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Medici con l’Africa Cuamm. Annual Meeting 2021 e Festa per i 70 anni

ONG

Il meeting è stata l’occasione per presentare i risultati del programma “Prima le mamme e i bambini. 1000 di questi giorni”, che si è concluso dopo 5 anni. Presentato anche il nuovo intervento che interesserà 8 paesi e 14 ospedali

PADOVA – Si è tenuto a Padova, al Gran teatro Geox, l’Annual Meeting di Medici con l’Africa Cuamm. Un evento che ha riunito istituzioni, sostenitori, medici, operatori e amici del Cuamm per festeggiare i 70 anni della Ong padovana (un anno in ritardo a causa del Covid-19), per raccontare l’impegno in Africa e per rilanciare su un nuovo grande intervento.

Il meeting è stata l’occasione per presentare i risultati del programma “Prima le mamme e i bambini. 1000 di questi giorni”, che si è concluso dopo 5 anni: 1.495.215 visite prenatali effettuate; 331.178 parti assistiti; 10.837 bambini malnutriti gravi curati.

Ma il Cuamm rilancia. Presentato anche il nuovo intervento che porrà l’accento sulle “persone e le competenze”, perché da sempre la formazione delle risorse umane è una delle priorità del Cuamm. Un programma che interesserà: 8 paesi, 14 ospedali che si pone diversi obiettivi: 500.000 parti assistiti, 16.000 bambini malnutriti, 1.500 manager sanitari, 500 specializzandi italiani e africani, 100 ricerche operative da realizzare.

Dopo i saluti iniziali del sindaco di Padova Sergio Giordani che ha ringraziato il Cuamm per il suo impegno, il vescovo mons. Claudio Cipolla, presidente del Cuamm, ha sottolineato come la storia del Cuamm sia una storia di vocazioni nate dalle nostre comunità ecclesiali, ma anche dalla società civile e ha aggiunto: «Il Cuamm ha compiuto 70 anni di servizio all’Africa, di servizio alle mamme e ai bambini, ma anche di servizio al nostro desiderio e bisogno di essere uomini e donne che trovano un senso nella loro vita proprio nel diffondere e nel coltivare il bene».

Grande spazio al tema della campagna vaccinale, con voci autorevoli come Alberto Mantovani, direttore scientifico della Fondazione Humanitas. , che ha detto: «Non dimentichiamoci dell’Africa, che ha solo il 5% della popolazione vaccinata. Dobbiamo fermare la pandemia qui da noi, come anche in Africa, ma soprattutto dobbiamo fermare anche un altro virus che parte da noi: il virus delle menzogne e della disinformazione». Messaggio ribadito dal video di Anthony Fauci, Direttore dell’Istituto Nazionale Statunitense di Allergologia e Malattie Infettive e Consigliere medico capo del Presidente Biden.

Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha raccontata la lunga collaborazione tra Regione Veneto e Cuamm, che arriva fino alla Sierra Leone, passando per il Centro vaccinale di Rubano.

Paolo Gentiloni, Commissario all’economia dell’Unione Europea, ha detto: «L’Europa sta lavorando nella lotta contro la pandemia. Possiamo annunciare che saranno 200 milioni le dosi che l’Unione Europea si impegnerà a donare all’Africa. E’ necessario ora poter lavorare per produrre i vaccini in Africa e per questo si lavora per 3 hub di produzione vaccinale nel continente». Sulle note di “Emozioni”, è entrato Mogol, celebre autore che ha emozionato generazioni di italiani e che di recente si è appassionato alla causa del Cuamm. Amico di lunga data, Romano Prodi ha sottolineato: «Oggi celebriamo 70 anni, ma cosa c’è in Italia qualcosa che resiste 70 anni? I governi durano un anno. Oggi mi è apparsa chiara un’altra cosa: l’ampiezza e la qualità dell’intervento del Cuamm, che si traduce in un “aiutiamoli a casa loro”, vero e reale, con gli africani e insieme a loro».

Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha posto l’accento su tre punti: «L’Africa ha solo il 3% delle emissioni nocive, ma sta pagando il più grande scotto dei cambiamenti climatici, questo non possiamo permettercelo, li dobbiamo aiutare, perché più i cambiamenti climatici si abbattono sull’Africa, più aumentano terrorismo, problemi sanitari, e di sicurezza. I Ministri del G20 si sono tutti impegnati a vaccinare il 50% della popolazione mondiale entro il 2022. L’Italia ha già messo a disposizioni 45 milioni di dosi, per le popolazioni in difficoltà. C’è poi la questione del debito: la pandemia ha fatto aumentare il debito di tutti i paesi e in particolare di quelli in difficoltà. L’Italia ha messo a disposizione 4 miliardi di euro, il 20% di tutti i diritti di prelievo speciali che ha sul Fondo monetario internazionale per eliminare il credito che aveva nei confronti dei paesi africani. E’ solo l’inizio, ma diamo l’esempio. Infine, una buona notizia sulla cooperazione allo sviluppo: abbiamo approvato, in Consiglio dei ministri, la nuova legge di bilancio, dal 2022 al 2026, ogni anno aumenteremo i fondi per la cooperazione allo sviluppo di più di 100 milioni di euro, per arrivare all’obiettivo che è avere il 7% dei fondi per la cooperazione allo sviluppo rispetto al Reddito nazionale lordo. Un obiettivo europeo. Noi ce la mettiamo tutta, abbiamo più fondi, abbiamo i progetti. Abbiamo l’opportuna di stanziare fondi a realtà che sanno cosa fare, fanno bene il loro lavoro, senza sprecare un soldo. Siamo con voi!». La voce dell’Africa è stata ben rappresentata da Franck Houndjahone, pediatra Cuamm a Bangui, Repubblica Centrafricana.

A conclusione, don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm ha invitato tutti a non avere paura del futuro e ad allargare il cuore e le braccia: «Non dobbiamo aver paura del futuro, dobbiamo aver fiducia e credere che la vita vada spesa, donata, senza mezze misure e sacrificata per costruire un mondo migliore. Se coltiviamo cuori grandi come quelli di Abrahm e Moses, due colleghi sud sudanesi che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro, potremo superare ogni fatica, ogni dolore». (Inform)

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