direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Mattarella: Parlare di confini da chiudere non è razionale, ma risponde all’emotività subita o suscitata. La responsabilità politica richiede razionalità e governo comune del fenomeno delle migrazioni

QUIRINALE

Dichiarazioni del Presidente della Repubblica al termine del colloquio con la Presidente della Repubblica di Estonia

 

 

TALLINN- Desidero ringraziare molto la Presidente Kaljulaid per l’accoglienza così amichevole che ha riservato a me e alla delegazione che mi accompagna., ha dichiarato il presidente Mattarella al termine dell’incontro. Sono davvero onorato di svolgere questa visita di Stato in occasione del centenario dell’indipendenza dell’Estonia, avvenimento importante per l’Estonia e storicamente importante per tutta l’Europa. Vorrei rivolgere alla Presidente e a tutto il popolo estone gli auguri per questa importante ricorrenza.

Sono certo che questa visita di Stato, a distanza di pochi mesi da quando ci siamo incontrati con la Presidente a Roma, al Quirinale, possa costituire il rilancio delle nostre relazioni e del dialogo intenso che già abbiamo.

Sul piano politico registriamo grandi sintonie perché ci ispiriamo ai medesimi valori della convivenza; l’interscambio commerciale tra i nostri Paesi è in crescita, così come è in crescita l’interesse reciproco delle nostre aziende a collaborare; anche sul piano culturale la nostra collaborazione è davvero eccellente, tra le nostre università, sul piano delle nuove tecnologie, della digitalizzazione nel quale campo l’Estonia è un esempio nel mondo.

Nell’ottobre scorso la Presidente Kaljulaid ha inaugurato a Roma una mostra di Konrad Magi: è stato un momento che ha sottolineato il grande interscambio culturale che, nel tempo, vi è stato tra Estonia e Italia.

Nel colloquio abbiamo affrontato i temi dell’attualità internazionale, a partire da quelli che riguardano l’Unione europea di cui facciamo parte convintamente – Estonia e Italia – a partire dai risultati raggiunti nel recente Consiglio europeo.

Ho rinnovato alla Presidente Kaljulaid – e vorrei ripetere qui – i complimenti per come l’Estonia ha condotto il suo semestre di presidenza con grande efficacia, nella seconda parte dell’anno scorso.

Abbiamo parlato del fenomeno delle migrazioni, registrando concordemente che un fenomeno così grande non può essere gestito e affrontato da nessun Paese da solo.

È un fenomeno che non possiamo ignorare né presumere di accantonare, che va governato e può essere governato insieme, con sforzo congiunto da parte dell’Unione europea.

Ho ringraziato la Presidente Kaljulaid per l’impegno dell’Estonia su questo fronte con un contributo di grande consistenza di carattere finanziario al fondo per l’Africa, oltre che per le iniziative in collaborazione con i Paesi africani: interventi concreti e realmente importanti.

Abbiamo anche parlato del rapporto transatlantico, in vista del prossimo vertice della Nato che si svolgerà a giorni; abbiamo concordato sull’esigenza – ovviamente pienamente condivisa – di riaffermare la validità e la solidità del rapporto transatlantico e dell’Alleanza che costituisce uno dei pilastri della pace e della stabilità del mondo.

L’Alleanza atlantica e l’Unione europea sono le strutture portanti della politica estera italiana e questo ci accomuna all’Estonia.

Abbiamo affrontato il tema della sicurezza, sottolineando come la sicurezza sia indivisibile fra gli alleati, perchè la sicurezza di un ciascun Paese dell’Alleanza e dell’Unione europea coincide con la nostra e con quella di ciascun altro Stato.

Per l’Italia, la sicurezza di ogni altro Paese dell’Alleanza si identifica con la propria sicurezza: anche questa è una sfida che, come tutte le altre grandi sfide di questa stagione storica, non può essere affrontata da un Paese singolarmente, ma soltanto insieme, con grande condivisione e con visioni comuni.

Vorrei ringraziare ancora una volta la Presidente Kaljulaid per l’accoglienza e per questa ospitalità, e confermare gli auguri a lei e a tutti gli estoni per questo centenario.

Domanda: Nonostante le divisioni, il Consiglio europeo ha stabilito che il problema dei flussi migratori – problema epocale – è un problema europeo e va affrontato, come voi avete detto, tutti insieme. Però, subito dopo, alcuni Stati hanno cominciato a muoversi per conto loro; c’è chi minaccia la chiusura delle frontiere, ad esempio del Brennero. Allora sono a rischio valori fondanti dell’Unione europea come la solidarietà?

Presidente: Vi sono molte cose che contrassegnano l’Unione europea e la sua storica integrazione, ma ve ne sono due che ne esprimono appieno l’anima: Erasmus e Schengen. I nostri giovani si sentono ormai europei, e poter viaggiare liberamente dal Sud al Nord dell’Europa, o dall’Est all’Ovest dell’Unione, è per loro un dato irrinunciabile. Mettere a rischio questo è poco responsabile. Parlare di chiusura dei confini, in un momento in cui tutto consentirebbe maggiore razionalità nell’analizzare e governare il fenomeno migratorio, è da evitare.

Nell’ultimo anno, da metà del 2017 a metà del 2018, gli arrivi attraverso il Mediterraneo in Italia sono diminuiti dell’85%; la pressione si è abbassata. Questo dovrebbe consentire a tutti i governi, come loro responsabilità, di agire con razionalità senza cedere all’emotività.

Parlare di confini da chiudere non è razionale, ma risponde all’emotività subita o suscitata. La responsabilità politica richiede razionalità e governo comune del fenomeno. Questo è possibile e c’è il dovere di farlo.

Domanda: Presidente Mattarella, ritiene che l’Unione europea stia attualmente facendo abbastanza per aiutare l’Italia di fronte alla crisi migratoria?

Presidente: quello che mi preme di più è ciò che l’Europa può fare d’ora in poi per affrontare congiuntamente il fenomeno migratorio. L’esito del Consiglio europeo dei giorni scorsi è incoraggiante perché ha assunto la consapevolezza che il problema è complessivamente dell’Unione europea, non dei suoi singoli componenti, e che il problema va risolto condividendo tutti le responsabilità.

Non era quella una sede di decisioni operative, ma la sede di indicazioni politiche di criteri. E i criteri indicati sono stati incoraggianti.

Naturalmente occorrerà poi dar loro concretezza con delle decisioni operative, e sono convinto che vi siano possibilità per raggiungerle concordemente e positivamente. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform