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Mimmo Azzia (Sicilia Mondo): “Anche i siciliani che vivono fuori esprimono vicinanza e solidarietà a Lampedusa”

ASSOCIAZIONI
Mimmo Azzia (Sicilia Mondo): “Anche i siciliani che vivono fuori esprimono vicinanza e solidarietà a Lampedusa”
CATANIA – Lampedusa, con il suo spettacolo di morte, ha scosso le coscienze e l’indifferenza del mondo.
Angosciati i siciliani. Lo ha telefonato un ottantenne di Brooklyn dicendo che aveva pianto e che tutta la famiglia era ancora sconvolta dopo aver visto quell’ecatombe di donne e bambini che annegavano.
Da Melbourne, un altro corregionale ha chiesto a Sicilia Mondo di scrivere una lettera di solidarietà ai lampedusani da parte dei siciliani di Australia.
Un altro ancora per dire che era commosso ma che si sentiva orgoglioso di aver visto la gara di solidarietà dei lampedusani e degli altri siciliani che soccorrevano in mare donne, bambini e uomini stremati, portandoli a braccia sulla spiaggia. Mentre altri facevano una catena umana per sostenerli.
La verità è che la parola emigrazione ha lasciato nei siciliani, in quelli che stanno fuori ma anche in quelli dell’Isola, una ferita profonda mai completamente ricucita.
Ancora oggi, l’emigrazione viene associata alla tragedia, al dolore, allo sradicamento e alla lontananza. Mai dimenticate. E’ entrata nel DNA dei siciliani, in termini di sensibilità e di soccorso, in modo particolare nei confronti di chi fugge dalla povertà, chiede asilo o cerca libertà.
Non per niente una famiglia siciliana su quattro ha avuto o ha un familiare emigrato.
Per la generosità con la quale si sono mobilitati i suoi abitanti, Lampedusa meriterebbe veramente il Nobel della pace. Lo hanno visto tutti.
Simbolicamente, Lampedusa chiama in causa le responsabilità dei Governi che si sono succeduti nel tempo, la sordità equivoca dell’Europa per la endemica sottovalutazione del fenomeno, per le leggi sbagliate, per la indifferenza del passato, davanti allo scenario di morte che si consuma nel Mediterraneo. Ancora oggi più di ieri, di avanti ieri, come negli anni passati.
Emblematica, ma soprattutto storica, la parola “Vergogna” e l’anatema sulla “globalizzazione della indifferenza” di Papa Francesco su una immane tragedia umana che si consuma sotto gli occhi di tutti.
La dimensione ed il crescendo di morte del Mediterraneo ha toccato, finalmente, la sensibilità del Governo italiano che proprio in questi giorni ha fatto partire l’operazione militare chiamata “Mare nostrum” per monitorare e soccorrere con navi ed elicotteri i disperati che sfidano la morte pur di ritrovare la libertà sulle spiagge dell’Europa.
Anche l’Unione europea, dopo la visita di Barroso a Lampedusa, ha inserito l’emergenza “immigrazione” nella Agenda del Governo europeo.
Non sarà certamente Sicilia Mondo ad indicare le soluzioni. Ce ne sono già troppe ed in buona parte credibili.
In tutti l’auspicio che si passi dalle parole ai fatti affinché lo scenario di morte di Lampedusa “non abbia più a ripetersi”.
Una società civile e democratica non può rimanere inerte davanti a chi chiede il diritto alla vita ed alla dignità. Non deve avere paura dello straniero che arriva.
Con queste brevi riflessioni, che ovviamente restano invisibili davanti ai problemi della immane tragedia di Lampedusa, Sicilia Mondo intende egualmente rappresentare e farsi portavoce della angoscia che ha attraversato le Associazioni ed i siciliani di tutte le parti del mondo.
Sono sentimenti e tensioni e quindi valori permanenti non di poco conto e che Sicilia Mondo intende esprimere, in termini di vicinanza e di solidarietà, ai rifugiati che hanno perduto in mare i loro cari, ai lampedusani, ai militari ed a quanti hanno dato la generosità del loro soccorso.
Sentimenti e valori senza confine, consolidati dalla adesione a Sicilia Mondo di oltre due generazioni di Associazioni e di siciliani che vivono in tutti i continenti. (Mimmo Azzia* -Inform)
* Presidente di Sicilia Mondo
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