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Mattarella: Il ricordo di tanto sacrificio non deve sbiadire. Le atroci sofferenze, inflitte e ricevute, non devono essere rimosse

CENTENARIO GRANDE GUERRA

Il capo dello Stato al Monte San Michele

 

MONTE SAN MICHELE – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel 100° anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, ieri 24 maggio ha reso omaggio ai caduti visitando il museo della Grande Guerra e le trincee scavate dai soldati sul monte San Michele del Carso.

Accompagnato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il capo dello Stato è intervenuto alla cerimonia celebrativa che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei caduti della Grande Guerra. Prima di recarsi sul Monte San Michele, Mattarella aveva deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

La Prima Guerra Mondiale – ha detto Mattarella nel corso del suo intervento – è un campo sterminato di ricerca. Ci sono capitoli ancora da approfondire. Pensiamo alle sofferenze delle popolazioni del Friuli e di parte del Veneto durante l’occupazione dopo Caporetto. All’altra guerra, quella della minoranza italiana dell’Impero Austro-ungarico: 100 mila trentini e giuliani spediti a combattere contro i russi nelle lontane terre di Galizia. Non dobbiamo avere paura della verità. Senza la verità, senza la ricerca storica, la memoria sarebbe destinata a impallidire. E le celebrazioni rischierebbero di diventare un vano esercizio retorico.

Il ricordo di tanto sacrificio non deve sbiadire – ha proseguito il capo dello Stato – . Le atroci sofferenze, inflitte e ricevute, non devono essere rimosse. Il conflitto 1914-18 fu una tragedia immane che poteva essere evitata. La guerra, ogni guerra, porta sempre con sé sofferenza, distruzione e morte. I caduti, di ogni nazione e di ogni tempo, ci chiedono di agire, con le armi della politica e del negoziato, perché in ogni parte del mondo si affermi la pace. Si tratta – ha concluso il presidente Mattarella – del modo più alto per onorare, autenticamente commossi, il tanto sangue versato su queste pendici martoriate. E’ questo il monito, severo e accorato, che tutti avvertiamo, qui, sul San Michele. (Inform)

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