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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Matteo Renzi: “Diario di bordo dall’America Latina”

GOVERNO

 

 

ROMA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ,in missione in America Latina (23-28 ottobre),  sta pubblicando  sul suo sito ufficiale e su Facebook il suo “diario di bordo” .

Cile

“Tappa numero uno nel Cile di Michelle Bachelet con cui abbiamo discusso a lungo dei principali dossier su Europa, Sudamerica, crisi delle materie prime, battaglie in sede ONU per le donne e abbiamo siglato accordi significativi a partire da quelli sulla doppia imposizione fiscale, sull’agenda energetica, sulla presenza di Banca Prossima in Cile. Quella di Banca Prossima è un’esperienza interessante, ne riparleremo.

Confesso, però, che entrando nel palazzo presidenziale, la Moneda, e soprattutto poi al Museo dei diritti umani mi sono emozionato pensando alla storia di questo popolo e alla grande forza di chi ha lottato contro la dittatura. Chi mi ha guidato passo dopo passo dentro il Museo aveva vissuto sulla propria pelle o su quella della propria famiglia quelle torture: non mi stava raccontando una storia, mi stava raccontando la sua vita. Come ha fatto Camilo Parada, figlio di una delle vittime del regime, come ha fatto Marcia Scantlebury. Diceva il grande Pablo Neruda: chi sono quelli che soffrono? Non importa chi sono, sono i miei

La nostra generazione di leader europei ha vissuto nella pace e nella tranquillità e per questo ha una responsabilità ancora più grande, non solo per tramandare la memoria, ma anche per non sporcare la politica che altrimenti diventa facile preda di populismi e spinte autoritarie.

Occorre, però, avere l’intelligenza di vincere la sfida della dignità della politica, usando gli strumenti del nostro tempo.

Il regime crolla in Cile grazie al referendum che il fronte del no vince, utilizzando innovative tecniche di comunicazione.

Mi è tornato alla mente il film No, i giorni dell’arcobaleno (un film che è obbligatorio per chi vuole ricostruire una storia, ma anche il complicato rapporto tra ideali e campagne elettorali) e sono stato molto felice di salutare lo scrittore dal cui lavoro è tratto il film, Antonio Skarmeta.

È la cultura, prima ancora che il business, a fare da filo conduttore della nostra missione. Ecco perché – come ormai tradizione – ho visitato le università, a cominciare da quella del Cile dove ho tenuto una lectio e l’università cattolica dove ho visitato l’Angelini center for innovation in compagnia tra l’altro dell’architetto Alejandro Aravena.

Alejandro – che sarà, tra l’altro, il curatore della prossima Biennale di Venezia – ha più volte evidenziato il ruolo della città come “scorciatoia per l’uguaglianza”. Lo riprenderemo in Colombia, ma già da adesso dico che questo per me – da sindaco prima ancora che da premier – dovrebbe essere il ruolo dell’architettura e dell’urbanistica.

La bella comunità italiana in Cile, variegata e sparsa in un Paese lungo oltre quattromila chilometri, ci ha accolti in ambasciata insieme alle principali aziende italiane presenti. Da Astaldi impegnata in aeroporto, ospedali, miniere fino a Atlantia (il gruppo Autostrade per l’Italia) che gestisce alcune delle arterie principali del Paese con una tecnica totalmente informatizzata e guidata dalla tecnologia. Al punto che il pedaggio non solo si paga per via telematica, ma addirittura le tariffe cambiano a seconda dell’ora di punta o meno.

E ancora, Enel, una realtà importante e strategica in America Latina, leader delle rinnovabili in questa parte di mondo. Abbiamo inaugurato il primo impianto geotermico di tutta l’America Latina assieme al parco eolico di Taltal, impianti fotovoltaici e un impianto ibrido.

Considero Enel un valore del paese. In particolare sul fronte dell’innovazione, delle rinnovabili, ma anche sul progetto del contatore elettronico e sulla sfida della banda larga, la rete infrastrutturale decisiva per il futuro del Paese.

C’è un’Italia di cui essere orgogliosi, insomma. E non è l’Italietta delle polemiche di parte della politica o della comunicazione, vecchia e nuova. E l’Italia che è rispettata per il carico di civiltà che rappresenta e per la voglia di futuro che esprime.

Vedendo a Paranal – la capitale dell’astronomia mondiale – i telescopi migliori del mondo che si immergono nell’abisso dell’universo dal cielo limpido del Cile e pensando alla dedizione con cui mani e cervelli, spesso in maggioranza italiani, li hanno voluti costruiti e usati (e usano ancora oggi, fortunatamente: ho cenato ieri con alcuni giovani ricercatori per sentire le loro storie e le loro proposte), penso a quanto grande sia il nostro Paese. E quanto possiamo e dobbiamo fare per restituire agli italiani non tanto qualità – che già è presente in abbondanza – ma fiducia e consapevolezza.

Prossima tappa, il Perù”.

Perù

“Un Paese che sotto la guida di Humala Tasso ha tenuto assieme elementi centrali quali la democrazia, la crescita e la lotta contro la povertà.

Con il nuovo aereo Alenia Aermacchi (appena acquistato dall’esercito peruviano) abbiamo raggiunto i 3.500 metri di Cuzco e poi Machu Picchu, uno dei luoghi più suggestivi al mondo. Ad accoglierci lassù è stato il premier Cateriano con una scelta simbolica: ci unisce innanzitutto la bellezza di un passato che lascia senza parole. Ma il senso più profondo di questa eredità ci spinge a costruire futuro, non a vivere di ricordi.

Per questo ho ringraziato a nome del governo i tanti italiani che lavorano in Perù, a cominciare dalle realtà del volontariato. Su tutte l’Operazione Mato Grosso, con Padre Ugo de Censi che ho abbracciato a nome di tutti voi: padre Ugo è un’istituzione da queste parti e il lavoro per i poveri e con i poveri che lui ha svolto – assieme a migliaia di volontari, spesso giovani italiani – ci rende orgogliosi e grati.

E sono orgoglioso di essere a capo del Governo che ha cambiato verso sulla cooperazione internazionale. Finalmente i fondi tornano a crescere: di oltre 100 milioni nel 2016, di 200 milioni nel 2017, di 300 milioni nel 2018. Anche di questo parla la stabilità.

Ma il Perù non è solo cooperazione culturale o internazionale: è anche la crescita al 6%. E il più grande investimento pubblico della storia peruviana è rigorosamente Made in Italy: la linea due della metro è figlia di un consorzio guidato da Salini Impregilo con Ansaldo Sts, Breda e Italferr. Ho visitato il cantiere, felice per l’orgoglio che vivono i nostri connazionali quando con la forza dei fatti dimostrano di essere gli ingegneri più bravi al mondo. E al forum con gli imprenditori ho visto centinaia di presenze perché gli spazi di business ci sono e sono molto interessanti!

Una nota personale, infine.

Ho ritrovato Don Paolo, il mio prof del liceo Dante, e don Giovanni che con lui condivide la missione a Lima. Sapere che anche nei luoghi più lontani del mondo c’è qualcuno che ti aspetta, anche se arrivi tardi dopo tutte le cene ufficiali, e butta giù mezzo chilo di pasta per chiacchierare liberi, in tre, come ai vecchi tempi: io questa cosa la chiamo semplicemente amicizia

Prossima tappa: Bogotà. A domani!”

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