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Mattarella: non più rinviabile la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura

QUIRINALE

Non si può accettare il rischio di dovere indire le elezioni del C.S.M. con vecchie regole e con sistemi ritenuti da ogni parte come insostenibili

La stagione di rinnovamento avviatasi con l’entrata in vigore della legge di riforma del processo penale è destinata a completarsi con le indispensabili modifiche al processo civile e all’ordinamento giudiziario

(fonte foto Presidenza della repubblica)

ROMA – La Magistratura è chiamata, in questo periodo, a rivitalizzare le proprie radici deontologiche, valorizzando l’imparzialità e l’irreprensibilità delle condotte individuali; rifuggendo dalle chiusure dell’autoreferenzialità e del protagonismo. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto ieri a Scandicci al decennale della Scuola Superiore della Magistratura. In questa direzione – ha proseguito – deve muovere anche la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, non più rinviabile.

Il Presidente della Repubblica, al quale la Costituzione attribiuisce  la presidenza del C.S.M., ha precisato che l’organo di governo autonomo, quale presidio costituzionale per la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura, è chiamato ad assicurare le migliori soluzioni per il funzionamento dell’organizzazione giudiziaria, senza mai cedere ad una sterile difesa corporativa.

L’attività del C.S.M., sin dal momento della sua composizione, deve mirare a valorizzare le indiscusse professionalità su cui la Magistratura può contare, senza farsi condizionare dalle appartenenze e dedicando particolare attenzione anche alla promozione della parità di genere.

Il dibattito sul sistema elettorale dei componenti del Consiglio superiore deve ormai concludersi con una riforma che sappia sradicare accordi e prassi elusive di norme che, poste a tutela della competizione elettorale, sono state talvolta utilizzate per aggirare le finalità della legge.

È indispensabile, quindi, che la riforma venga al più presto realizzata, tenendo conto dell’appuntamento ineludibile del prossimo rinnovo del Consiglio superiore.

Non si può accettare il rischio di doverne indire le elezioni con vecchie regole e con sistemi ritenuti da ogni parte come insostenibili.

Sotto l’altro aspetto, anche la “funzione giustizia” è chiamata a concorrere per sostenere la ripresa del Paese, nell’ambito del processo di modernizzazione, per realizzare gli obiettivi indicati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

All’Ordine giudiziario compete un ruolo primario per affrontare una fase complessa sotto molteplici aspetti, che può essere superata concentrando gli sforzi sui traguardi comuni da raggiungere. Di questa fase, la Magistratura è, a sua volta, una protagonista. Le risorse aggiuntive di mezzi e di personale previste rappresentano un’occasione, da non perdere, per innovare le modalità di esercizio della giurisdizione, in vista del raggiungimento dell’obiettivo dei tempi processuali come indicati nel Piano ed in linea con i parametri europei.

Il potenziamento dell’Ufficio del processo si pone, in questa prospettiva, come strumento diretto ad aumentare gli standard di produttività nella volontà di dare risposte alla domanda di giustizia in maniera più efficace e tempestiva. Affinché ciò avvenga, occorre un significativo mutamento nelle modalità di svolgimento del lavoro giudiziario con l’adozione di un modulo organizzativo basato sulla collaborazione e sul confronto con altre figure. La stagione di rinnovamento avviatasi con l’entrata in vigore della legge di riforma del processo penale è destinata a completarsi con le indispensabili modifiche al processo civile e all’ordinamento giudiziario.

Il coraggio del cambiamento è la sfida di fronte a cui si trova il nostro Paese, Magistratura inclusa. Sono convinto – ha concluso Mattarella su questo argomento – che si tratti di una sfida che essa saprà raccogliere, manifestando l’indubbia volontà di essere all’altezza della funzione essenziale che l’ordinamento democratico le attribuisce, ottenendo la fiducia che questa funzione merita. (Inform)

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