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MED Dialogues 2021, nella giornata conclusiva gli interventi del presidente dell’ISPI Massolo e del Ministro degli Esteri Di Maio

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ROMA – La giornata conclusiva del convegno MED Dialogues 2021 ha visto gli interventi del presidente dell’ISPI Giampiero Massolo e del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Massolo ha parlato di parole chiave come “metodo” per un multilateralismo che parta dal basso e vada oltre le relazioni tra governi; “incertezza” che può essere un onere ma anche uno stimolo per aguzzare gli ingegni; “limite” parlando di opportunità persa per qualche assenza in sala; “prospettiva” di obiettivi mobilitanti; infine l’idea di un “nuovo patto economico e sociale” nel Mediterraneo allargato. “Non possiamo più permetterci le disuguaglianze”, ha sottolineato Massolo invitando a fare leva sulla parola “persone” perché le piazze contano e non si può più prescindere dalle piazze e dalle persone. Di Maio dal canto suo ha ricordato l’anno particolare per l’Italia protagonista tanto nel G20 quanto nella Cop26. “L’obiettivo che continueremo a perseguire è un futuro incentrato sulle persone e sui loro diritti anche nel Mediterraneo allargato”. Di Maio ha quindi fotografato il dibattito della ‘tre giorni’ di lavori al MED Dialogues 2021, sintetizzandolo in parole chiave come già fatto da Massolo. “Giovani, dialogo, partenariato, resilienza e multilateralismo”, ha chiarito Di Maio partendo proprio dai giovani particolarmente impegnati sul fronte dei problemi legati ai cambiamenti climatici. “L’agenda multilaterale dell’Italia è stata contrassegnata da appuntamenti dedicati ai giovani: ho voluto che la loro partecipazione fosse il filo conduttore”, ha aggiunto Di Maio ricordando eventi come il G20 Innovation League e Youth for Climate ma anche Youth Forum MED. Parlando di dialogo invece è stato auspicato un dialogo anche interreligioso essenziale per il Mediterraneo allargato. Di Maio ha ricordato come lo scorso ottobre abbia ricevuto dal Pontefice l’appello da estendere alle comunità religiose internazionali. Il Ministro ha poi rievocato un progetto nato quattro anni fa che riguarda il ruolo delle donne mediatrici nel Mediterraneo, affermandosi come buona prassi a livello internazionale. Sui partenariati, Di Maio ha spiegato come questi siano quanto mai necessari tra UE e il sud del Mediterraneo che non può più essere considerato come solo una frontiera o come un’area di crisi: Europa, Mediterraneo ed Africa hanno bisogno di un patto per lo sviluppo. “L’orizzonte della ripresa post-pandemica offre nuovi strumenti per farlo, come quelli messi a disposizione proprio per il vicinato a sud”, ha aggiunto il Ministro evidenziando come il concetto stesso di resilienza debba tradursi nell’idea di ridurre le disuguaglianze sociali per una crescita inclusiva della persona. Di Maio ha poi richiamato l’attenzione sull’obiettivo ‘fame zero’ per il 2030 e sulla questione sanitaria internazionale auspicando un’equa distribuzione dei vaccini con programmi come Covax. Il Ministro ha parlato anche della presenza di numerosi siti Unesco in quest’area allargata del Mediterraneo. Sul multilateralismo infine Di Maio ha parlato di scenari di crisi all’interno dei quali lo sforzo dell’Italia punta all’efficacia dell’approccio multilaterale, soprattutto nell’area del Golfo e del Mediterraneo orientale. (Inform)

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