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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Migrazioni internazionali a un bivio: seminario italo-tedesco della Filef a Orvieto

IMMIGRAZIONE

 

ORVIETO – Si è svolto ieri ad Orvieto un seminario italo-tedesco organizzato da Filef nazionale, Filef Basilicata e dal Circolo “Carlo Levi” di Berlino sul tema delle migrazioni internazionali. Nell’ambito dell’incontro, a cui hanno preso parte 30 operatori sociali tedeschi in tour nel centro Italia con un programma di incontri organizzato del Circolo Levi in collaborazione con la Volkhochschule di Berlino-Charlottenburg, sono state messe a confronto – segnala Emigrazione Notizie – la situazione italiana e tedesca e presentate alcune significative esperienze tra cui quella realizzata da Filef Basilicata per l’accoglienza di minori non accompagnati provenienti da paesi africani e asiatici e quella del centro del Comune di Viterbo che accoglie prevalentemente minori provenienti dall’Eritrea.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri, Rodolfo Ricci, coordinatore nazionale Filef, Antonio Sanfrancesco, segretario della Filef Basilicata, Gianfranco Ceccanei, presidente del Circolo Carlo Levi di Berlino, Ugo Melchionda, direttore del Centro di ricerca Idos. La discussione ha consentito di presentare gli scenari migratori alla luce delle emergenze derivanti dagli squilibri economici tra paesi avanzati e Africa e Medio Oriente, dalle situazioni di crisi e guerre che circondano l’area europea e dalle crescenti crisi ambientali ed ecologiche che caratterizzeranno buona parte dei flussi migratori dei prossimi decenni.

Il direttore di IDOS, Ugo Melchionda, ha delineato il quadro dell’immigrazione in Italia con una riduzione consistente del flusso di arrivi di emigrati economici e con un parallelo consistente aumento degli arrivi di profughi, fornendo un dettaglio dei dati attuali e di quelli che si stimano per il prossimo futuro: in particolare, in riferimento al continente africano, ove l’aumento al 2050 della popolazione africana dagli attuali 1,3 miliardi di persone ai 2,5 miliardi, imporrebbe nei prossimi 35 anni, la creazione di circa 700 milioni di posti di lavoro per evitare un aumento esponenziale dei flussi emigratori da questa area. Obiettivo di impossibile raggiungimento se non si cambiano radicalmente i paradigma di sviluppo e di organizzazione economico-sociale e del lavoro a livello globale, oltre che le ragioni di scambio tra paesi del nord e del sud.

Il coordinatore nazionale della Filef Rodolfo Ricci ha sottolineato gli squilibri presenti a livello comunitario in particolare tra nord e sud Europa, con la necessità di diversi paesi centro europei, come la Germania, di acquisire oltre 10 milioni di ingressi di lavoratori da oggi al 2050 per mantenere integro il proprio potenziale produttivo; ciò è causato da una flessione importante dello sviluppo demografico di questi paesi; allo stesso tempo, il declino dei paesi sud europei, causati anche dalle politiche di austerità, fa prevedere una riduzione massiccia della popolazione nelle aree svantaggiate, come il meridione italiano. Ciò determinerebbe un mutamento radicale delle prospettive di sviluppo dei paesi del sud Europa e della loro attuale posizione nella divisione internazionale del lavoro che ne risulterebbe ulteriormente peggiorata in direzione di un permanente e diffuso declino.

Antonio Sanfrancesco ha illustrato la complessa esperienza di accoglienza che sta realizzando la Filef Basilicata in collaborazione con altre organizzazioni ed enti locali lucani, di 47 minori non accompagnati distribuiti in più paesi della Basilicata ed analogamente è stato illustrato l’esempio del centro di accoglienza di Viterbo. Da queste esperienze viene confermato il dato che gran parte dei profughi e degli stessi minori intendono la loro permanenza in Italia come un breve momento transitorio nella prospettiva di raggiungere paesi come la Svezia, la Germani o l’Inghilterra.

Da parte tedesca è stata evidenziata l’emergenza siriana in Germania e i rischi di reazioni xenofobe che si manifestano, sottolineando l’esigenza di politiche comuni a livello europeo che consentano di affrontare in modo unitario l’emergenza immigratoria oltre all’indispensabile cambiamento di rotta delle relazioni internazionali tra Europa e paesi del sud del mondo che siano orientati alla cooperazione e all’abbattimento, ad esempio, delle barriere doganali per i prodotti di questi paesi.

Un elemento significativo dell’incontro di Orvieto è stato quello della donazione da parte tedesca di 12 casse di medicinali , abbigliamento e altri generi di prima necessità destinati ai giovani in accoglienza nel progetto gestito dalla Filef Basilicata. (Inform)

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