SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – Il prossimo 11 agosto sarà il centesimo anniversario della promulgazione della legge che ha disposto la traslazione all’Altare della Patria della salma del Milite ignoto: un atto solenne voluto dal Parlamento per onorare la memoria dei 651.000 soldati italiani caduti durante la Prima guerra mondiale. “Il loro sacrificio è testimonianza di alcune delle pagine più drammatiche della nostra storia: pagine di coraggio, pagine di eroismo e altruismo, di cui sono stati protagonisti i nostri soldati, così come delle loro umane paure, delle angosce e delle frustrazioni che nelle trincee di confine accompagnavano lo scoppio di ogni colpo di artiglieria. Pagine scritte con il sangue di tanti giovani che hanno affrontato gli orrori della guerra e con il dolore di genitori, mogli e figli che non li hanno visti tornare a casa, e a cui troppo spesso è stata perfino negata l’intima pietà di una tomba o di una lapide su cui piangere o deporre un fiore. Nel tempo, le spoglie di quel giovane milite senza nome sono diventate il simbolo del grande cuore di tutti gli italiani in divisa, che hanno perso la vita in guerra o in missione ovunque nel mondo; donne e uomini di ogni generazione che hanno difeso con orgoglio, incrollabile senso del dovere e instancabile dedizione, la Patria e i suoi valori; valori che oggi sono le fondamenta di una Nazione libera e dialogante”, ha affermato il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama. “Un Paese che crede fermamente nella pace come bene comune da proteggere contro ogni forma di violenza o di prevaricazione; un Paese che non dimentica e che, in questo solenne centesimo anniversario, onora i suoi martiri con iniziative meritorie e di valore, come l’idea di riconoscere la cittadinanza onoraria al milite ignoto da parte di tutti i Comuni d’Italia, come il Treno della memoria, che il prossimo 28 ottobre partirà da Aquileia per giungere a Roma il 4 novembre, unendo ancora una volta il Paese in un nuovo viaggio simbolico, sulle orme di quello che un secolo fa portò le spoglie del milite ignoto fino all’Altare della Patria. Soprattutto un Paese che racconta, spiega, tramanda la propria storia alle generazioni di oggi e a quelle di domani, perché si facciano anch’esse messaggere di una memoria che è parte della loro identità culturale, oltre che una guida preziosa per costruire un futuro migliore, perché comprendano davvero l’inestimabile ricchezza di un patrimonio di principi, tutele e garanzie individuali e collettive che è frutto anche di grandi sofferenze e sacrifici di vite umane”, ha concluso Casellati. (Inform)