direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Mattmark 1965. Storie vicine e lontane”:  reportage il 30 agosto su Rai 3

ITALIANI ALL’ESTERO

60 anni fa la sciagura che causò la morte di 56 operai italiani emigrati in Svizzera

Il reportage racconta il contesto socioeconomico e storico in cui avvenne questa tragedia dell’emigrazione intrecciando la narrazione con storie di contemporanea mobilità

 

ROMA – Un reportage su una tragedia dell’emigrazione italiana ancora poco conosciuta. È quello che propone “Mattmark 1965. Storie vicine e lontane” – di Alessandra Rossi, con la regia di Gabriele Mammarella – in onda sabato 30 agosto alle 23.35 su Rai 3.

La Svizzera, dal dopoguerra fino agli anni ‘80, ha vissuto un momento di forte crescita economica, tanto da attirare dai Paesi vicini un grande flusso di lavoratori. Tra gli anni ‘60 e ‘80 il Paese elvetico accoglieva quasi il 50% dell’intero flusso migratorio italiano, dando occupazione a tanti operai italiani impegnati in grandi opere come la diga di Mattmark, nel Cantone Vallese. Questo flusso non si è mai fermato, tanto che ancora oggi la Svizzera conta quasi 700mila residenti italiani. Gli operai nel cantiere di Mattmark lavoravano a ritmo serrato fino a 15-16 ore al giorno, sei giorni su sette. Il 30 agosto 1965 una parte del ghiacciaio dell’Allalin si staccò travolgendo le baracche di alloggio degli operai che stavano costruendo la diga a 2.120 metri di altezza. La valanga di più di 2 milioni di metri cubi di ghiaccio seppellì 88 lavoratori. Di questi, 56 erano italiani. La tragedia colpì numerose famiglie del Nord e del Sud d’Italia. Fu la provincia di Belluno, con 17 vittime, a essere la più colpita, insieme al Comune di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, che perse 7 uomini.  La sciagura suscitò scalpore in tutta Europa, ma venne presto dimenticata. A distanza di 60 anni, il reportage “Mattmark 1965. Storie vicine e lontane” si propone di raccontare il contesto socioeconomico e storico in cui avvenne questo dramma, intrecciando la narrazione con storie di contemporanea mobilità. La migrazione verso la Svizzera non si è infatti mai fermata e si continua a partire, oggi come ieri. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform