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Mattarella a Mirandola e Pieve di Cento

QUIRINALE

A cinque anni dal terremoto in Emilia Romagna

MIRANDOLA/PIEVE DI CENTO – A cinque anni dal terremoto in Emilia Romagna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato nei luoghi colpiti dal sisma: prima a Mirandola e poi a Pieve di Cento.

Il capo dello Stato è giunto a Mirandola dove, nell’Aula Magna ‘Rita Levi Montalcini’ del polo scolastico, ha partecipato al convegno “Fare scuola. Ricostruzione. Innovazione. Comunità” organizzato dalla Regione. Dopo il saluto del sindaco di Mirandola, Maino Benatti, e la proiezione di un filmato sulla ricostruzione dal titolo “5 anni dopo”, hanno preso la parola l’architetto Mario Cucinella e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

E’ quindi intervenuto il presidente Mattarella, ricordando i ventotto morti, i trecento feriti, le tante migliaia di sfollati. “Quindi il primo pensiero che rivolgiamo è naturalmente per loro, per le vittime, per i morti, per le sofferenze patite. Si è condiviso allora, qui e in tutta Italia, il dolore per quel che era avvenuto, e la condivisione è stata anche il centro e forse il motore principale della ricostruzione. Probabilmente allora molti avevano dei timori: il timore che il tessuto sociale si potesse disgregare, che il tessuto produttivo, lacerato e colpito , subisse ferite non rimarginabili, che si potesse creare una fuga dai territori colpiti”.

“La vostra capacità e la vostra volontà hanno vanificato queste paure e hanno avviato una ricostruzione di grande successo . ha affermato Mattarella -. È stata un’opera impegnativa e importante che ha trovato le basi nella cultura di queste zone, nella capacità di reazione del tessuto sociale, in quella cultura del lavoro e dell’impegno che, trasmessa di generazione in generazione, ha reso questi territori sempre capaci di affrontare difficoltà e di superarle.

L’evento di cinque anni fa ha ricordato ancora una volta al nostro Paese: la fragilità del nostro territorio nazionale. Tre anni prima vi era stato il terremoto dell’Aquila, quattro anni dopo i terremoti che, in tre riprese violente, hanno colpito le quattro Regioni del Centro Italia.

Questi eventi richiamano l’esigenza di curare il nostro territorio, di mettere in sicurezza le sue strutture abitative e produttive. Qui avete ricostruito e state ancora ricostruendo con garanzie di sicurezza, con standard avanzati, più sicuri, con condizioni di maggiore tranquillità: sono condizioni che vanno estese ovunque, che vanno realizzate anche nelle zone colpite di recente.

Vi è ancora altro da fare, come hanno ricordato il presidente della Regione e il sindaco, per quanto riguarda i centri storici, gli edifici pubblici: essi costituiscono l’identità del territorio, ma proprio per questo sono edifici che necessitano una ricostruzione più pazienti. È stato giusto dare la precedenza a scuole e imprese. Non è soltanto per la complessità delle procedure dei centri storici, è anche perché sono realtà e punti di riferimento che possono attendere, perché rappresentano l’identità”.

Dopo Mirandola, il capo dello Stato si è recato a Pieve di Cento (Bologna) dove ha inaugurato la ‘Casa della musica’, struttura realizzata con le risorse del fondo di solidarietà di imprese e lavoratori emiliano-romagnoli per la ricostruzione post-sisma. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti il segretario regionale CISL Emilia-Romagna, Giorgio Graziani, il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini e il sindaco di Pieve di Cento, Sergio Maccagni. (Inform)

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