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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Michele Schiavone (PD) e Ada Marra (PS) sulla svolta del Sì alle naturalizzazioni agevolate in Svizzera

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ZURIGO – Con Ada Marra, parlamentare italo-svizzera del Partito Socialista Svizzero, proponente dell’iniziativa parlamentare approvata domenica scorsa in Svizzera si è intrattenuto Michele Schiavone, segretario del Partito democratico nella Confederazione.

La Svizzera deve riconoscere i propri figli. Per questa impervia battaglia di civiltà si è impegnata la giovane parlamentare Ada Marra, a partire dalla sua prima elezione nel Consiglio nazionale svizzero nel 2008. Abbiamo fatto decantare l’euforia e la gioia indescrivibile, surrogata da pianti di felicità per un risultato giunto dopo decenni di lotte e quattro consultazioni popolari ripetutosi negli anni. Un risultato realizzato anche con l’intuizione e l’esperienza politica di cui è portatrice la parlamentare italo-svizzera.

Il risultato uscito dalle urne domenica 12 febbraio va al di là di quanto pensiamo. L’esito del referendum ha avviato il processo di accesso facilitato alla naturalizzazione per la terza generazione di cittadini svizzeri, che fino ad oggi erano ritenuti un corpo estraneo nel panorama dei diritti sanciti dalla costituzione federale elvetica. Con l’arduo lavoro di questi ultimi anni abbiamo raggiunto un obiettivo intermedio, che vale moltissimo per gli scenari futuri della Confederazione. Il risultato è straordinario perché inimmaginabile in un periodo caratterizzato su larga scala dal ritorno dei nazionalismi, che purtroppo non risparmiano neanche la Svizzera. In maniera pragmatica è stata finalmente legittimata la presenza dei nipotini degli stranieri residenti in Svizzera. Le stime parlano di oltre 16.000 giovani italiani su 25.000 censiti dall’Istituto di statistica nazionale. Questi ultimi, ma anche i loro genitori e se lo desidereranno anche i loro nonni, avranno meno difficoltà a giustificarsi e a legittimare la loro presenza in Svizzera. E per queste persone, questo dato di fatto, è enorme perché apre scenari e orizzonti di avanzata integrazione sociale e civile. Chiunque abbia un background migratorio sa bene quali sono le condizioni che lo spingono spesso a giustificare la propria presenza nel paese di accoglienza e a testimoniare le relazioni culturali, affettuose e civiche con i luoghi d’origine della propria famiglia rimasta al paese. Da metà febbraio è riconosciuto loro finalmente il diritto di avere un’appartenenza multipla e non dovranno più scegliere tra due paesi. Si può amare profondamente la terra di accoglienza e entusiasmarsi per il gel nei capelli dei giocatori di football latino. Questa è la loro realtà, il loro mondo, la loro storia in un paese incline alla conservazione. Il risultato referendario di domenica scorsa, visto in prospettiva politica, è profondamente significativo per il progresso sociale, culturale e civile delle forze di sinistra in Svizzera ed in Europa. Abbiamo vinto una battaglia contro i mostri di cui parlava Antonio Gramsci. “… Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. Penso che stiamo proprio dentro questa fase storica e bisogna stare attenti ai richiami delle sirene, perché l’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva, la storia insegna ma non ha scolari. Ci rendiamo conto che il mondo crolla ma non sappiamo ancora come e quando e attraverso quali cataclismi. Ma si nota bene che le prime avvisaglie in questo limbo sono inquietanti. Il fondamentalismo che costruisce società dei distinguo e delle differenze, caratterizzate da ” loro ” e ” noi “, è all’opera. Da un punto di vista religioso, certamente, ciò è evidente, ma gli effetti di suddivisioni in categorie si ripercuotono anche su quello politico. In Svizzera e altrove. E’ proprio questa la battaglia che abbiamo vinto. Tutti i messaggi ricevuti durante e dopo l’esito delle urne lo confermano. Non se ne può più di questa divisione, dell’oscurantismo. Finalmente abbiamo sollevato la cappa di piombo che ci schiacciava, liberandoci da un peso insostenibile. Non vogliamo più avere paura e desideriamo guardare al futuro con ottimismo, contribuendo a forgiarlo su sani principi e virtù. No, l’altro o il diverso non sono automaticamente un pericolo, né ospiti scomodi né nemici. Le votazioni federali di metà febbraio, invece, hanno messo alla ribalta uno spirito nuovo: esiste un vivere insieme da costruire camminando lungo i sentieri della solidarietà, dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale e civile. Non vogliamo che ciò sia definito dai mostri a cui si richiamava Antonio Gramsci. Ahimè, non sono ingenua. Sono critica e consapevole che abbiamo riportato una battaglia ma la guerra non è vinta. Tutt’altro. Questo è l’inizio del disgelo in Svizzera e mi auguro nel nostro continente. Perché dopo l’inverno arriverà la primavera anche nelle valli e nelle montagne svizzere, e per vivere una stagione calda e armoniosa servirà costruire i diritti duraturi per tutte le cittadine e i cittadini che nascono, vivono ed operano in Svizzera. Perciò, prendendo ancora ispirazione da Antonio Gramsci sollecito anche i nostri connazionali ad un maggiore impegno civile e politico, perche … abbiamo bisogno di istruirci, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, di agitarci perché avremo bisogno del nostro entusiasmo, di organizzarci perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.

Per tutto questo lavoro ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in questo senso per la svolta civile di domenica 12 febbraio dai partiti svizzeri che hanno sostenuto l’iniziativa federale al Partito democratico in Svizzero impegnato nella coordinazione delle forze sociali, politiche ed associative straniere. Proprio loro impegnati da anni assieme alle forze progressiste svizzere, hanno potuto riassaporare il gusto della vittoria, che non è marginale dentro i processi di costruzione della società del nuovo millennio. Caro Michele alle compagne e ai compagni, alle amiche e agli amici porta il mio immenso ringraziamento perché finalmente, dal lontano 1984, sono ritornati da protagonisti nella scena politica di questo paese- Ora si presentano davanti a noi altri obiettivi e questo slancio porterà almeno i giovani di origine straniera ad avere maggiore interesse verso le istituzioni, la politica perché per una grande interpretazione della storia saranno chiamati ad investire sul loro futuro.

Scambio di corrispondenza tra la consigliera nazionale (deputata) Ada Marra di origine salentina e il segretario del Partito democratico Michele Schiavone. (Inform)

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