direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Michele Schiavone: Sono trascorsi 75 anni dagli accordi italo-belgi “uomini contro carbone”

CGIE

ROMA – Sono trascorsi 75 anni da quando il governo italiano stipulò un accordo con il governo belga per barattare risorse umane, ovvero manodopera a basso costo, contro le materie prime – nella fattispecie il carbone, per equilibrare i sistemi economici dei due paesi. Da una parte un paese, il nostro, uscito distrutto dal secondo evento bellico mondiale, dall’altra un paese coloniale ricco di risorse naturali ma povero di braccia per valorizzarle e trasformarle in ricchezza.

Ricercando le cause che causarono l’emigrazione di massa italiana in Belgio, e dopo qualche decennio in Europa, a distanza di 75 anni si conoscono le ragioni reali di false narrazioni, di mezze verità, che fecero presa sui lavoratori bisognosi di sfamare le famiglie, di sconfiggere la povertà materiale e spesso la poca conoscenza della realtà dell’epoca. Per vincere “la bataille du charbon”, lanciata dal primo ministro Achille van Acker, il 20 giugno 1946 il Belgio strinse un accordo con l’Italia che prevedeva l’invio di 50 000 unità lavorative in cambio di carbone, ma alla fine le reali forze inviate furono più di 63 800. La mano d’opera non doveva avere più di 35 anni e gli invii riguardavano 2 000 persone alla volta (per settimana).

Il giovane storico Toni Ricciardi ricorda in una delle sue pubblicazioni “uomini contro carbone” che …” Alla faticosa ricerca di un nuovo assetto istituzionale e in una condizione di incertezza totale sul proprio futuro, l’Italia, fin dal 1946, aveva gettato le basi organizzative di uno dei più imponenti sistemi di esportazione di manodopera che la recente storia occidentale ricordi. Le piazze e i bar dei paesini, da Nord a Sud, furono tappezzati di manifesti rosa che incitavano a partire per le miniere del Belgio. Parallelamente ai centri di emigrazione, si sviluppò anche la rete dei trafficanti di migranti. Regolari o irregolari, l’importante era che fossero tanti, un esercito chiamato a combattere la «battaglia del carbone», scavando nelle viscere della terra quella risorsa necessaria al rilancio economico dell’Europa. Molti, dopo i primi mesi, rimpatriarono o furono arrestati per il rifiuto di sottostare alle condizioni disumane su cui Bruxelles e Roma si erano accordate: un flusso di almeno 2000 minatori a settimana, in cambio di una fornitura di carbone, che però non arrivò mai.”

Quella diaspora forzata soprattutto dalle province del Sud e non solo, la costrizione ad accettare condizioni di lavoro disabilitanti, simili alle galere raccontate da Victor Hugo ne “I miserabili”, testimoniano qual’è stato il sacrificio dei nostri connazionali e lo si intravede, ancora oggi, visitando la miniera del Bois du Cazier a Marcinelle,  luogo del sacrificio italiano per antonomasia, dove si sono recati in segno di gratitudine e riconoscenza le istituzioni italiane, i colleghi del CGIE, le amiche e gli amici del Comites, le associazioni italiane assieme a quelle belghe, alle autorità belghe, che in questi tre quarti di secolo sono cresciute assieme, hanno celebrato matrimoni comuni e hanno creato condizioni nuove e originali per coloro che nel Regno del Belgio sono accumunati da una cultura, da interessi e da una doppia cittadinanza. In tanti sono diventati classe dirigente, fungono da punti di riferimento nel mondo della politica, della cultura, dello sport e a loro volta sono diventati imprenditori.

Grazie a quei sacrifici sono stati superati i pregiudizi e l’intolleranza verso il diverso, sono maturati e si sono diffusi i sentimenti di solidarietà e proprio in quel Paese si è affermato il senso della transnazionalità, della cittadinanza europea.

Da tempo il mondo viene percepito come un villaggio globale nel quale la mobilità dei cittadini è riconosciuta come un valore e nel quale i diritti vengono affermati quotidianamente, affinché abusi, costrizioni, soprusi e le migrazioni devono essere debellati.

Il CGIE ringrazia gli intervenuti alla commemorazione del 75° anniversario dell’accordo belga-italiano “uomo per carbone” e la storia dell’immigrazione italiana in Belgio, al Bois du Cazier (Marcinelle), alla presenza di Paul Magnette, Sindaco di Charleroi, Francesco Genuardi, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, Sergio Aliboni, Presidente dell’associazione dei minatori della Vallonia, Elio di Rupo, Ministro Presidente della Vallonia, Sophie Wilmes, Ministro degli Affari Esteri del Governo Belga, David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo. Eleonora Medda, Consigliere e membro del Comitati di Presidenza del CGIE, e Raffaele Napolitano, Presidente Intercomites Belgio. (Michele Schiavone* – Inform)

*Segretario Generale del CGIE, Consiglio Generale Italiani all’estero

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