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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Massimo Ungaro (IV) sui dati diffusi dall’Istat in relazione all’emigrazione italiana

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Per trattenere i nostri connazionali servono opportunità, lavoro e meritocrazia

ROMA – Il deputato eletto nella Circoscrizione Estero (Europa), Massimo Ungaro, esponente di Italia Viva ha analizzato in un messaggio diffuso sui social la situazione legata all’emergenza emigratoria italiana, partendo dai recenti dati Istat sulle migrazioni, definiti “allarmanti”. In sostanza mentre per la prima volta gli immigrati in Italia sono in calo, aumentano quasi del 2% all’anno i connazionali che si trasferiscono all’estero alla ricerca di un lavoro. Nel solo 2018 sono stati 117 mila, cifra che fa lievitare ad oltre 800.000 gli espatriati nell’ultimo decennio. “Si tratta soprattutto di giovani con un’età media di circa trent’anni e per la maggior parte qualificati. La destinazione preferita, nonostante la Brexit, è stata il Regno Unito e la regione in assoluto con più partenze è la Lombardia. Ma è soprattutto il Sud a essere costantemente impoverito di risorse umane preziosissime per il futuro di quel territorio. Non è però una fuga solo di cervelli”, ha messo in guardia Ungaro dalle argomentazioni che sono state legate negli anni per lo più al mito dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’. “Sono cuori e braccia: per questo ci troviamo di fronte a una vera e propria ‘generazione-esodo’. I numeri dicono che siamo tornati all’emigrazione degli anni 70. Londra oggi è la quinta città d’Italia, ad esempio. Troppo spesso ci si afferma in Italia più per le conoscenze che per la meritocrazia e la politica deve dare delle risposte su questo”, ha evidenziato Ungaro invitando prima di tutto ad ascoltare le esigenze e le ragioni di chi va fuori. “Occorre poi ricordarsi che il rientro è assai difficile perché ricollocarsi nel mondo del lavoro in Italia ha le sue difficoltà. Per questo con Italia Viva mi sono battuto, nonostante i vincoli del decreto fiscale, per far approvare un emendamento a mia prima firma che anticipa l’effetto degli sgravi per i lavoratori impatriati previsti dal ‘decreto crescita’ alla data di introduzione del decreto, ossia il 30 aprile 2019 anziché il 1° gennaio 2020. Ora è necessario, come chiesto in un mio ordine del giorno, che essi vengano estesi a tutti indistintamente dalla data di rientro. Infine è necessaria una rivoluzione culturale: ai giovani non possiamo più dire di aspettare e mettersi in fila. Le loro competenze vanno riconosciute e valorizzate altrimenti scappano ed un Paese che non valorizza le fasce più giovani e dinamiche della propria società è destinato a morire”, ha concluso Ungaro. (Inform)

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