembre 1953 partì per l’Uruguay. Venne accolta a Montevideo nell’istituto Maria Auxiliadora, che in quel tempo era Casa ispettoriale, collegio, liceo, infermeria e aspirantato”.

A suor Margherita venne affidata la dispensa e si occupò anche di oratorio, con grande dedizione. Nel 1964 fu tra le fondatrici della comunità di Manga, addetta alla casa di formazione del Confratelli Salesiani di Montevideo: “C’era molto da fare, oltre ad affrontare una grande povertà e precarietà, ma suor Margherita non si lamentava mai. I Salesiani di quell’epoca la ricordano con grande riconoscenza”.

Nel gennaio 2006 ebbe la soddisfazione di abbracciare il fratello Paolo Balla, che con la moglie Mariuccia, da Pralormo (To), attraversò l’Atlantico per farle visita a Montevideo. Suor Balla ritornò anche in patria, per incontri formativi a Torino ed a Roma, “manifestando sempre affetto filiale e riconoscente verso le superiore”. Poi la salute poco a poco si indebolì, per cui venne trasferita alla casa di riposo “Madre Maddalena Promis” di Las Piedras. Conservò la lucidità sino agli ultimi suoi giorni ed il 5 agosto del 2012, meno di un mese prima di morire, partecipò alla celebrazione dei 140 anni di fondazione dell’Istituto e dei suoi 60 anni di vita religiosa. (Renato Dutto-Piemontesi nel Mondo n.4 del 16 aprile 2021*/Inform)

*Pagina di “Piemonte Newsletter” della Regione realizzata in collaborazione con l’Associazione Piemontesi nel Mondo

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