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Mattarella a Bari: “La pace continua a gridare la sua urgenza. Non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra”.

QUIRINALE

Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate

Il capo dello Stato al Governo “Il 4 novembre sia Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Lo dobbiamo alla nostra storia, lo dobbiamo a un patrimonio prezioso fatto di donne e di uomini del nostro Paese. Lo dobbiamo a noi stessi”.

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

BARI – “Ogni nome di soldato caduto che leggiamo nelle lapidi dei nostri sacrari, accanto alle migliaia di sconosciuti, tutti rappresentati dalle spoglie del Milite ignoto all’Altare della Patria, racconta un frammento della nostra storia collettiva. Vite spezzate, sacrificate. Giovani che non hanno avuto il dono di vivere il futuro che avevano sognato. Genitori che li hanno pianti, mogli e figli che hanno atteso invano sposi e padri che non sarebbero mai tornati alle loro case. La nostra storia, anche quella di oggi, è frutto anche di quel dolore. E ha valore proprio perché ne ha saputo fare memoria. Quei sacrifici non sono stati vani. Perché nella consapevolezza di quanto sia terribile la guerra si è radicato nel cuore della nostra Europa il dovere ineludibile della pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi a Bari in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate. Il capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro presso il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Mattarella ha visitato anche la tomba dell’unica donna presente nel Sacrario, quella di Mari Boni Brighenti, crocerossina morta a Tripoli nel 1915 .

La cerimonia celebrativa del 4 novembre è proseguita sul Lungomare Nazario Sauro, dove il presidente della Repubblica ha tenuto il suo discorso.

“La ricorrenza del 4 novembre, che oggi celebriamo, scandisce – ha ricordato Mattarella – un momento importante e imprescindibile della nostra storia. La vittoria insieme agli Alleati contro gli Imperi Centrali, che poneva fine alla tragedia della Grande Guerra, segnava anche l’approdo della nostra lotta risorgimentale iniziata decenni prima. Un percorso lungo, sofferto, costato sacrifici, dolore, lutti. Costellato di eroismo, di speranze, di impegno per la libertà, di amore per la nostra Patria. È con questo spirito e con questa consapevolezza che oggi celebriamo la giornata dedicata all’Unità nazionale e alle nostre Forze Armate”.

Il presidente della Repubblica ha rimarcato come “l’Europa unita sia stata per settant’anni l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi” e come “diverse generazioni siano nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma anche persino la sua memoria”. Ma ora “improvvisamente la guerra, la tragedia della guerra, è riapparsa nel nostro Continente” a causa della “inaccettabile aggressione che la Federazione russa ha portato contro l’Ucraina e il suo popolo”.

“Sono passati molti mesi senza che si intraveda uno spiraglio. Eppure – ha detto Mattarella – la pace continua a gridare la sua urgenza. Una pace giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla libertà e la libera determinazione del popolo ucraino. Perché non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra”.

E, allora, “assume allora un significato speciale questa celebrazione del 4 novembre, giornata nella quale l’Italia si stringe, con riconoscenza, attorno alle sue Forze Armate. Perché nessuno più degli uomini e delle donne in divisa conosce il valore della pace e cosa significhi metterla a rischio”, ha aggiunto Mattarella ricordando come i nostri militari siano  “impegnati per garantire pace e sicurezza in tante aree del mondo”  con “straordinaria professionalità e competenza, con uno spirito di umanità che li fa apprezzare come un vero e proprio modello”. Il capo dello Stato ha tenuto a ricordare “quanti in questi anni hanno sacrificato la loro vita o sono rimasti feriti compiendo il loro dovere in missione”. “A loro la Repubblica è grata. Ai loro cari il pensiero e l’abbraccio di tutti gli italiani”.

Mattarella ha inoltre espresso “vicinanza e apprezzamento ai nostri militari che sono lontani da casa, impegnati nel quadro delle missioni internazionali”. “L’Italia – ha sottolineato  – è attore di primo piano, presente in tutti i principali contesti multilaterali: Nazioni Unite, Unione europea, Alleanza Atlantica, coalizioni internazionali. I punti fermi della nostra bussola restano la vocazione europeista e il solido legame transatlantico” ha ricordato Mattarella . “Quanto sta accadendo nella nostra Europa parla – ha detto – alla responsabilità degli uomini delle istituzioni. Ci dice che la pace si costruisce ogni giorno. Prima di tutto nella coscienza delle nuove generazioni, nel cuore di quel popolo che si sente europeo, accomunato dalla medesima concezione di libertà, di diritti, di fraternità che ripudia l’idea stessa di guerra. Ripudia la guerra. Come dice la nostra Costituzione, che indica anche la via e gli strumenti che rendano concretamente possibile questa scelta. L’adesione alle sedi multilaterali impegnate ad assicurare pace e giustizia fra le Nazioni. E ci dice anche che la sicurezza e la pace sono beni comuni. Beni che vanno difesi anche quando può apparire impegnativo o difficile.”

Il capo dello Stato ha poi formulato un auspicio: “Il 4 novembre è definito dalla legge 260 del 1949 giorno dell’Unità Nazionale. Il fatto di ricomprendere in questa giornata la Festa delle Forze Armate appartiene alla tradizione e a quel sentimento di omaggio alla memoria che trova grande riscontro nella coscienza delle nostre comunità. Credo che sia necessario, come ho ricordato alcuni mesi addietro al Governo, di assumere in legge la definizione completa e ufficiale del 4 novembre come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Lo dobbiamo alla nostra storia, lo dobbiamo a un patrimonio prezioso fatto di donne e di uomini del nostro Paese. Lo dobbiamo a noi stessi”. (Inform)

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